Beppe Grillo show all’assemblea Telecom


Show, come previsto, di Beppe Grillo all’assemblea degli azionisti della Telecom Italia. In una decina di minuti il comico genovese ha toccato, con la stessa verve che profonde nei suoi spettacoli, alcuni degli argomenti più importanti che anche gli altri piccoli soci, prima di lui, avevano trattato. Ecco le frasi più importanti.

LA CONSOB: “Io dovevo essere qui in rappresentanza di altri piccoli azionisti, ma sono stato bloccato dalla Consob che non me lo ha permesso. Cardia (presidente della Commissione di controllo dei mercati, ndr) mi ha scritto 3 lettere e io l’ho ringraziato di tutta la sua attenzione, ma lo fa perché riversa su di me tutte le aspettative che aveva sul figlio che
era un consulente della Bpi e gli ha dato solo dispiaceri.
TRONCHETTI PROVERA: Io mi aspettavo che qui ci fosse Tronchetti Provera, ma ha mandato un avviso che ha la febbre, sta male. Il mondo si è rovesciato, ha mandato un avviso invece di riceverlo.
DENUNCE: “Ho preparato un discorso che ho scritto tutta la notte con 4 avvocati, perché l’ultima volta che ho parlato in un’assemblea, ed è stato alla Stet, ho preso 12 denunce, ho subito 12 processi e li ho vinti tutti”.
IL BILANCIO: “Leggendo il bilancio si vede che presunti manager con le pezze al culo hanno indebitato l’azienda per fare solo i loro interessi”.
I DIRIGENTI: “Dopo una prova di incapacità manageriale di questo livello la dirigenza doveva dimettersi o essere cacciata e non farsi più vedere. E invece sono ancora qui! Fate un gesto di dignità, dimettetevi, è l’unica cosa positiva che potete fare in favore di questa società”.
IMMOBILI: “Tronchetti è consigliere di Pirelli Re e di Telecom Italia, che vende immobili a Pirelli Re. Tronchetti è quello che vende e quello che compra gli immobili ma uno così ha problemi psichiatrici! Non si è nemmeno telefonato per venderseli”.
LA PROPOSTA: “L’accesso alla conoscenza è un diritto e allora la rete deve essere pubblica, gestita dal pubblico, e lasciamo che le società di telecomunicazioni si scannino facendosi concorrenza sui servizi.
WI-MAX: “Nel luglio del 2007 c’è l’asta del Wi Max e in tutto il mondo quando hanno fatto le aste era vietato partecipare se si era una società telefonica, perché se la prendono loro la tecnologia Wi Max diventa una merda”.

Il video nr.1:

 Il video nr.2:

Commenti

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Il 16 Aprile 2007 alle 13:33 missvonclausewitz ha scritto:

ma i cellulari dentro l’assemblea prendono o… non c’è campo??? insomma, c’è anche un video su youtube o da qualche parte?

Il 16 Aprile 2007 alle 13:44 elettra77 ha scritto:

Video no, ma su questo blog: http://blog.quintarelli.it/200....._bepp.html c’è una cronaca “live” in diretta dall’assemblea. Non male. L’autore è dentro come “piccolo azionista”.

Il 16 Aprile 2007 alle 16:36 jonni56 ha scritto:

strano! o visto il video dell’intervento
di Beppe Grillo, a parte la solita ironia, non ha detto nulla che non si sapesse già, ma quello che mi ha stupito è stato quando si è chiesto perchè un settore così importante del paese è stato dato in mani ai privati che ne hanno fatto una porcheria, ma dovrebbe saperlo benissimo il Sig. Grillo, sono stati i suoi amici a dismettere la SIP e la STET e la SST, ora fa lo smemorato di collegno, troppo comodo. Altra cosa che mi ha stupito è quando a parlato dell’imprenditoria italiana, trattandola a pesci in faccia e constatando che fino ad ora è andata avanti con i soldi dello stato, e gli utili nelle loro tasche, sono trasecolato, sembrava di sentire Berlusconi, quando intimava a tutti gli imprenditori di iniziare a scommettere i loro capitali e non quelli dello stato sulle proprie aziende(vedi FIAT).
Comunque chi volesse vedere i video può sfogliare i quotidiani sicuramente ne troverà ovunque nel web.

Il 16 Aprile 2007 alle 18:19 pacato ha scritto:

… ha ragione Beppe … la Wi-Max no !… che si faccia qualcosa affinchè anche lì non ci metta su le mani … sarebbe la fine dell’ultima speranza che ancora rimane, per avere una banda larga, davvero, alla portata di tutti … Internet è democrazia … Ma se si vuole che davvero Internet arrivi a tutti e dapertutto, bisogna che sia, oltre che … accessibile … fisicamente … lo sia, anche … economicamente …

Il 17 Aprile 2007 alle 12:34 Telecom, non passi lo straniero. Ma se passa Berlusconi… » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Insomma, diciamolo. C’è un problema Telecom? Ma no: c’è un problema Berlusconi. E dunque il popolo della sinistra (soprattutto quella girotondina) non ha pace. E come dargli torto. Sventato lo sbarco imperialista tex-mex, con la ritirata dell’At&t, chi si profila? Il Cavaliere. Alleato con Roberto Colaninno. Che già prese la Telecom sotto gli auspici di Massimo D’Alema: il leader Ds più odiato dalla base della Quercia (ma non dai vertici e dall’apparato). Dunque è semplice: si torna all’odioso periodo della bicamerale. Fossimo nel calcio, diremmo alle torte. Colaninno-Berlusconi all’assalto di Telecom, via D’Alema? Sabina Guzzanti è sconcertata: “A questo punto ci lascia solo qualche pizzeria e poi s’è comprato tutto”. Non solo: “Se l’operazione andasse in porto il governo Prodi sarebbe gravemente responsabile. E anche qualche organo d’informazione che ha fatto diventare centrale la questione delle coppie di fatto dimenticandosi del conflitto d’interessi”. Capito il complotto? “Esterefatta” è Rosetta Loy, scrittrice. Anche lei punta l’indice sul governo di sinistra. Franco Cordelli, critico teatrale, ha “un cattivo pensiero”. Questo: “Siccome non si fa il partito democratico, Berlusconi vogliono continuare a tenerselo buono. Manovre finanziarie partorite da una politica oligarchica”. Scandalo anche per il regista Marco Bellocchio: “Il palazzo della politica decide con sprezzo della coerenza e senza provare un briciolo di vergogna per non avere approvato una microlegge come quella sui Dico”. Qui chiaramente si apre una crepa tra Bellocchio e Guzzanti. Ma subito il fronte torna a compattarsi: Lidia Ravera è sicura che “la sinistra fa mettere le mani di Berlusconi su Telecom. Cosa devo pensare?”. Già, cosa pensare? In attesa dello sbarco in forze di Dario Fo-Franca Rame, del risveglio di Pancho Pardi, e naturalmente del grande ritorno di Nanni Moretti, che pensare di un’azienda “strategica” che ha molti debiti e zero strategie? Che non ha mai ripagato i piccoli azionisti ma ha distribuito le stock option ai grandi? Meglio così che il Cavaliere? Ma non era Berlusconi, “ottimo come imprenditore, pessimo come premier? (lo disse Fausto Bertinotti, ndr)”. Intanto aggiungiamo doverosamente che è l’azionista di controllo di Fininvest, Mediaset, Mondadori e dunque anche di Panorama.it. Soprattutto, però, è uno dei pochi (pochissimi) che ha i soldi per tenere la Telecom in Italia. Un male o un bene se sbarca, assieme ad altri, nella telefonia ex pubblica? Per mesi la politica di sinistra ha vagheggiato un altro scenario: i servizi Telecom in mano alle banche: magari una prodiana, come l’Intesa-San Paolo, ed una un po’ diessina, come l’Unicredito o Monte dei Paschi; e la rete che ritorna direttamente allo Stato. O, in subordine, un alleato europeo a garantire, chissà perché, la famosa italianità: Telefonica (zapaterista?) e France Telecom, che se poi all’Eliseo ci andasse Ségolène Royal sarebbe il massimo. Due soluzioni che hanno un difettuccio: neppure l’ombra di un industriale italiano. Quanto alle banche, le loro strategie si sono viste all’opera nella Fiat pre-Marchionne e nella stessa Telecom di Marco Tronchetti Provera. Senza contare che forse dovrebbero pensare un po’ di più ai clienti allo sportello. E dunque? Logico, a proposito di Berlusconi, evocare il conflitto d’interessi. Sarebbe utile però sapere quale modello industriale ha in mente il fronte intellettual-girotondino: l’Alitalia? Le Ferrovie? Allora, è un male o un bene se il Cavaliere si prende la Telecom? Massì, diciamolo: la sinistra sotto sotto è contenta. Un po’ acciaccato il governo Prodi, ecco profilarsi un nuovo fronte. Il Grande Nemico è ancora alle porte, tornano i girotondi. E poi c’è sempre Vodafone, notoriamente equosolidale. [...]

Il 14 Maggio 2007 alle 18:00 L’uomo dell’anno: un film americano per il futuro di Grillo? » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:

[...] Alle elezioni amministrative di Genova di fine maggio corre anche la lista Pigreco, “movimento di partecipazione politica”, il cui candidato si chiama Michelangelo Trombetta. Anche se a suonarla (a ispirare idee, programma e proposte, s’intende) pare ci sia il blog di Beppe Grillo. Lui, interpellato da Panorama.it, boccia i vecchi partiti e auspica un nuovo modo di fare politica: più vicino ai cittadini e ai loro desideri di verità e certezze. Sembra di sentire Tom Dobbs, il protagonista dell’ultimo film di Barry Levinson (sceneggiatore in Good Morning, Vietnam; regista di Rain Man e Sleepers) L’uomo dell’anno (Usa 2006, titolo originale Man of the Year). Qui un comico, il magistrale Robin Williams, autore di una trasmissione satirica di successo, riceve e-mail esultanti quando “minaccia” una candidatura alla presidenza degli Stati Uniti (un po’ come i frequentatori del blog di Grillo). Decide allora di scendere in campo: si candida alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti e partecipa alla gara attorniato da un entourage messo in piedi dal manager Jack Menken (Cristopher Walken). Grillo e Dobbs, a ben vedere, si assomigliano molto e non solo per la copertina che il Time ha loro dedicato (Grillo nel 2005 è stato indicato dal settimanale tra gli eroi europei): attaccano sia la destra che la sinistra, i poteri forti (senza andare troppo lontano nel tempo, tutti hanno ancora nelle orecchie le battute sferzanti del genovese all’assemblea Telecom), sono molto sensibili ai temi ambientali. Il film, secondo il classico schema a lieto fine, racconta di come Tom Dobbs riesca (anche se con il trucco) a vincere le elezioni e a prendere presidente. E Beppe Grillo? A quando la sua discesa in campo? n [...]

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