Imprese a pancia piena, ora tocca alle famiglie

Tommaso Padoa Schioppa e Carlo Sangalli
A chi destinare il bonus fiscale, cioè gli introiti in più realizzati dallo Stato nel 2006 e confermati per il 2007? Secondo quanto ha dichiarato Tommaso Padoa-Schioppa al Forum Confcommercio a Cernobbio, dovrebbero andare in primo luogo alle imprese. Per il fin qui prudentissimo ministro c’è già per i primi tre mesi di quest’anno un surplus di 2,5 miliardi che verrà ufficializzato in settimana dalla Trimestrale di cassa, il documento con il quale il governo aggiorna il proprio stato di salute economica. Non solo. TPS aggiunge che tagliando “baldanzosamente” le tasse “occorrerà tagliare baldanzosamente” anche le spese.
Sconcerto e malumore nella maggioranza e nei sindacati, che proprio alla vigilia delle amministrative e dell’avvio del tavolo sulla riforma delle pensioni pensavano di avere qualcosa di meglio da offrire agli elettori, ai lavoratori e all’opinione pubblica in generale. Ma il governo non può smentire un proprio ministro di punta. Ci ha pensato così Franco Marini, presidente del Senato. “Giù le tasse per le famiglie” ha tuonato l’ex segretario generale della Cisl, che evidentemente conosce bene come gira il mondo, specie a sinistra.
Marini si fa forte dei dati non solo del Tesoro, ma anche del servizio studi del Senato: a fronte di un aumento del Pil nel 2007 del 2%, delle esportazioni del 5,1% e delle importazioni del 4,8%, nonché del 3,2% degli investimenti, i consumi familiari sono cresciuti solo dell’1,8%.
Il taglio del cuneo fiscale deciso con la Finanziaria 2007 è andato inoltre a quasi totale beneficio delle aziende, mentre i lavoratori se lo sono trovato “annegato” nella riforma dell’Irpef.

E ancora: Mediobanca continua registrare utili record delle maggiori imprese italiane, perfino in periodi di economia piatta: nel 2005 i profitti sono aumentati del 37,4%. Quanto all’Istat, l’istituto registra un boom dell’industria nel 2006, con una crescita del 10% degli ordini e dell’8,3 del fatturato. Una pioggia di dati che partiti (di sinistra) e sindacati si apprestano a rovesciare sul tavolo del governo, con tutte le conseguenze (politiche) del caso. Al grido: le imprese hanno già avuto, ora tocca alle famiglie, si attendono nuove tensioni nella maggioranza.
Ecco la sintesi degli interventi di Padoa Schioppa e Marini nel radiogiornale di Confcommercio

Commenti

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Il 28 Marzo 2007 alle 12:33 Restituire le tasse? Intanto crescono quelle locali » Panorama.it – Economia ha scritto:

[...] Il boom di entrate fiscali registrato a gennaio ci può dire molte cose su ciò che sta accadendo, e soprattutto accadrà, nei bilanci delle famiglie che al contrario sono alle prese con i problemi di risparmio (qui il nostro FORUM), ed in generale nei portafogli dei contribuenti. Nelle casse dello Stato sono entrati 30 miliardi di euro, l’8,5 % in più del gennaio 2006. L’extragettitto dell’anno scorso, il famoso “tesoretto” da 8-10 miliardi di euro superiore alle previsioni, si avvia dunque a rimpinguarsi anche per l’anno in corso. Da dove vengono questi soldi? Anche se in assoluto (19,2 miliardi) si tratta della cifra più importante, la crescita delle imposte dirette segna “solo” un più 5,8 %, ed un più 4,6 riferito all’Irpef. Ciò significa che la lotta all’evasione, pur importante politicamente, non è di sicuro la prima voce di tanta pioggia di soldi. I record vanno cercati altrove. In particolare nelle imposte indirette, più 13,7%, e tra queste soprattutto nel registro (più 48,6), bollo (più 91,5), ipoteche (più 138,9) e concessioni (più 11,8). E poi l’Ires, la tassa sulle società: è raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2006. Con ciò si capisce dove il governo sta colpendo. Nel frattempo anche le imposte locali, che non rientrano in questa contabilità, stanno facendo la loro parte: secondo le prime stime tra addizionali comunali e regionali e tasse sui rifiuti e sui servizi cresceranno tra l’otto e il 10%. Se si proseguisse di questo passo, con una crescita di 2,5 miliardi al mese sull’anno scorso, a fine 2007 il tesoretto del governo raggiungerebbe il livello vertiginoso di 40 miliardi. Siccome non è sempre domenica, si può ipotizzare il raddoppio di quanto realizzato finora: 20 miliardi. Ed ecco di nuovo la domanda: come impiegarli? Restituirli in qualche modo ai cittadini sotto forma di sgravi fiscali sull’Irpef o sull’Ici? Investirli nelle infrastrutture: Tav, passante di Mestre, pedemontana lombarda? Tenerli in cassa per porsi al riparo da ogni problema di deficit, abbassando il debito, insomma mettendosi più che in riga con l’Europa? I partiti premono per gli sgravi, soprattutto sull’Ici, una moneta spendibile elettoralmente. Ma il viceministro Vincenzo Visco, che voleva accelerare su questo punto, è in difficoltà: la misura sta slittando per l’opposizione di Tommaso Padoa-Schioppa. Le aziende reclamano altri bonus, dopo avere ottenuto abbastanza con la Finanziaria 2007. Ed ora si fanno avanti gli statali: il loro contratto è scaduto e reclamano solo per il 2007 due miliardi. I sindacati minacciano scioperi. Anche i dipendenti pubblici sono cittadini. Magari, per alcuni, più cittadini di altri. “I soldi vanno restituiti a chi già paga le tasse” ha promesso il governo non più tardi di due settimane fa. Manterrà la parola? [...]

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Giampiero Cantoni
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