Telecom, Enel, Alitalia. Tre nomi che tutti gli italiani conoscono non tanto per le cronache finanziarie quanto perché hanno a che fare - direttamente o indirettamente - con il canone e con le bollette Telecom, con le fatture dell’Enel, con i biglietti ed i (dis)servizi Alitalia. Da ieri queste tre aziende sono entrate nel vortice delle cronache finanzarie internazionali, con un singolare intreccio di destini.
La Telecom di Marco Tronchetti Provera potrebbe finire in mani americane-messicane, l’Alitalia ha tre pretendenti (russi, anglosassoni e italiani), l’Enel è l’unica che non è preda ma predatore: sta comprando il gruppo energetico spagnolo Endesa.
Panorama.it ha raccontato i retroscena finanziari della vicenda Telecom ipotizzando anche un possibile bluff di Tronchetti per fare uscire allo scoperto le banche e qualche partner italiano, in modo da mantenere la bandiera tricolore sull’azienda. Ed è questa la direzione verso la quale spingono i politici, il governo e il centrosinistra. Per preservare l’italianità di Telecom, le banche - in particolare Intesa San Paolo e Mediobanca che hanno un diritto di prelazione - dovrebbero offrire un po’ più rispetto all’americana At&t ed alla messicana America Movil: 2,82 euro ad azione oltre al prossimo dividendo: si va oltre i 2,9 euro ad azione, che per il 66% del capitale di Olimpia (holding di controllo di Telecom), e con il ripianamento dei debiti, equivale ad una somma complessiva di circa 5 miliardi di euro.
Ci riusciranno, considerando che prezzi assai inferiori hanno già messo in fuga altre cordate tricolori? Certo, una mano può darla il governo nazionalizzando (a caro prezzo) la rete di base telefonica. Ma ne vale la pena? Qual è l’interesse nazionale visto dalla parte dei consumatori e dei contribuenti?
Se le banche immobilizzano ingenti capitali nella Telecom, non solo per l’acquisto ma soprattutto per i massicci investimenti di cui il gruppo ha bisogno, questi soldi dovranno rientrare da qualche altra parte. In passato le banche che hanno aiutato le industrie in difficoltà, come la Fiat, si sono - diciamo - rifatte a danno della clientela spicciola.
Tanto erano agevolati i crediti concessi alle grandi imprese, tanto onerosi quelli ai piccoli imprenditori e le commissioni praticate al pubblico. E, miracolo, quando le banche hanno iniziato a defilarsi dalla casa del Lingotto è spuntato un manager come Sergio Marchionne che ha resuscitato l’azienda.
Anche l’Alitalia si avvia ad ammainare la bandiera tricolore, a meno che non la compri l’Air One di Carlo Toto; ma è noto che dietro l’Air One c’è la Lufthansa. Qui si versano meno lacrime: l’importante, si dice, è che la compagnia funzioni, non sprema più soldi allo Stato né quattrini e arrabbiature ai clienti.
L’Enel è un caso opposto. Di successo, visto che ha comprato uno dei gruppi più avanzato d’Europa. Ha potuto farlo grazie ad un bilancio florido ed un management adeguato. Ma forse non è del tutto estraneo il fatto che l’Enel agisca ancora in semi-monopolio e che le tariffe elettriche italiane siano le più alte d’Europa. Comunque la Spagna non ha fatto le barricate per difendere la ibericità di Endesa, eppure le banche spagnole sono ben più potenti e liquide delle nostre. Viceversa, Telecom e Alitalia non hanno retto alla concorrenza.
Insomma: questi tre casi hanno molto a che fare con le nostre tasche, e pongono a tutti, non solo ai politici, un problema: quando, dove e soprattutto a che prezzo vale la pena di difendere l’italianità delle grandi aziende di servizi, che presidiano settori certo strategici, ma che emettono fatture e bollette, e pure pesanti.
- Martedì 3 Aprile 2007

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Commenti
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Il 3 Aprile 2007 alle 16:37 primodegliignoranti ha scritto:
Ed ecco che i “nostri imprenditori” si mettono a nudo: Il vero problema del nostro paese è che non esistono imprenditori, vale a dire persone che mettono su o acquistano un’azienda per trarre dei profitti da questa, e nello stesso tempo dare lavoro e produrre ricchezza anche per altri. Noi abbiamo dei grossi speculatori, che pensano a far girare bene i numeretti della finanza, della borsa per trarre i loro spiccioli e personali profitti, a discapito dei piccoli azionisti, dei lavoratori delle aziende interessate ed infine della società tutta. Ecco i nostri grandi imprenditori, ecco la ricchezza del nostro paese. Molto probabilmente se tutto va bene siamo rovinati.
Il 3 Aprile 2007 alle 17:57 richard ha scritto:
Credo che si tratti di problemi diversi tra loro. Per ciò che riguarda Telecom ben venga AT&T ed anche Movil, colossi della telefonia mondiale, soprattutto la prima, che pertanto costituirebbero una grande sinergia tecnico gestionale. L’Alitalia era da chiudere 10 o 15 anni or sono e continuiamo a portala avanti come peggio non sarebbe possibile. Mi sembra di rivedere lo stesso indecente copione della siderurgia, a suo tempo costata cifre indecenti ai contribuenti. Il nostro debito pubblico, non è così elevato per caso… Se qualcuno se la piglia, anche ostrogoto, va benissimo.Non è assolutamente indispensabile volare italiano.
Enel è un discorso diverso. L’importanza strategica dell’energia è fondamentale,non si può farne un’azienda in mani straniere, ma il monopolio di fatto e tutta una serie di diseconomie che ne derivano rendono le nostre tariffe le più care d’Europa. Qui bisognerebbe cercare di aprire alla concorrenza e al mercato, ma sarà molto improbabile.
Sono del tutto contrario ad interventi finanziari delle banche nel capitale delle aziende. Le banche devono fare le banche e non gli imprenditori,che fanno malissimo, con tanti intrecci politico-finanziari (vedi Parmalat, Cirio…)
Tutti questi allarmi e piagnistei sulla necessità dell’italianità di queste azienda da parte di politici e sindacati altro non sono a mio avviso che paura di perdere ricchi pascoli di consensi e sottogoverno da cui traggono non pochi vantaggi e clientele che sono alla base del loro potere e che rendono il nostro paese l’ultimo paese di socialismo reale. Vi ricordate quando la Ford voleva comperare l’Alfa Romeo? E quando la Nissan dovette scappare dalla joint venture con la stessa Alfa Romeo ?
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