
La rete di grandi alleanze che la Fiat ha teso in questi ultimi anni sta per ampliarsi: si prospetta un accordo con la cinese Chery. Dopo aver avviato il programma per la fornitura di 100 mila motori made in Cina l’anno (sono il 1.600 e il 1.800 a benzina che andranno a equipaggiare anche la nuova Fiat Linea fabbricata in Turchia), le due aziende dovrebbero arrivare in tempi brevi alla firma di un accordo per costruire in Cina modelli Alfa Romeo (come annunciato poco tempo fa) ma probabilmente anche per la successiva produzione in comune di una utilitaria, tipo Panda, da vendere con entrambi i marchi.
La scelta a favore della più dinamica marca cinese arriva parallelamente a qualche difficoltà con il tradizionale partner locale, la Nanjing, che si muove con successo nel settore dei veicoli commerciali (costruisce gli Iveco Daily) ma ha mostrato punti di debolezza nel settore vetture, soprattutto dopo aver rilevato le attività Rover.
“La Chery è un’azienda giovane e moderna” ha dichiarato l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne “con una solida esperienza tecnica, e sono lieto di questa ulteriore tappa nella nostra strategia di alleanze mirate. Nel rapporto con la Chery vediamo il potenziale per una più ampia collaborazione nell’area motori e cambi e successivamente anche in altri ambiti”.
La portata di questa joint-venture potrebbe essere notevole, soprattutto per quanto riguarda le city car. Secondo uno studio della Csm Worldwide, il solo mercato nordamericano, dove le auto di questo segmento praticamente non sono mai state vendute, potrebbe assorbire entro il 2013 circa 100 mila unità aggiuntive, mentre la fascia delle subcompact dovrebbe crescere da 300 mila unità a più di 550 mila entro i prossimi sei anni.
A livello mondiale gli esperti della Roland Berger Strategy Consultants prevedono che nel 2012 il mercato mondiale per le auto sotto i 10 mila dollari possa raggiungere i 18 milioni di unità, contro gli attuali 12 milioni.
Sfruttando anche il progetto di collaborazione con la Chrysler (per ora è stata firmata la lettera d’intenti), egualmente destinato alla produzione di una piccola auto destinata agli Usa e ad altri mercati mondiali, la Chery avrebbe la potenzialità di abbattere ulteriormente i costi (basta pensare che un motore costruito in Cina costa circa la metà di un analogo prodotto in Occidente) e fornire al committente Fiat una low cost di buona qualità.
In attesa degli sviluppi che l’amministratore delegato della Chery, Yin Tongyao, sta discutendo con la Chrysler, si può ipotizzare che l’azienda cinese decida di sviluppare in comune con i due partner occidentali piattaforma e parti meccaniche, lasciando invece alla Fiat la responsabilità della carrozzeria di quella che già viene definita la terza generazione della Panda.
Alla Chrysler potrebbe invece essere proposto un prodotto chiavi in mano, con il design della A1 disegnata dalla Bertone e appena presentata al Salone di Shanghai.
L’intesa con la Chery segue la raffica di collaborazioni messe a segno dal gruppo italiano. Dalla joint-venture con la Ford relativa alla costruzione in Polonia di una utilitaria con parti comuni (la nuova 500 che arriva in luglio e l’erede della Ka prevista per il 2008) alla collaborazione con la Suzuki per la progettazione e la industrializzazione negli stabilimenti ungheresi di una piccola suv (rispettivamente la Sedici e la Sx4). Dall’allargamento degli accordi con il gruppo Psa per la produzione in Turchia (in joint-venture con la Tofas) di una “furgonetta”, da cui deriveranno un minivan e un’auto tre volumi low cost, all’avvio della collaborazione con la Tata, per costruire in India la Grande Punto e per distribuire nel mondo un pick-up di origine indiana anche con marchio Fiat. Oltre alla triangolazione con l’Iveco e la spagnola Santana per produrre una nuova fuoristrada.
- Giovedì 3 Maggio 2007
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Il 11 Settembre 2007 alle 17:51 Auto: a Francoforte la carica delle 600 » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Ferdinand Piech, numero uno del gruppo Volkswagen, non si è certo meravigliato del successo della Nuova Fiat 500. Profondo conoscitore del mercato globale dell’auto, Piech sa bene che le auto di piccola cilindrata saranno sempre più richieste dalla clientela. Non è dunque una sorpresa che la Volkswagen abbia scelto il Salone di Francoforte per presentare l’11 settembre la sua utilitaria. È la Stadtauto, di circa 3,5 metri con motore posteriore a 2 oppure 3 cilindri di 500 e 750 cc; potrebbe essere messa in vendita nel 2009 a circa 8 mila euro. E da questo modello potrebbe derivare quella iCar che, da un eventuale accordo tra Volkswagen e Apple, dovrebbe rafforzare la presenza della casa tedesca nella fascia giovane del mercato. Anche la Toyota, in lotta per conservare il primo posto di costruttore mondiale, svelerà a Francoforte una sua utilitaria derivata dal prototipo Endo: dovrebbe essere costruita a partire dal 2009 in India (100 mila unità all’anno previste inizialmente) e venduta a non più di 5 mila dollari. Dall’India arriverà però un modello ancora più economico: secondo le dichiarazioni di Ratan Tata, numero uno dell’omonimo colosso indiano (alleato della Fiat), la sua rivoluzionaria auto da 2.500 dollari dovrebbe dare uno scossone al mercato mondiale. Questo ambizioso progetto sta procedendo a tappe forzate, dopo che inondazioni e difficoltà politiche hanno rallentato la costruzione del nuovo stabilimento a 45 km da Kolkata (Calcutta). Questo modello riprende uno stile che gli italiani conoscono molto bene: quello della Fiat 600 del 1956. Il motore è posteriore e ha una cilindrata di circa 600 cc; la potenza erogata è di 35 cv, le ruote motrici sono quelle posteriori. Al progetto hanno collaborato aziende di spicco, tra cui la tedesca Bosch. La carrozzeria, lunga circa 4 metri, è interamente metallica e ospita 4-5 persone. La versione base sarà proposta a 100 mila rupie (2.500 dollari), mentre salendo a 125 mila rupie i clienti indiani, malesi, indonesiani e di alcuni stati africani (i primi mercati dove verrà venduta) potranno ottenere aria condizionata, vetri elettrici e servosterzo. Il lancio avverrà il prossimo anno, probabilmente a settembre. Come precisato da fonti indiane, non ci saranno elementi in comune tra questa auto low cost della Tata e la futura utilitaria di casa Fiat. Al di là di un possibile ritorno della Topolino (anche se dal Lingotto arrivano smentite), allo studio c’è l’erede della Panda che dovrebbe essere prodotta anche in Cina dalla Chery e che monterebbe il futuro motore bicilindrico 900 cc MultiAir, già annunciato da Panorama. Anche la Renault, ormai ben radicata anche in India, è pronta a una contromossa nel settore delle super low cost. Nel 2011 arriverà infatti una nuova generazione di Dacia a basso prezzo (attorno ai 3 mila dollari) disegnate in India nella terza sede dei Technocentre Renault. Un centro tecnico dove lavoreranno oltre 1.000 ingegneri, che permetterà di ridurre così anche i costi di progettazione. La produzione sarà in collaborazione con la Mahindra, storica rivale della Tata. Parallelamente la Bmw sta lavorando sul progetto di una utilitaria da inserire al di sotto dell’attuale gamma Mini, non tanto dal punto di vista del prezzo (sarà la prima utilitaria “premium”) quanto per dimensioni e cilindrata. Questo inedito modello potrebbe essere ispirato al prototipo Spiritual, con motore posteriore, che venne presentato nel 1997, per verificare la risposta del mercato. La produzione? Inutile dirlo, sarà localizzata in Cina. [...]
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