- Tags: Cesare-Damiano, contributi, Inail, Inpap, Inps, lavoratori, legge-Dini, pensioni, riforma, sindacati, welfare
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Un aumento delle pensioni minime di 70 euro al mese, grazie ai risparmi dati dall’unificazione degli enti previdenziali nel cosiddetto SuperInps. Una bella cifra, considerando il basso reddito dei beneficiari: persone che percepiscono oggi una rendita mensile di circa 400 euro. Viene dalla Confartigianato il conto su quanto può aumentare l’assegno per 1 milione 739 mila pensionati che oggi percepiscono l’importo più basso, pari a 4.438 euro l’anno.
Il conteggio sull’aumento delle pensioni minime è in un dossier della Confartigianato sulla previdenza, intitolato Il tempo delle scelte, che Panorama ha consultato in esclusiva. Il progetto del governo di riunificazione degli enti previdenziali è stato ribadito anche nel “dodecalogo” presentato dal premier Romano Prodi per uscire dalla crisi di governo a febbraio. E, secondo questo studio, “senza alcuna riduzione dei 52.482 dipendenti” di Inps, Inpdap e Inail, lo Stato risparmierebbe 470 milioni di euro nel primo anno e 1,575 miliardi in tre anni.
Spiega Enrico Quintavalle, dell’ufficio studi Confartigianato, che ha curato questa parte del dossier: “Per SuperInps i minori costi derivano da sinergie su funzioni di sistemi informativi, risparmi sugli organi collegiali e sulle altre spese di gestione, come quelle amministrative o di comunicazione”. Insomma, si potrebbe costituire un nuovo tesoretto da mettere a disposizione di Cesare Damiano, il ministro del Lavoro che sta discutendo con le parti sociali la redistribuzione delle risorse. Ma al ministero del Lavoro avvertono: “L’aumento delle pensioni più basse non riguarda solo le minime, date a chi non ha mai lavorato, ma soprattutto quelle di 700-800 euro per chi ha versato anni di contributi”.
L’altra difficoltà emerge dalla discussione in corso con i sindacati: quanto si risparmia dividendo previdenza e assistenza? Oggi l’ipotesi più probabile, spiegano al ministero, è di fare “un superente solo previdenziale e un altro che si occupi solo di salute e assistenza, a partire dall’attuale Inail”.
Inoltre, è tutto da verificare il progetto SuperInps sul fronte dell’efficienza dei dipendenti. Lo studio della Confartigianato annota che “naturalmente l’impatto sarebbe ben superiore se si ottenessero sinergie, nel progetto di fusione, anche sul fronte del costo del lavoro”. E in questo senso (vedere tabella a fianco) il dossier analizza l’assenteismo negli enti previdenziali, elaborando i dati della Ragioneria generale dello Stato: i giorni effettivi di assenza all’anno sono 15 negli enti previdenziali, contro una media di 10,9 nell’intero settore pubblico, e si arriva a una punta di 17,3 giorni di assenteismo per i dipendenti dell’Inpdap.
Come finirà? Giuliano Cazzola, esperto previdenziale già ai vertici di Inpdap e Inps, è perplesso: “L’idea del superente è astratta, non diventerà mai concreta. Un paese serio sperimenterebbe per anni le sinergie fra istituti previdenziali, in Italia ci sarà una trattativa infinita con i sindacati”.
- Venerdì 6 Aprile 2007
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