Per il Comune sono il simbolo del Rinascimento cittadino, il biglietto da visita che accoglierà i visitatori dell’Expo 2015. Per i residenti, invece, sono cambiamenti traumatici calati dall’alto, colate di cemento che snaturano l’identità dei quartieri in nome della speculazione edilizia. I grandi progetti che promettono di rivoluzionare il volto della città nel giro di dieci anni sono per lo più ancora sulla carta. Ma suscitano proteste e barricate.
Sono tre le rivoluzioni urbane finite sulle copertine delle riviste di architettura di tutto il mondo: l’area dell’ex Fiera, Garibaldi-Repubblica e Milano Santa Giulia. Il primo progetto prevede la riqualificazione di 365 mila metri quadrati affidata alla cordata italo-francese Citylife (composta dai gruppi Generali, Ras, Progestim e dagli architetti Daniel Libeskind - lo stesso di Ground Zero - Arata Isozaki, Zaha Hadid e Pier Paolo Maggiora), che si è aggiudicata la gara con un’offerta di 523 milioni di euro. Al centro sorgeranno tre avveniristiche torri, già ribattezzate “caravelle”, progettate da Isozaki (218 metri d’altezza), Hadid (185) e Libeskind (170) e il Museo di arte contemporanea. La fine dei lavori è prevista per il 2014. Il bando prevede che il 50 per cento dell’area sia destinata al parco, ma i comitati di quartiere non si fidano. E a suon di ricorsi e presidi contestano al Comune di non aver dato ascolto alle loro esigenze, soprattutto per quanto riguarda lo spazio dato al verde.
La trasformazione della zona Garibaldi-Repubblica comprenderà anche le Varesine e l’Isola. Entro il 2012 questo pezzo di città di 350 mila metri quadrati sarà irriconoscibile. Nasceranno il Museo della moda, un parco di 100 mila metri quadrati che si chiamerà “Biblioteca degli alberi”, piazze coperte e la nuova sede della Regione Lombardia. A progettare il Pirellone bis sarà lo studio newyorkese Pei Cobb Freed & Partners, in collaborazione con Caputo partnership e Sistema Duemila di Milano. Costerà 175 milioni di euro e arriverà a 160 metri. I cittadini sono contro il grattacielo, anche se la protesta più dura è stata quella degli occupanti della Stecca degli artigiani, sede tra l’altro di un circolo di Rifondazione comunista. La demolizione dell’edificio comunque è già cominciata. Per raccogliere commenti e dubbi degli abitanti, Isola srl, la società che fa capo a Hines Italia, ha creato un sito internet.
Milano Santa Giulia, società di Risanamento spa, ricostruirà completamente l’ex zona industriale di Montecity Rogoredo. In totale 1 milione e 200 mila metri quadrati tutti nuovi, con i palazzi di Norman Foster, un parco di 316 mila, scuole, centri commerciali, centro congressi, cinque alberghi, una chiesa e il nuovo quartier generale di Sky. I comitati di Rogoredo denunciano però mancanze o insufficienze: della piccola e media distribuzione, dei servizi come poliambulatori e uffici comunali, dei collegamenti stradali col resto della città e delle case convenzionate.
- Giovedì 10 Maggio 2007
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Commenti
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Il 10 Maggio 2007 alle 16:45 Malpensa, da cattedrale nel deserto a Business park » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Nuova Milano, ogni quartiere un progetto. E una barricata [...]
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