
Da omaggiato amministratore e presidente della compagnia a cliente quasi snobbato. Più che una caduta è un ruzzolone quello di Giancarlo Cimoli (qui il suo profilo secondo Wikipedia) all’Alitalia.
A distanza di tre mesi circa dalle dimissioni forzate, all’ex manager degli aerei non solo è stata tolta la tessera della Freccia alata, riservata ai viaggiatori di riguardo, ma non è stata concessa neppure quella più ordinaria del Club Ulisse. In pratica gli ex stretti collaboratori di Cimoli hanno usato un occhio tutt’altro che di riguardo nei confronti del vecchio capo, a riprova che forse non lo rimpiangono.
Da Giovanni Bisignani a Francesco Mengozzi, da Renato Riverso a Domenico Cempella, da Fausto Cereti a Roberto Schisano, a nessuno degli ex manager Alitalia era mai stata negata la tessera del club più esclusivo dell’azienda, un riconoscimento che dà diritto ad acquisire priorità nelle liste d’attesa, consente l’accesso alle salette vip negli aeroporti e permette di portare a bordo un bagaglio più voluminoso di quello concesso agli altri viaggiatori.
Cimoli rompe la tradizione. La sua esclusione dalla Freccia alata è tanto più clamorosa se si pensa che alla guida della compagnia sono rimasti molti cimoliani, a cominciare dai due coordinatori dell’attività di impresa, Giancarlo Schisano e Gabriele Spazzadeschi, entrambi passati all’Alitalia dalle Ferrovie per volere dello stesso Cimoli. Per arrivare alla responsabile delle relazioni esterne, Ilaria Bramezza, la dirigente che formalmente presiede alla gestione delle tessere del club.
Della Freccia alata si entra a far parte in tre modi. Se si è grandi viaggiatori, cioè se si usano di frequente gli aerei della compagnia. Se si è manager di una grande azienda, tipo Fiat, per esempio, che l’Alitalia può aver interesse a fidelizzare. Oppure se si viene considerati ospiti di riguardo. In quest’ultimo caso la concessione dell’ambita tessera color oro risponde a criteri fortemente discrezionali, in genere affidati al capo delle relazioni esterne. Il quale può decidere di escludere chi magari davvero ne avrebbe titolo inserendo al suo posto starlette, amici degli amici, parenti, politici anche non di primo livello.
Una delle prime uscite di Cimoli quando tre anni fa arrivò alla guida dell’Alitalia dalle Ferrovie fu proprio quella di fare sapere ai giornali che nell’ambito dell’annunciata operazione di pulizia e rigore avrebbe decimato gli elenchi della Freccia alata senza riguardi per nessuno. E così fece, salvo poi riammetterne non pochi nel club alla chetichella.
Forse in considerazione delle condizioni pessime in cui versa l’azienda il pendolo dell’immagine Alitalia sembra di nuovo battere sull’ora del rigore. E la responsabile delle relazioni esterne, Bramezza, ha deciso di sfoltire parecchio l’elenco della Freccia alata portandolo da 2.500 tessere dell’anno passato a circa 1.200. Fonti interne alla compagnia sostengono, però, che la manager avrebbe agito su mandato del suo superiore diretto, Spazzadeschi.
Il rinnovo è stato negato a personaggi della più diversa estrazione, dall’attore Carlo Verdone all’ex parlamentare Gabriella Carlucci, dall’ex dirigente delle partecipazioni statali Ettore Bernabei all’ex arbitro Paolo Bergamo, da molti consiglieri regionali fino alla coppia di ex manager in disgrazia della Juventus, Luciano Moggi e Antonio Giraudo.
A nessuno è venuto in mente, però, di togliere la Freccia alata ai vecchi capi dell’azienda. Cimoli, evidentemente, è un caso a sé.
- Venerdì 13 Aprile 2007
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Commenti
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Il 17 Aprile 2007 alle 9:07 missvonclausewitz ha scritto:
Poverino Cimoli, chissà come farà a vivere senza tessera. (Ma questa tessera a cosa serve? A non far la coda alle biglietterie e… poi?)
Il 2 Maggio 2007 alle 14:26 Risparmi Alitalia, vietato fare gli auguri al Papa » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Con un ritardo di oltre due mesi gli attuali dirigenti Alitalia hanno consegnato la tessera del club Freccia alata al loro ex capo, Giancarlo Cimoli. Non è la superliquidazione milionaria richiesta con insistenza dall’ex presidente e amministratore delegato, costretto alle dimissioni per aver portato l’azienda al disastro, anzi somiglia a un piccolo e tardivo premio di consolazione, per di più quasi concesso a forza proprio grazie all’intervento di Panorama, ma sempre meglio di niente. In un articolo apparso sul numero 16, il nostro settimanale aveva raccontato che l’ex manager fino a qualche tempo fa omaggiato e riverito era stato dimenticato in fretta perfino dai suoi ex stretti collaboratori, che lo avevano snobbato negandogli l’ingresso nel club Freccia alata riservato ai clienti di prestigio. Con una lettera pubblicata sul numero 17, il responsabile delle relazioni con i media della società aerea, Simone Cantagallo, ha voluto precisare che Cimoli quella tessera ora ce l’ha, senza specificare, però, quando gli è stata riconosciuta. Panorama conferma quanto scritto in precedenza e ribadisce che fino al 13 aprile, cioè fino al giorno di uscita in edicola del giornale con la notizia su Cimoli, il nome dell’ex amministratore non era nella lista Freccia alata. In una conversazione telefonica con Panorama il portavoce dell’Alitalia non ha negato il ritardo nella consegna della tessera, addossando tuttavia la colpa a un disguido postale: in pratica la busta con l’ambita card avrebbe dormito per mesi in un ufficio. Per Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei valori ed ex consigliere Alitalia, l’episodio Freccia alata rappresenta “una grave caduta di stile e un grave sintomo di carenza di sensibilità commerciale e di marketing che del resto sono stati il problema dei problemi della stessa gestione Cimoli”. Una caduta di stile come quella di alcuni giorni fa, quando a Stefania Izzo delle relazioni esterne i superiori hanno negato il permesso di inviare a nome dell’Alitalia un telegramma di auguri al Papa per il compleanno (lo scorso 16 aprile). A prescindere dalla sorprendente vicenda dell’ex amministratore delegato, la gestione degli elenchi della Freccia alata ha subito negli ultimi tempi una specie di erratico “stop and go”. Da 2.500 tessere del 2006 la lista è stata ridotta a circa 1.200; sulla carta tra gli esclusi anche i circa 1.000 senatori e deputati, ai quali però è stato concesso di usufruire degli stessi servizi privilegiati di prima esibendo la tessera da parlamentari. [...]
Il 19 Giugno 2007 alle 18:16 Draghi il più povero, Scaroni il più ricco: i redditi dei boiardi di Stato » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] In pole position Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, con 10 milioni di euro, seguito da Luca Cordero di Montezemolo, in qualità di presidente Bologna Fiere, che ha dichiarato redditi complessivi per 7,5 milioni e da Vittorio Mincato, presidente di Poste Italiane, con 4,8 milioni. Vola alto anche Giancarlo Cimoli, ex numero uno di Alitalia, quarto, con 2,9 milioni di euro, seguito, a stretta distanza, da Roberto Poli, presidente dell’Eni, con 2,8 milioni di euro. Tra i primi dieci si piazzano anche l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, con redditi per 2,20 milioni e l’ex presidente delle Fs, Elio Catania, con 2 milioni di euro. Sotto la soglia dei 2 milioni invece il numero uno di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini (1,9 milioni) e Andrea Monorchio, presidente della Consap (1,8 milioni). I dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2006 dei manager pubblici sono stati messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio. Negli elenchi, figurano anche i presidenti di alcune Authority, di istituti di vigilanza e di enti pubblici. Ad esempio, il presidente della Consob Lamberto Cardia, ha dichiarato 645.493 euro euro, seguito da quello dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, con 503.805 euro, e dal numero uno dell’Agcom, Corrado Calabrò, con 471.949 euro. Il presidente dell’Istat Luigi Biggeri, invece, ha dichiarato 232.878 mila euro mentre il titolare dell’Isvap, Giancarlo Giannini, 438.917 euro. Il presidente dell’Inail Vincenzo Mungari ha dichiarato 321.081 euro, quello dell’Inpdap, Marco Staderini, 292.489 euro, e quello dell’Inps Gian Paolo Sassi, 132.660 euro. [...]
Il 18 Maggio 2008 alle 13:48 Assenteismo, Fannulloni, Spesa Pubblica fra parziali verità, dubbi e sospetti per un’esagerata crociata. « 45CREDOCOSI’ ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it/econom.....lalitalia/ [...]
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