
L’offerta di acquisto di Alitalia da parte di Aeroflot, appoggiata da Unicredit Banca Mobiliare, è quella che ha destato maggiore sorpresa dal momento che molti si aspettavano che dietro all’offerta presentata dall’istituto di credito guidato da Alessandro Profumo si celasse la tedesca Lufthansa. Lo stupore deriva anche dalle dimensioni di Aeroflot, notevolmente più piccola di Alitalia. Tra le due aziende c’è una differenza, a favore della malandata ex compagnia di bandiera italiana, di cento aerei (88 contro 188) e di diciassette milioni di passeggeri (7 contro 24).
La grandezza però non sempre è sinonimo di salute, come dimostrano i casi di PanAm e Twa, due tra le più grandi compagnie del mondo fallite. A differenza di Alitalia, il bilancio di Aeroflot è in utile e anche nel 2006 le informazioni preliminari parlano di un incremento dell’attivo del 18%. Sembrano superati, insomma, i tempi nefasti di quando Aeroflot era un carrozzone sovietico destinato a sovvenzionare l’industria aeronautica e a farsi carico del collegamento di tutte le città della defunta Urss. Dopo la caduta dell’impero sovietico Aeroflot si è ristrutturata su modelli occidentali.
La compagnia di Mosca è in grado di sostenere da sola l’offerta di acquisto di Alitalia? Sui giornali russi si è parlato di un’offerta avanzata con il sostegno - più o meno occulto - di Air France. Aeroflot come le compagnie italiane e francesi fa parte dell’alleanza SkyTeam e dalla ventilata acquisizione sarebbe salvaguardato il prezioso asset dei voli Italia-Francia. Nella rete dei collegamenti internazionali Alitalia, infatti, l’unico in utile è proprio quello dei voli con i cugini d’oltralpe. Ma da Parigi per il momento sono giunte solo smentite. Oltretutto un ingresso in corsa di Air France non sarebbe al momento consentito, visto che il 2 aprile sono scaduti i termini per rendere nota la composizione delle cordate in campo. Da autorevoli ambienti governativi però sono giunte dichiarazioni possibiliste su un cambio delle regole del gioco, per favorire il rientro di Air France.
Vantaggi
Oltre al consolidamento della presenza in SkyTeam (Aliflot potrebbe essere l’altro pilastro europeo di Air France-Klm) ci sono altri punti positivi dalla possibile integrazione. Secondo l’organizzazione internazionale delle compagnie aeree, Iata, l’area della Russia e più in generale della Csi, sarà una di quelle con il tasso di crescita più alto. L’Italia potrebbe giocare il ruolo di porta d’ingresso verso le Americhe per la parte meridionale dell’ex impero sovietico. Si tratta di un traffico tutt’altro che trascurabile con yield (ricavi unitari) interessanti.
Alcuni manager di Aeroflot hanno anticipato che la nuova compagnia non potrebbe non guardare con interesse al progetto del nuovo jet da 100 posti in fase di sviluppo da parte dell’italiana Alenia e della russa Sukhoi. Le due aziende aeronautiche hanno infatti dato vita ad una ambiziosa joint-venture con l’obiettivo di coprire un settore non presidiato dai colossi Airbus e Boeing (i concorrenti sarebbero caso mai i brasiliani della Embraer, già clienti di Alitalia). Aeroflot inoltre ha già firmato un ordine di ventidue nuovi aerei di lungo raggio, si tratta del nuovo modello dell’Airbus A350XWB, che ancora deve uscire dagli hangar di Tolosa, ma che secondo il costruttore europeo dovrebbe rompere la supremazia del nuovo Boeing 787. Si tratta di un ordine molto cospicuo se paragonato con la flotta Alitalia che in tutto dispone solo di ventitre aerei per le tratte intercontinentali. I margini di crescita sono supportati anche da un punto di vista infrastrutturale: Aeroflot a breve disporrà di un nuovo terminal interamente dedicato all’aeroporto di Mosca.
Svantaggi
Aeroflot è un’azienda statale nella quale la presenza del Cremlino, non solo da un punto di vista di partecipazione azionaria, è ancora molto forte. Al vertice come presidente non operativo, Vladimir Putin ha voluto un suo ex collega del Kgb, Viktor Ivanov. La proprietà statale garantisce Aeroflot dalla concorrenza interna, ma sarebbe un paradosso che la privatizzazione dell’Alitalia si concludesse con la statalizzazione russa della compagnia italiana.
Da un punto di vista industriale Alitalia e Aeroflot hanno due flotte poco omogenee e ciò moltiplica i costi per l’addestramento equipaggi e le scorte di magazzino. Aliflot avrebbe un lungo raggio con macchine Airbus, Boeing e Ilyushin. Un medio- breve raggio con Airbus, Boeing, Embraer, Ilyushin, Tupolev e Atr. Senza contare il probabile ingresso dell’Alenia-Sukhoi.
C’è poi l’ostacolo della nazionalità per i diritti di traffico. Alcuni diritti, come quelli con gli Stati Uniti alla base del cosidetto open sky, vengono trattati dall’Unione Europea, altri però sono invece di pertinenza dei singoli stati. Nelle intese di quest’ultimo tipo si stabilisce il numero di voli che le compagnie dei rispettivi paesi possono effettuare e se Alitalia domani non dovesse essere più italiana perderebbe questi diritti. Nel recente passato l’acquisto di Klm da parte di Air France e quello di Swiss da parte di Lufthansa hanno dimostrato, però, come sia possibile trovare qualche escamotage. Ufficialmente infatti sia Klm sia Swiss sono compagnie olandesi e svizzere. Nel caso Aliflot lo scenario potrebbe complicarsi in considerazione del fatto che l’acquirente è extracomunitario.
Numeri Aeroflot
Flotta: 88 aerei
Personale: 15.000
Passeggeri: 7.290.000
- Martedì 10 Aprile 2007
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Il 18 Settembre 2007 alle 15:05 Superjet 100, l’aereo italo russo frenato da Alitalia è pronto al decollo » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Rappresentava il progetto intorno al quale costruire l’alleanza tra Alitalia e Aeroflot. Ora, non solo l’accordo è fallito, ma la compagnia di bandiera lascia a terra il nuovo Superjet 100 mentre la rivale di Mosca e altri vettori russi hanno già fatto un ordine record per 61 velivoli e opzionato altri 29. Parte in salita l’avventura italiana nel nuovo jet da 100 posti che vede coinvolta Alenia Aeronautica, società del gruppo Finmeccanica specializzata nel settore del trasporto aereo, e la russa Sukhoi. Alenia è entrata con una quota del 25% più un’azione nel capitale di Scac (Sukhoi Civil Aircraft Corp) la cui maggioranza appartiene appunto al colosso russo Sukhoi. Una partnership che ha visto il forte coinvolgimento del governo italiano per il fatto che un settore strategico come quello dell’industria aeronautica russa è stato aperto per la prima volta nella storia a un’azienda straniera. E in effetti parallelamente ai contatti per il velivolo da 75-100 posti destinato a rivoluzionare il trasporto aereo regionale, si sarebbe svolta anche una frenetica attività diplomatica tra i due Paesi per arrivare all’alleanza tra Alitalia e Aeroflot. L’acquisto di Alitalia avrebbe permesso alla compagnia russa di entrare nel ricco mercato occidentale e al governo italiano di chiudere la privatizzazione della compagnia di bandiera in tempi record, nell’ambito di una forte collaborazione tra i due Stati che tocca anche il settore dell’energia. Come sappiamo il vettore russo ha fatto dietro-front. Ufficialmente perché le condizioni della gara imposte dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, erano troppo stringenti. Molto probabilmente perché così hanno deciso i due governi. Lo dimostra il fatto che Aeroflot, benché il nuovo numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, abbia scelto un percorso più snello, non è tornata a farsi viva. Pensare che Alitalia, alle prese con l’emorragia di liquidità, possa farsi carico di acquistare nuovi aerei è un’utopia. Tanto meno si intravedono buone possibilità sul mercato italiano, a parte l’interesse della piccola compagnia abruzzese ItAli di Giuseppe Spadaccini che ha fatto un ordine per 10 Superjet 100 . AirOne ha scelto la rivale canadese Bombardier per suoi velivoli più piccoli, mentre Meridiana e Windjet non si trovano nelle condizioni per investire in nuovi aerei. Ma Finmeccanica deve comunque darsi da fare per piazzare il nuovo aereo sul mercato occidentale. Il roll-out del Superjet è dietro l’angolo. Uscirà da un hangar di Komsomolsk an Amur, nell’estremo oriente della Russia, il 26 settembre mentre il primo volo è atteso nel 2008. Pochi mesi per pareggiare il successo dell’aereo regionale sul mercato russo. Sviluppo e commercializzazione sui mercati occidentali sono stati affidati a una nuova società ad hoc a controllo italiano, la Superjet International, guidata da due manager molto forti: Amedeo Caporaletti (presidente) e Alessandro Franzoni (amministratore delegato). I contatti sarebbero già partiti e, secondo indiscrezioni, il primo ordine potrebbe arrivare da Air France come prima ricompensa al governo italiano qualora dovesse riuscire ad accaparrarsi Alitalia senza spendere un soldo in contante. [...]
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