Hipihi: la Cina lavora a una sua Second life

È ancora in fase sperimentale, si chiama Hipihi e probabilmente in futuro ne sentiremo parlare molto. È la versione cinese di Second Life.
Rispetto a Sl, che comunque non prevede ancora un’interfaccia per i cinesi, Hipihi dovrebbe essere più semplice da usare per i neofiti e per esempio offrire una serie di oggetti preconfezionati, in modo tale da facilitare la vita ai residenti. L’idea di fondo, almeno per quanto è possibile capire sui blog (il sito ufficiale è solo in cinese) , è quella di Second Life, ma con una semplificazione delle dinamiche relazionali e l’inserimento di alcuni elementi culturali tipicamente cinesi. Alcuni video su Hipihi sono comunque disponibili su Youtube.

Commenti

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Il 22 Marzo 2007 alle 11:15 » Second life: no business, no party » Panorama.it – Economia » Blog Archive ha scritto:

[...] È un mondo reale, ma virtuale. È Second Life, l’ambiente tridimensionale presente su Internet che conta quasi cinque milioni di residenti (si chiamano così gli abitanti di questo mondo sintetico) e una propria moneta (il linden dollar, convertibile in dollari veri). Ogni giorno, su Sl passano di mano prodotti virtuali per un valore di oltre 1,5 milioni di dollari. Un giro di affari con tassi di crescita degni della Cina, che però ha un’economia molto real life e che comunque, per non farsi mancare niente, presto avrà una suo mondo 3D: Hipihi. Il successo di Sl, esploso anche a livello europeo negli ultimi 8-10 mesi, è indubbio. La reale portata economica di questa popolarità è però ancora da decifrare. I residenti di Second Life possono fare shopping, viaggiare, ascoltare musica, costruire e vendere oggetti, conoscere altre persone e fare molte, molte altre cose. A condizione, quasi sempre, di essere disposti a pagare. No business, no party. “Sl è uno stupendo laboratorio di impresa”, sostiene Carlo Alberto Carnevale, docente dell’Università Bocconi di Milano e coordinatore del Master in Strategia Aziendale (qui l’intervista completa). “Con pochi dollari puoi mettere in piedi un prototipo di micro impresa. Non a caso Sl è frequentata soprattutto da aziende e da professionisti, certo non da ragazzini”. Decine di aziende hanno deciso di scommettere su questa economia sintetica, investendo risorse e promuovendo la propria presenza (anche Mondadori On line e Panorama.it, a breve, avranno uffici e redazioni virtuali) “L’economia sintetica” si legge però sul giornale elettronico bocconiano “si muove pericolosamente in bilico tra l’economia reale e il gioco” perché non esiste nessun diritto giuridico a reclamare il cambio di linden dollar in moneta reale, ma molti residenti prendono molto sul serio l’economia su Sl. E infatti le cronache degli ultimi mesi raccontano di residenti in grado di mettere da parte grandi somme. La prudenza è d’obbligo, ma il fatto che in questi ultimi mesi si sia scatenato un dibattito su come eventualmente tassare le valute virtuali, anche prima che vengano cambiate in moneta reale, sembra indebolire le argomentazioni dei più scettici. Economia sintetica, ma senza esagerare: tasse e evasione fiscale sono all’ordine del giorno anche su Second Life. [...]

Il 23 Marzo 2007 alle 11:26 Second life: no business, no party « Business Ideas ha scritto:

[...] life: no business, no party Jump to Comments È un mondo reale, ma virtuale. È Second Life, l’ambiente tridimensionale presente su Internetche conta quasi cinque milioni di residenti (si chiamano così gli abitanti di questo mondo sintetico) e una propria moneta (il linden dollar, convertibile in dollari veri). Ogni giorno, su Sl passano di mano prodotti virtuali per un valore di oltre 1,5 milioni di dollari. Un giro di affari con tassi di crescita degni della Cina, che però ha un’economia molto real life e che comunque, per non farsi mancare niente, presto avrà una suo mondo 3D: Hipihi. Il successo di Sl, esploso anche a livello europeo negli ultimi 8-10 mesi, è indubbio. La reale portata economica di questa popolarità è però ancora da decifrare. I residenti di Second Life possono fare shopping, viaggiare, ascoltare musica, costruire e vendere oggetti, conoscere altre persone e fare molte, molte altre cose. A condizione, quasi sempre, di essere disposti a pagare. No business, no party. “Sl è uno stupendo laboratorio di impresa”, sostiene Carlo Alberto Carnevale, docente dell’Università Bocconi di Milano e coordinatore del Master in Strategia Aziendale (qui l’intervista completa). “Con pochi dollari puoi mettere in piedi un prototipo di micro impresa. Non a caso Sl è frequentata soprattutto da aziende e da professionisti, certo non da ragazzini”. Decine di aziende hanno deciso di scommettere su questa economia sintetica, investendo risorse e promuovendo la propria presenza (anche Mondadori On line, Panorama.it e Panorama First, a breve, avranno uffici e redazioni in Sl.) “L’economia sintetica” si legge però sul giornale elettronico bocconiano “si muove pericolosamente in bilico tra l’economia reale e il gioco” perché non esiste nessun diritto giuridico a reclamare il cambio di linden dollar in moneta reale, ma molti residenti prendono molto sul serio l’economia su Sl. E infatti le cronache degli ultimi mesi raccontano di residenti in grado di mettere da parte grandi somme. La prudenza è d’obbligo, ma il fatto che in questi ultimi mesi si sia scatenato un dibattito su come eventualmente tassare le valute virtuali, anche prima che vengano cambiate in moneta reale, sembra indebolire le argomentazioni dei più scettici. Economia sintetica, ma senza esagerare: tasse e evasione fiscale sono all’ordine del giorno anche su Second Life. [...]

Il 7 Maggio 2007 alle 11:55 Second Life: Europa batte Stati Uniti » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:

[...] Nel mondo di Second Life tre avatar su cinque sono europei: è il risultato di una ricerca di Comscore sulla popolazione attiva (cioè persone che si sono collegate di recente) nei territori virtuali del sito web. I tedeschi sono 209 mila e arrivano al 16 per cento degli abitanti, seguiti da francesi e inglesi. Gli Stati Uniti detengono invece il primato di crescita: gli utenti Usa sono raddoppiati in tre mesi. Soltanto il 2 per cento dei navigatori proviene dal Medio oriente e dall’Africa (la Cina invece sta sviluppando un proprio mondo 3d, leggi Hipihi: la Cina lavora a una sua Second life). Le persone che hanno frequentato Second Life negli ultimi 2 mesi sono 1,3 milioni: da gennaio l’aumento è stato del 46 per cento. I residenti complessivi sono invece oltre sei milioni. [...]

Il 19 Giugno 2007 alle 8:41 lantis1983 ha scritto:

da Corriere Asia 19 giugno
http://www.corriereasia.com

Passioni tecnologiche in Cina: arriva HiPiHi, spopola il fenomeno della realtà virtuale
Passioni tecnologiche in Cina: arriva HiPiHi, spopola il fenomeno della realtà virtuale Passioni tecnologiche in Cina: arriva HiPiHi, spopola il fenomeno della realtà virtuale
19 Giugno 2007
PECHINO: Universi virtuali, la Cina è pronta a giocare il suo ruolo

La nascente industria cinese delle simulazioni di vita virtuale. Grandi aspettative per le piattaforme sviluppate per il mercato locale: potenti strumenti di marketing per la regione più popolata di tutta la Rete. Entropia, HiPiHi e uWorld sfideranno il celebre Second Life?

L’Estate del 2007 segnerà la nascita di una nuovo settore dell’industria software cinese. Un settore capace di attrarre grandi investimenti e interessi, come ha dimostrato lo strepitoso successo internazionale di Second Life. Si tratta dell’industria dei cosiddetti “universi virtuali”: spazi tridimensionali totalmente online dove gli utenti possono comunicare e “vivere” in una realtà digitale. Mondi digitali che aprono nuovi orizzonti per il marketing, lo sviluppo di servizi interattivi e la distribuzione di contenuti multimediali d’ogni tipo.
La Cina conta su oltre 130 milioni di utenti Internet. Un numero destinato a crescere vertiginosamente nel giro di pochi anni. Perciò sembra scontato che un solo “metamondo” non basti a soddisfare le esigenze del più grande mercato online del pianeta.

Il pezzo termina sul magazine on line al link http://www.corriereasia.com/_v.....BWDP.shtml

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