Alitalia, 90 giorni prima che (forse) non voleranno più sciocchezze

[i](Credits: Panorama-Contrasto)[/i]
Dopo la presentazione il pomeriggio di lunedì 16 aprile delle offerte di acquisto non vincolanti per l’Alitalia, saranno necessari altri tre mesi per sapere chi sarà il nuovo padrone della compagnia aerea. Rimangono in lizza tre pretendenti: Air One dell’imprenditore marchigiano Carlo Toto sostenuto finanziariamente dalla Banca Intesa-San Paolo di Corrado Passera; i russi di Aeroflot ((leggi l’intervista al n°1 di Aeroflot) che si appoggiano su Unicredit e i fondi americani Texas Pacific Group e Matlin Patterson alleati con Mediobanca. Mentre la gara entra nella fase cruciale non accennano a diminuire le dichiarazioni dei politici, una vera e propria babele (ecco qui una cronologia del detto e contraddetto) che in alcuni casi ha assunto addirittura i toni del tifo da stadio per uno o l’altro dei pretendenti e la dimensione di un gigantesco sciocchezzaio.
Proprio mentre le tre cordate in lizza stavano presentando le loro offerte impegnandosi quindi a investire in Italia svariate centinaia di milioni di euro, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, non trovava niente di meglio che insolentire uno dei concorrenti, la compagnia russa Aeroflot. In un’intervista a Repubblica Radio Tv, l’ex magistrato passato alla politica ha dichiarato: “Sarei contento di volare con una compagnia di bandiera, soprattutto con una compagnia che non mi fa cadere. Oggi come oggi Aeroflot mi preoccupa molto più di Alitalia”. Dimenticando che se forse in passato Aeroflot non fu una compagnia affidabile, da qualche anno ha cambiato registro e comunque l’ultimo incidente aereo in cui è rimasta coinvolta risale a 13 anni fa.

Commenti

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Il 17 Aprile 2007 alle 17:53 enricototi ha scritto:

Faccio l’avvocato del Diavolo, anzi, dell’ex magistrato. Forse non si riferiva alle statistiche sugli incidenti ma ad altro. Forse voleva dire che per far volare ancora gli aerei Alitalia ci vuole un gruppo capace di di attivare una ristrutturazione colossale e di investire tantissimo non solo in danaro ma anche in termini di cultura aziendale. Io non lo so, forse lei sì: Aeroflot risponde davvero a queste caratteristiche?

Il 19 Aprile 2007 alle 16:57 Lo strano caso del manager Air One che fugge in Alitalia » Panorama.it – Economia ha scritto:

[...] Proprio nei giorni in cui entra nella fase finale il percorso di vendita dell’Alitalia e molti dirigenti lasciano la compagnia come topi in fuga dalla nave che affonda, c’è un manager che fa il percorso inverso. Claudio Balzarini, classe 1956, lombardo, in passato manager di Twa e Sea, e ora direttore commerciale di Air One, a sorpresa lascia la società di Carlo Toto, cioè di uno dei pretendenti all’acquisto di Alitalia, e trasloca proprio nell’azienda che deve essere comprata. E c’è chi si chiede se sia il primo segnale di una integrazione possibile tra le due società aeree italiane o una mossa in assoluta controtendenza. Balzarini andrà a dirigere il gruppo Volare (Volare Airlines e Air Europe) controllato formalmente da Alitalia, anche se ancora al centro di un contenzioso proprio con l’Air One di Toto. Dopo la gestione fallimentare di Gino Zoccai e Vicenzo Soddu e dopo un periodo di amministrazione controllata affidata al commissario Carlo Rinaldini, Volare fu ceduta nel 2005 ad Alitalia. La decisione, però, fu impugnata da Toto per vizi di forma e da due anni è in corso un braccio di ferro legale. Nel frattempo l’Antitrust ha imposto ad Alitalia di cedere una parte degli slot incamerati con Volare per impedire che si determinasse una posizione dominante, ma Alitalia prima di disfarsi di quei diritti di decollo e atterraggio ha chiesto una proroga fino al 28 ottobre 2007. Proroga concessa e usata da Alitalia per dotare Volare di due nuovi aerei, due Airbus 320 che dovrebbero essere consegnati a giugno, proprio in concomitanza con la chiusura della procedure di vendita della compagnia. Il 31 ottobre, invece, scadrà il termine di preparazione dell’indagine (anche questa promossa per iniziativa di Toto) sull’acquisto della compagnia Gandalf sempre da parte Alitalia. Per cui se Air One dovesse farcela ad acquistare Alitalia, in un colpo verrebbero unite non due, ma tre compagnie nazionali. Anzi, quattro considerando anche Volare. [...]

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