
Si è conclusa oggi la lunga rincorsa di Toyota alla General Motors per la leadership mondiale nella produzione di auto: la casa automobilistica giapponese nel trimestre gennaio-marzo 2007 ha superato per la prima volta il colosso statunitense con 2.348.000 vetture vendute contro le 2.260.000 di GM, diventando così il primo produttore a livello internazionale.
Merito del sorpasso è sopratutto il successo dei veicoli con maggiore efficienza energetica, un settore in cui la casa giapponese vanta una tipologia di prodotti di assoluta eccellenza.
Oltre a questo, Toyota ha beneficiato dell’apertura di una nuova fabbrica negli Stati Uniti, a San Antonio, con questo migliorando la sua performance sul mercato nordamericano, tradizionale bacino di clientela della rivale.
Il passaggio della leadership mondiale dell’auto a Toyota nel primo trimestre dovrebbe essere confermato anche relativamente all’intero anno 2007, secondo l’opinione della maggioranza degli osservatori. Per l’anno in corso la casa giapponese si aspetta del resto una crescita delle vendite pari al 6% a quota 9,34 milioni di unità, in base a stime diffuse nello scorso dicembre. La produzione dovrebbe invece salire del 4% a 9,42 milioni.
Lo scorso anno le vendite di Toyota negli Usa sono aumentate del 13% a 2,54 milioni di unità ed a febbraio scorso la casa nipponica ha preannunciato l’apertura di otto nuovi impianti in Nordamerica entro il 2010. In Borsa peraltro oggi il titolo a Tokyo ha segnato un calo dello 0,5% a 7.370 yen e da inizio anno ha perso il 7%. La capitalizzazione di Toyota in ogni caso è pari a 13 volte quella di General Motors.
A settembre il presidente di Toyota, Katsuaki Watanabe, aveva dichiarato che il gruppo da lui diretto conta di arrivare dal 2008 alla quota di dieci milioni di vetture vendute nel mondo ogni anno.
Una delle chiavi del successo planetario della casa automobilistica nipponica, insieme alle innovative tecnologie di risparmio energetico, è la celebre filosofia della produzione snella: basato su individuazione degli sprechi, assenza di magazzino e rapida evasione degli ordini, il modello Toyota ha permesso ai suoi ideatori di raddoppiare in 25 anni la produttività rispetto ai diretti concorrenti.
- Martedì 24 Aprile 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 25 Aprile 2007 alle 16:28 Schirate ha scritto:
Era prevedibile visto che le Toyota sono qualitativamente le macchine migliori. E le loro linee produttive le migliori al mondo.
Il 26 Aprile 2007 alle 13:12 Toyota prima al mondo: i segreti del successo giapponese » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Quello che per tutto il 2006 è stato il tormentone sulla fine annunciata della leadership americana nel mondo del’auto, ora è una certezza. La casa giapponese Toyota, annunciando i risultati del primo trimestre 2007, ha confermato di aver sorpassato nelle vendite la General Motors, con due milioni e 348 mila vetture immatricolate in tutto il mondo, contro le due milioni 260 mila auto del colosso Usa. Un sorpasso atteso e che i vertici di Toyota, primo fra tutti il presidente Katsuaki Watanabe, avevano ostinatamente negato, fino a quando la forza delle cifre non li ha costretti a dichiarare che ora Toyota è davvero il numero uno. La riservatezza giapponese è senz’altro un loro modo di essere, ma in questo caso ha pesato maggiormente la preoccupazione di non irritare gli americani, scatenando forme di reazione patriottiche, come a metà degli anni Ottanta. Allora i costruttori americani, GM, Ford e Chrysler, in una crisi forse peggiore di quella attuale, fecero leva proprio sul patriottismo del «buy american», del compra americano. Fino ad episodi quasi ridicoli, come a Detroit, dove un concessionario comprò un’auto giapponese e chiunque passasse poteva tirarci contro una martellata. O ancora: nei negozi Harley-Davidson, un altro mito yankee, ma su due ruote, comparvero cartelloni con frasi del tipo «Preferisco spingere la mia Harley che guidare una mangia riso». La differenza è che i giapponesi oggi hanno capito la lezione e non smettono di sottolineare quanto le loro automobili siano di fatto costruite per la maggior parte negli States e dunque Toyota, con le sue fabbriche, porta ricchezza e occupazione, mentre GM pensiona dipendenti e chiude impianti. In attesa delle contromosse di Richard Wagoner, presidente di GM che ha già detto che non ci sta a passare al secondo posto e vuole far concorrenza a Toyota sui mercati asiatici, bisogna capire quali sono i motivi profondi del successo Toyota. Perché non basta parlare di efficienza costruttiva, costi di produzione ridotti, agilità della rete commerciale. Gli assi giocati dalla casa giapponese sono stati sostanzialmente due: la grande, quasi assoluta affidabilità delle sue auto (che si non si rompono quasi mai, meglio delle tedesche) e una grande attenzione all’ambiente con l’offerta delle prime auto ibride, più ecologiche, con doppio motore elettrico-termico. L’insieme di questi fattori ha promosso nella testa dei consumatori l’immagine di una Toyota leader nelle tecnologie più avanzate e nella perfezione costruttiva. Due valori che hanno fatto premio sull’estetica delle auto giapponesi, spesso, come la best seller Camry (foto sotto), francamente poco intriganti. Ma gli americani (e molti europei) ormai ragionano così: preferiscono guidare un’auto che non si ferma mai, anche mangiariso, piuttosto che spingere una bellezza mal costruita. [...]
Il 23 Dicembre 2008 alle 17:26 Toyota: Non basta un anno in perdita per sfatarne il mito « Tentativo di non omologazione ha scritto:
[...] In questo panorama complessivamente positivo per molti versi, ha brillato ininterrottamente la Toyota, mitica azienda giapponese che per la prima volta dalla sua fondazione, nel 1937, presenterà un bilancio 2008 in perdita. Toyota è aziende dei primati da decenni ed ha compiuto la lunga marcia che l’ha resa assoluto leader mondiale nella produzione e vendta di auto soppiantando l’azzoppatissimo gigante General Motors. Toyota ed il suo marchio di lusso Lexus costruiscono le migliori vetture del mondo sotto il profilo qualitativo e dell’affidabilità. Lo testimoninano su tutti i mercati mondiali studi, test, società di analisi e gli stessi soddisfatti clienti con dovizia di argomentazioni. Ed anche da questo nasce la colossale forza finanziaria, economica e commerciale dell’azienda. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.