Mutui, ultime ore per discutere sulle penali per l’estinzione anticipata

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/kieranhynes/]K's Photo[/url] by Flickr)[/i]
Il nuovo, e forse definitivo incontro, è fissato per domani, venerdì 27 aprile. L’Abi, l’associazione bancaria, e le 16 associazioni di consumatori maggiormente rappresentative. Al centro, la ricerca di un accordo sulle penali da applicare ai mutui per la casa stipulati prima del 2 febbraio 2007, data di entrata in vigore del secondo decreto Bersani sulle liberalizzazioni. La legge ha cancellato le penali per l’estinzione anticipata dei nuovi mutui, mentre ha lasciato ad un accordo tra banche e consumatori la ricerca di un accordo sulla riduzione di quelli in vigore. Con un termine: il 2 maggio. Dopodiché, senza accordo, sarà la Banca d’Italia a stabilire la «giusta entità» delle penali.
Le parti sono abbastanza vicine ma non vicinissime. Oggi l’estinzione anticipata di un mutuo costa al cliente mediamente intorno al 1,5%, se il tasso è variabile, e circa il doppio se il tasso è fisso. Queste percentuali scattano sulla quota di capitale residua; o, nel caso di particolari mutui nei quali la rata è costituita da soli interessi ed il capitale viene rimborsato a blocchi secondo tabelle programmate, la penale si applica sulla parte eccedente la quota massima di restituzione prevista ad una determinata data.
L’abolizione delle penali, assieme alla «portabilità» dei mutui, cioè alla possibilità di trasferirli da una banca all’altra nel caso di condizioni più favorevoli, con le relative spese a carico del nuovo istituto prescelto dal cliente, costituiscono il fiore all’occhiello del
decreto Bersani. Ma, appunto, non si applicano ai contratti già in vigore.
Nelle riunioni che si sono succedute per tutto aprile Abi e associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Federconsumatori, Codacons, Codici, Centro Consumatori Bolzano-Ctcu, Adiconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione nazionale consumatori, Cncu-Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti), le banche erano partite da una proposta di riduzione all’1% delle penali per il tasso variabile, mentre i consumatori chiedevano lo 0,1. Poi l’Abi ha proposto lo 0,65%, ed i consumatori lo 0,30. Alla fine un accordo sembrava raggiunto il 18 aprile (ed era in qualche modo stato annunciato) intorno allo 0,5%, sempre per il tasso variabile, con uno sconto di un altro 0,1% in caso di muti che già prevedevano condizioni più vantaggiose.
Ma proprio l’ipotesi di accordo ha messo zizzania tra una dozzina di associazioni e le altre capeggiate dall’Adusbef. Scambi di accuse, addirittura di tradimento. L’ipotesi attuale è che ci si accordi per una penale tra lo 0,4 e lo 0,5% per i mutui a tasso variabile, e tra
l’1,3 ed 1,8 per quelli a tasso fisso; con una serie di ulteriori clausole a beneficio del cliente (alcune già praticate dalle banche): per esempio, nessuna penale una volta superata la restituzione della metà del capitale. In caso di mancato accordo Bankitalia avrà 30 giorni di tempo per intervenire a partire dal 3 maggio.

Commenti

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Il 3 Maggio 2007 alle 18:02 Sui mutui casa penali più leggere: intesa tra banche e consumatori » Panorama.it – Economia ha scritto:

[...] Tre milioni e mezzo di contratti per un valore totale di 255 miliardi di euro. E soprattutto un risparmio per i clienti che potrà raggiungere, nei casi più favorevoli, i 3-4.000 euro. È il risultato dell’accordo raggiunto ieri, proprio allo scadere del termine previsto, dall’Abi, l’associazione delle banche, e dalle maggiori associazioni dei consumatori. Oggetto, la riduzione delle penali per l’estinzione totale o parziale dei mutui. L’accordo riguarda i contratti stipulati prima del 2 febbraio 2007, data di entrata in vigore del decreto Bersani che ha cancellato le penali, ma solo sui nuovi mutui. Ecco in dettaglio le novità a seconda dei vari tipi di mutuo. Mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001: la penale non può essere superiore allo 0,5%, scende allo 0,2% massimo nel terzultimo anno e si azzera negli ultimi due. Per chi ha già queste o migliori condizioni la penale si riduce dello 0,2%. Mutui a tasso fisso stipulati dopo il 2001: penale massima dell’1,9% per la prima parte del contratto; dell’1,5% nella seconda metà. Anche in questo caso massimo 0,2% al terzultimo anno e zero negli ultimi due. Anche per questi mutui c’è una clausola di salvaguardia per chi gode già di condizioni migliori: sconto dello 0,25% per penali uguali o maggiori 1 1,25%; sconto dello 0,15 per penali inferiori all’1,25%. Mutui a tasso variabile: penale massima 0,50%, che scende allo 0,2 al terzultimo anno e si azzera negli ultimi due anni. In caso di penali attualmente uguali o inferiori a 0,50%, la «multa» scende allo 0,2. Stesse modalità per i mutui a tasso misto. Importante: l’accordo ha effetto retroattivo. Se dal 2 gennaio ad oggi il cliente ha pagato le vecchie penali potrà farsi restituire ciò che ha versato in più. Due precisazioni. Le penali (vecchie e nuove) si applicano alla parte residua di capitale eventualmente estinta; nel caso di contratti che prevedano quote di capitale da restituire a blocchi, cioè ad annualità prestabilite (i cosiddetti mutui a gestione autonoma), le penalità si applicano sulla parte eccedente il massimo della quota di restituzione ammessa per ogni singola tappa. In concreto, che cosa deve fare il cliente per vedersi applicare le nuove condizioni? In teoria dovrebbe chiederlo alla banca, anche verbalmente. Ma data la concorrenza che si è scatenata nel settore dei mutui, è ragionevole prevedere che gli istituti di credito si adegueranno automaticamente. Anzi, c’è chi spera che qualcuno rompa il tabù e allinei i vecchi mutui al decreto Bersani, cioè cancelli del tutto le penali. Ora la speranza degli esperti è non solo per un migliore trattamento dei clienti, ma anche per una ripresa del mercato delle case: che dopo il boom degli ultimi anni sta attraversando una fase di ridimensionamento; non tanto nei prezzi (al momento stabili, quindi ancora sui massimi) quanto nel numero delle compravendite e nel tempo necessario per vendere un immobile. [...]

Il 11 Maggio 2007 alle 11:18 Sui mutui-casa penali più leggere: intesa tra banche e consumatori « Franchisor’s Blog ha scritto:

[...] mutui-casa penali più leggere: intesa tra banche e consumatori Jump to Comments Tre milioni e mezzo di contratti per un valore totale di 255 miliardi di euro. E soprattutto unrisparmio per i clienti che potrà raggiungere, nei casi più favorevoli, i 3-4.000 euro. È il risultato dell’accordo raggiunto ieri, proprio allo scadere del termine previsto, dall’Abi, l’associazione delle banche, e dalle maggiori associazioni dei consumatori. Oggetto, la riduzione delle penali per l’estinzione totale o parziale dei mutui. L’accordo riguarda i contratti stipulati prima del 2 febbraio 2007, data di entrata in vigore del decreto Bersani che ha cancellato le penali, ma solo sui nuovi mutui. Ecco in dettaglio le novità a seconda dei vari tipi di mutuo. Mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001: la penale non può essere superiore allo 0,5%, scende allo 0,2% massimo nel terzultimo anno e si azzera negli ultimi due. Per chi ha già queste o migliori condizioni la penale si riduce dello 0,2%. Mutui a tasso fisso stipulati dopo il 2001: penale massima dell’1,9% per la prima parte del contratto; dell’1,5% nella seconda metà. Anche in questo caso massimo 0,2% al terzultimo anno e zero negli ultimi due. Anche per questi mutui c’è una clausola di salvaguardia per chi gode già di condizioni migliori: sconto dello 0,25% per penali uguali o maggiori 1 1,25%; sconto dello 0,15 per penali inferiori all’1,25%. Mutui a tasso variabile: penale massima 0,50%, che scende allo 0,2 al terzultimo anno e si azzera negli ultimi due anni. In caso di penali attualmente uguali o inferiori a 0,50%, la «multa» scende allo 0,2. Stesse modalità per i mutui a tasso misto. Importante: l’accordo ha effetto retroattivo. Se dal 2 gennaio ad oggi il cliente ha pagato le vecchie penali potrà farsi restituire ciò che ha versato in più. Due precisazioni. Le penali (vecchie e nuove) si applicano alla parte residua di capitale eventualmente estinta; nel caso di contratti che prevedano quote di capitale da restituire a blocchi, cioè ad annualità prestabilite (i cosiddetti mutui a gestione autonoma), le penalità si applicano sulla parte eccedente il massimo della quota di restituzione ammessa per ogni singola tappa. In concreto, che cosa deve fare il cliente per vedersi applicare le nuove condizioni? In teoria dovrebbe chiederlo alla banca, anche verbalmente. Ma data la concorrenza che si è scatenata nel settore dei mutui, è ragionevole prevedere che gli istituti di credito si adegueranno automaticamente. Anzi, c’è chi spera che qualcuno rompa il tabù e allinei i vecchi mutui al decreto Bersani, cioè cancelli del tutto le penali. Ora la speranza degli esperti è non solo per un migliore trattamento dei clienti, ma anche per una ripresa del mercato delle case: che dopo il boom degli ultimi anni sta attraversando una fase di ridimensionamento; non tanto nei prezzi (al momento stabili, quindi ancora sui massimi) quanto nel numero delle compravendite e nel tempo necessario per vendere un immobile. [...]

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