
Con un ritardo di oltre due mesi gli attuali dirigenti Alitalia hanno consegnato la tessera del club Freccia alata al loro ex capo, Giancarlo Cimoli. Non è la superliquidazione milionaria richiesta con insistenza dall’ex presidente e amministratore delegato, costretto alle dimissioni per aver portato l’azienda al disastro, anzi somiglia a un piccolo e tardivo premio di consolazione, per di più quasi concesso a forza proprio grazie all’intervento di Panorama, ma sempre meglio di niente.
In un articolo apparso sul numero 16, il nostro settimanale aveva raccontato che l’ex manager fino a qualche tempo fa omaggiato e riverito era stato dimenticato in fretta perfino dai suoi ex stretti collaboratori, che lo avevano snobbato negandogli l’ingresso nel club Freccia alata riservato ai clienti di prestigio. Con una lettera pubblicata sul numero 17, il responsabile delle relazioni con i media della società aerea, Simone Cantagallo, ha voluto precisare che Cimoli quella tessera ora ce l’ha, senza specificare, però, quando gli è stata riconosciuta. Panorama conferma quanto scritto in precedenza e ribadisce che fino al 13 aprile, cioè fino al giorno di uscita in edicola del giornale con la notizia su Cimoli, il nome dell’ex amministratore non era nella lista Freccia alata.
In una conversazione telefonica con Panorama il portavoce dell’Alitalia non ha negato il ritardo nella consegna della tessera, addossando tuttavia la colpa a un disguido postale: in pratica la busta con l’ambita card avrebbe dormito per mesi in un ufficio.
Per Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei valori ed ex consigliere Alitalia, l’episodio Freccia alata rappresenta “una grave caduta di stile e un grave sintomo di carenza di sensibilità commerciale e di marketing che del resto sono stati il problema dei problemi della stessa gestione Cimoli”.
Una caduta di stile come quella di alcuni giorni fa, quando a Stefania Izzo delle relazioni esterne i superiori hanno negato il permesso di inviare a nome dell’Alitalia un telegramma di auguri al Papa per il compleanno (lo scorso 16 aprile).
A prescindere dalla sorprendente vicenda dell’ex amministratore delegato, la gestione degli elenchi della Freccia alata ha subito negli ultimi tempi una specie di erratico “stop and go”. Da 2.500 tessere del 2006 la lista è stata ridotta a circa 1.200; sulla carta tra gli esclusi anche i circa 1.000 senatori e deputati, ai quali però è stato concesso di usufruire degli stessi servizi privilegiati di prima esibendo la tessera da parlamentari.
- Sabato 28 Aprile 2007
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