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Solo 1 giovane su 6 tra i 20 e i 26 anni supera gli 800 euro di reddito mensile ma, seppur sembri paradossale, 7 su 10 puntano ugualmente al risparmio. Lo rileva un’indagine Eures per Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori) condotta su 822 ragazzi e ragazze di età fra i 15 e i 26 anni. Secondo il rapporto “Giovani e risparmio”, gli aggettivi per definire il risparmiatore sono più positivi che negativi. La figura del giovane che risparmia, si legge, è definita “previdente” (38%), “intelligente” (26%), “maturo” (15,7%) e “affidabile” (10%). Soltanto marginali le definizioni negativamente connotate, che etichettano il giovane risparmiatore come “avaro” (2,4%), “ansioso” (2,1%), “frustrato” (1,2%%), “avido” (1,1%) o “egoista” (0,5%)”.
La prima funzione del risparmiare è quella di “garantirsi un futuro migliore per il 47,4% delle citazioni e a consentire una maggiore autonomia per il 32,5%”. Resta alta la percezione più tradizionale dello strumento per “fare fronte alle situazioni di difficoltà (30,3%) e per rispondere a possibili desideri di consumo (21,3%)”. Che serva per elevare il proprio status o farsi una famiglia lo ritengono in pochi: il 6,7% nel primo caso e il 3,4% nel secondo.
Inoltre, la principale fonte di reddito dei giovani intervistati è la famiglia: in primo luogo i genitori (61,6%), ma anche altri parenti (10,8%). Il 34,5% dispone di un “reddito” inferiore a 150 euro al mese, che arriva fino ai 350 euro per il 35%, tocca gli 800 euro per il 13,9% e supera questa cifra per il 16,5%. Il reddito giovanile è correlato alla fascia di età, con una maggiore disponibilità tra gli intervistati più grandi.
Secondo l’indagine, le famiglie educano al risparmio fin da piccoli. Risultato: il 69,6% del campione non consuma tutto il denaro di cui dispone e i tre quarti ha un conto corrente o un libretto postale. Entità e propensione al risparmio dipendono dal reddito, con una percentuale più alta nel campione compreso tra i 20 e i 26 anni (77,4%) rispetto alla fascia tra i 15 e i 19 anni (61,3%).
La famiglia è un punto di riferimento anche quando è necessario scegliere cone gestire i propri risparmi: vi si affida il 51,5% degli intervistati, seguiti dal 30,3% che predilige il canale pubblicitario. Il conto corrente ideale è quello che non comporta spese di gestione (66,5%) e che permetta di avere accesso immediato e costante al proprio capitale (46%).
- Mercoledì 2 Maggio 2007
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Commenti
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Il 3 Maggio 2007 alle 10:46 persefone ha scritto:
Grazie, tanto parlare del reddito dei giovani e poi si scopre che “la principale fonte di reddito dei giovani intervistati è la famiglia: in primo luogo i genitori (61,6%), ma anche altri parenti (10,8%).” Ma di che razza di reddito stiamo parlando, della paghetta di mammà? Io voglio un lavoro e uno stipendio!
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