Che sia fuga o crescita, l’anno sabbatico in Italia non se lo prende nessuno

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/onlyice/]onlyice[/url] by Flickr)[/i]
Chiamiamolo sabbatico, gap year o più prosaicamente congedo formativo. In ogni caso la pausa tra l’università e il primo lavoro o a metà della carriera, tanto popolare nei paesi anglosassoni, in Italia stenta a decollare.
Nonostante la legge 53/2000 che permette a tutti i dipendenti pubblici o privati che abbiano maturato nella stessa azienda cinque anni di anzianità di chiedere un periodo di sospensione del lavoro, le richieste da noi arrivano con il contagocce. Sarà che nel periodo di break viene conservato solo il posto e il lavoratore non percepisce lo stipendio né incrementa contributi e anzianità. Ma per il momento la pausa per seguire un Master, fare volontariato nel Terzo Mondo o semplicemente organizzare quel viaggio in moto sognato da tempo (ecco dove trovare le idee per organizzare il gap year) è ancora roba da neolaureati in attesa di occupazione. Purtroppo, perché come spiegano gli esperti di selezione del personale, un break motivato e rivitalizzante oggi arricchisce ogni curriculum. E spesso restituisce all’azienda lavoratori più motivati, sollevati dalla sindrome del burn out che oggi colpisce quadri e manager già poco dopo i 30 anni.
Che i gappers siano soprattutto anglossassoni lo si vede dalle risorse disponibili; è inglese la bibbia del sabbatico, The Gap Year Book di LonelyPlanet e il forum dedicato Thorn Tree così come i principali siti di informazione sull’argomento: Gapadvice che offre anche strumenti precisi per calcolare i costi del viaggio della vita (secondo l’Observer, tra le 3 mila e le 4 mila sterline, circa 5.800 euro), The Career Break Site e Gapyear.com. Per quelli che non mollano la vita on the road neppure “da grandi”, definiti Stonky (acronimo di Still Travelling On, No Kids Yet) c’è un sito dedicato, Gap Year For Grown Ups, con suggerimenti mirati per chi ha più di 30 anni.

Commenti

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Il 7 Maggio 2007 alle 8:51 paolo1957 ha scritto:

Volentieri prenderei un anno sabbatico, ma poi chi paga il mutuo?

Il 7 Maggio 2007 alle 10:24 enricototi ha scritto:

Provate a chiedere al vostro capo un anno di sospensione del lavoro: vi proporrà di sospendere il lavoro, sì, ma per sempre. Insomma, vi proporrà di licenziarvi.

Il 8 Maggio 2007 alle 17:53 barbara.sgarzi ha scritto:

Sì, in effetti è quello che ho riscontrato anche io, purtroppo: c’è la legge, ma a parte il fatto che presuppone 5 anni continuativi nella stessa azienda, non dà diritto all’aspettativa automaticamente, che viene di volta in volta concessa o meno dal capo. Peccato perché il gap year è un’esperienza a detta di tutti altamente formativa e all’estero è quasi la regola.

Il 9 Maggio 2007 alle 14:40 persefone ha scritto:

Appunto.

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richard-branson
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