Soru insiste e vince: in Sardegna il lusso si tassa

Panorama della Costa Smeralda
Nella calda estate del 2006, la tassa sul lusso è stata per la Sardegna il tema di discussione più rovente. E ora, con l’arrivo anticipato dell’estate, giunge il sì definitivo della regione a una legge che fin’ora era solo stagionale e provvisioria.
L’ok è arrivato dal Consiglio regionale, che ha approvato le imposte su seconde case, aerei, barche. Una vittoria importante per il presidente della Regione Renato Soru (impegnato la scorsa stagione in una querelle aspra con Flavio Briatore, il re della Costa Smeralda), che era già riuscito a bloccare le nuove costruzioni nei due chilometri di terra dalla costa. La tassa sul lusso spetterà a chi non risiede in Sardegna, compresi anche gli emigrati originari dell’isola (in tutto, circa 300mila persone).
Da giugno a settembre, quindi, chi arriva in un porto sardo con una barca lunga più di 14 metri deve versare un’imposta annuale, nella misura di 1.000 euro fino a una lunghezza di 15,99 metri. Per le altre misure si va fino a un massimo di 15 mila euro per le navi di oltre 60 metri. Le imbarcazioni a vela hanno una riduzione del 50%; sono esentate quelle in arrivo per regate, manifestazioni e raduni.
Per gli aerei da turismo l’imposta è dovuta a ogni scalo: da 150 euro per velivoli abilitati al trasporto sino a 4 passeggeri a 1.000 euro oltre i 12 passeggeri. I soldi andranno versati ai gestori di aeroporti e porti secondo modalità (entro 24 ore dall’arrivo per le barche) fissate da convenzioni con l’Agenzia regionale delle entrate.
Facoltativa la tassa di soggiorno: saranno i Comuni a decidere se applicarla. Dal 2008 però la pagheranno, da giugno a settembre, i non residenti, sia in albergo, residence o bed & breakfast, sia in case private: 1-2 euro al giorno a persona.
Ma ci sarà anche la tassa sulle seconde case, che colpirà soprattutto gli edifici più vicini alla costa. In particolare, per gli immobili nel raggio di tre chilometri dal mare si pagherà dai 540 euro per le case fino a 60 metri quadrati, fino ai 16 euro al metro per quello oltre i 200 metri quadrati. Una tassa che viene aumentata del 20% per le case a meno di 300 metri dal mare.
Le imposte - che l’opposizione di centrodestra, i turisti più famosi, gli emigrati, gli albergatori hanno senza mezzi termini definito odiose e incostituzionali - andranno per il 75% a un fondo per lo sviluppo e per il 25% ai comuni nei quali si trova la proprietà tassata.

Commenti

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Il 11 Maggio 2007 alle 10:51 enricototi ha scritto:

Quello di Soru è un miracolo politico di cui troppo poco si parla. Tutte le regioni dovrebbero avere presidenti in gamba e coraggiosi come lui (e invece). In un paese “normale” giornalisti, media e politici di tutti gli schieramenti o quasi si alzerebbero in piedi ad applaudire una politica seria e razionalizzatrice come quella di Soru. Invece lui, a mio avviso, è già in pericolo: non tanto per l’opposizione di centrodestra incapace e in questo caso costretta a lasciarsi sorpassare da pagliacci come Briatore: il vero pericolo per Soru sono i partiti del centrosinistra sardo - margherita e udeur su tutti - che anzichè sostenerlo a gran voce (come Soru meriterebbe) cominciano già a defilarsi. E magari a pensare alle elezioni religionali del 2009…

Il 11 Maggio 2007 alle 11:06 nickneim ha scritto:

Applausi scroscianti per Soru.
E a tutti quelli che dicono che per protesta venderanno la villa in sardegna: e a quei prezzi chi ve la compra??

Il 13 Maggio 2007 alle 12:52 talete ha scritto:

Sottoscrivo. Averne di presidenti di regione come Soru!

Il 30 Maggio 2007 alle 15:32 virtus ha scritto:

Vorrei fare una domanda a Soru e ai suoi sostenitori…. gli amici sardi che lavorano a Milano pagano forse una tassa di soggiorno per la loro permanenza in Lombardia???? Allo stesso Soru che si è preso la sua bella laurea in ecomonia e commercio alla Bocconi di Milano qualcuno ha forse chiesto una tassa di soggiorno???… altre domande…. ma la Costituzione della Repubblica Italiana, che tutela il diritto di ogni cittadino alla libera circolazione sul territorio italiano, trova ancora applicazione in Sardegna???? O la Sardegna si doterà presto di una sua costituzione???? (neanche Bossi fin’ora aveva osato tanto!!) Ma pensate davvero che siano solo i VIP ad avere la seconda casa in Sardegna??? Io sono figlio di un sardo, purtroppo scomparso ancora giovane… e fino a ieri orgoglioso della mia discendenza (anche se nato e cresciuto a Milano)… ora mi sento tradito e rapinato.. e purtroppo dovrò valutare se vendere la casa che mi ha lasciato mio padre… ora l’ultimo lagame con questa meravigliosa terra!!… complimenti!!!

Il 8 Giugno 2007 alle 19:49 nikola ha scritto:

Virtus forse non è informato riguardo la tassa sul lusso. Gli amici sardi che lavorano a Milano non pagano tassa di soggiorno, ma neanche gli amici lombardi che lavorano in Sardegna la pagano…
Secondo: la tassa di soggiorno, se proprio ne vogliamo parlare, è in vigore in città come Venezia da più di vent’anni ma stranamente nessuno si lamenta. Parli di VIP…la disinformazione riguardo questo argomento purtroppo regna sovrana nei giornali continentali: la tassa sul lusso viene applicata sui beni immobiliari e non solo (riguarda anche aerei e mezzi nautici superiori ai 14 m)dei turisti stranieri e continentali, i sardi residenti all’estero o in Italia sono esentati dal pagamento quindi puoi stare tranquillo e venire in Sardegna quando vuoi. Soru ha spiegato molto bene, nei vari convegni che si sono svolti a Cagliari, che la tassa sul lusso è necessaria in quanto è stata rilevata un evasione assurda sulle seconde case soprattutto in Costa Smeralda. Quello che più mi lascia perplesso è la reazione dei VIP che si sono sentiti in un certo senso colpiti da questo balzello che non li impoverisce affatto visti i patrimoni che hanno (ville e yacht) e comunque non sono i soli a pagarla…non si capisce dunque perchè abbiano fatto tanto rumore l’estate scorsa riguardo questo provvedimento. é comprensibile lo sfogo di quei continentali (pochi) che onestamente pagano le tasse in Sardegna sulla seconda casa…bhè c’è un modo per evitare il pagamento della tassa, e lo stesso Soru l’ha ripetuto diverse volte:i proprietari di seconde case in Sardegna possono farsi la residenza nella nostra regione evitando cosi il pagamento. Ripeto non vuole essere una rapina nei confronti dei turisti, ma quando ti accorgi che un turista in Sardegna non lascia niente e per di più non paga nemmeno le tasse sugli immobili…bhè questo da fastidio!! ricordiamoci che le tasse saranno si una palla al piede, ma sono necessarie per lo sviluppo e il finanziamento di quei comuni costieri (in questo caso quelli della nostra regione)che, in caso contrario, a fine stagione si ritroverebbero le loro casse completamente vuote. Noi in Sardegna vogliamo che i turisti continuino ad arrivare, VIP e Berlusconi compresi,ma chiediamo loro un contributo per lo sviluppo della nostra regione lasciandoci qualcosa.

Il 11 Giugno 2007 alle 14:13 virtus ha scritto:

Ringrazio Nikola per la risposta pacata anche se non condivido alcune sue osservazioni (d’altra parte si dice che il mondo è bello perchè è vario, giusto???). Io, pur essendo, come ho già detto, figlio di sardo sono nato e cresciuto a Milano, e, visto che abito e lavoro in questa città, ho qui la mia residenza. Perchè dovrei spostarla solo per non pagare delle tasse??? E per questa ragione dovrei mentire dicendo che sono residente in Sardegna quando in realtà ho, purtroppo, l’occasione di venirci solo per le vacanze??? Mi sembra questa se non altro una forzatura che di certo non mi convince ne considero legittima. Io ho sempre pagato l’ICI sulla casa in Sardegna (che ho acquistato non certo in contanti ma con mutuo e sacrifici), ICI ed essendo relativa a seconda casa, non è certo di poco valore. Perchè dovrei pagare anche questa tassa ulteriore??? E’ vero, io vengo in Sardegna solo in vacanza, però quando vengo acquisto nei negozi sardi, vado nei ristoranti e nei locali sardi e fin quando avevo il mio gommoncino (4 miseri metri di bagnarola con 25 cavalli di motore.. non certamente lo yacht di Briatore) pagavo anche la tassa e l’ormeggio nel porticciolo… ebbene, sono convinto che il turismo sia, con i suoi pro e suoi contro (come non riconoscerlo), una ricchezza per la Sardegna e non credo che tassare e spremere chi viene in Sardegna per passare le vacanze sia il modo migliore per sfruttare questa risorsa. C’è gente che non paga l’ICI sulle seconde case??? Allora andiamo veramente a controllare e a punire queste persone (che sono i veri sfruttatori).. altrimenti a pagare saranno, purtroppo, sempre gli stessi!!

Il 21 Giugno 2007 alle 23:01 sogno ha scritto:

Vorrei dire che Soru è forse uno dei migliori Presidenti che la Sardegna abbia mai avuto e sta facendo delle scelte coraggiosissime che mai nessuno prima di lui aveva osato prendere.
Per quanto riguarda la tassa sul lusso io credo sia giusta e che ci sia tantissima disinformazione soprattutto da parte dei media che non spiegano effettivamente in che cosa consiste. Non si dice che chi è nato in sardegna o comunque è figlio di persone nate in sardegna è esentato dal pagamento. Si dà soltanto all’opinione pubblica un’immagine distorta di quello che sta cercando di fare Soru e lo si dipinge come un disonesto e una persona legata alle vecchie logiche clientelari,cosa che non è assolutamente vera.
Per quanto riguarda la scelta della residenza, io purtroppo tra un po’ dovro cambiare la mia residenza per motivi di lavoro e se anche dovessi pagare qualche tassa che sarebbe sempre commisurata alle proprietà che posseggo in Sardegna, sarei ben felice di farlo (proprio per l’amore profondo che nutro per la mia terra) sapendo che questo consentirà ai miei figli e alle generazioni future di poter godere di una Sardegna ancora integra e non devastata da speculazioni edilizie e non, e da un modello di sviluppo economico non consono e adeguato alle sue specificità e richezze ambientali. Credo che Soru sia la persona più giusta per assicurare che ciò non succeda e mi dispiace che molti sardi non lo capiscano.

Il 22 Giugno 2007 alle 17:48 In Sardegna la rivolta inizia dal lusso » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] La gabella sul lusso imposta dal governatore della Sardegna su imbarcazioni, aerei privati e seconde case dei non residenti, è scaduta il 20 giugno ma, secondo il ministero dell’Economia e delle Finanze, è incostituzionale. La notizia, resa pubblica con un documento il 13 giugno scorso in risposta a un’interrogazione di quattro parlamentari della Cdl, ha immediatamente ridato fiato al popolo della “no Soru tax”, esasperato dall’imposta regionale. Imposta che, al momento, se pure non sembra aver provocato flessioni sul turismo, secondo le voci che filtrano da vari comuni e da alcune associazioni di consumatori, sta comunque inducendo molti proprietari di seconde case non residenti (almeno 300 mila) a un’autentica rivolta fiscale. Che nella regione informatizzata proprio da Renato Soru, fondatore di Tiscali, rimbalza i malumori popolari via web (e fax) con un unico imperativo: non pagare. A dimostrarlo ci sono le mille telefonate quotidiane che, da qualche settimana, arrivano all’associazione di tutela dei consumatori Voglio Vivere di Genova. Con Lazio, Lombardia, Liguria e Piemonte in testa. “Il malcontento è enorme” assicura la presidente Anna Massone che ha presentato ricorso all’Ue contro la manovra Soru e, nell’attesa che Bruxelles si pronunci, invita tutti “a non pagare e ad aderire all’istanza collettiva preparata dagli avvocati dell’associazione”. Non solo. Massone, di origini sarde, sta per avviare una campagna di boicottaggio contro il balzello suggerendo ai turisti di disertare bar, ristoranti e, soprattutto, negozi dell’isola: “Non comprate nulla, nemmeno la carta igienica!” esorta. Fra i tanti, risponde via mail C.O., dirigente milanese con casa in Gallura: “Mi porto tutto, acqua minerale compresa”. Centinaia di telefonate sommergono anche il Comitato regionale dell’Unione consumatori a Cagliari ( uncsardegna at tiscali.it) che si appresta a sua volta a impugnare davanti alla Commissione Ue una norma che, secondo il presidente Romano Satolli, “viola palesemente i principi di non discriminazione dei cittadini”. Che la tassa sia illegittima lo pensano anche molti sindaci della Gallura che hanno alzato le barricate, anche legali. Da Franco Cuccureddu, primo cittadino di Castelsardo e presidente della Rete dei porti (”Non daremo un euro alla Regione”) a Gianni Giovannelli, neo-eletto a Olbia con il 70 per cento delle preferenze (”Appoggio il ricorso del mio predecessore”). Ma Soru non demorde, anzi. È notizia dell’ultima ora che, per chi non ha pagato, è prevista una maggiorazione dal 100 al 200 per cento “a titolo di interesse”. Intanto il mercato immobiliare registra i primi contraccolpi: aumento degli affitti del 15-20 per cento e battuta d’arresto per le vendite. [...]

Il 26 Novembre 2008 alle 18:23 Pd e il pasticcio in salsa sarda: Soru lascia. Veltroni: “Resta al lavoro” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Lascia il suo incarico (ma non la politica) Renato Suru, presidente della Regione Sardegna: si è dimesso perché, come ha spiegato lui stesso, non si governa “se manca la fiducia della maggioranza”. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge urbanistica. Secondo la normativa statutaria, le dimissioni avranno efficacia dopo trenta giorni. Se non saranno ritirate l’assemblea sarà sciolta e le elezioni si svolgeranno entro i successivi sessanta giorni. “Per me era importante” ha detto il governatore “riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. È evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza”. Ha poi aggiunto il fondatore di Tiscali: “Ho riflettuto, so di essere stato eletto direttamente, con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale, ancora di più perché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi”. All’annuncio delle dimissioni, dai banchi del centrodestra si è levato un applauso. Attggiamento che a Soru non è andato giù: “Aspettate a gioire, non finisce qui. Questo non sarà l’ultimo giorno della mia esperienza politica”, ha sottolineato Soru, nell’intervento nel quale ha annunciato le sue dimissioni. “Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me. Pur nella consapevolezza del momento difficile nel mondo, in Italia e in Sardegna, credo che la cosa migliore per i sardi sia chiarire immediatamente lo stato della maggioranza alla quale hanno dato fiducia fino a oggi”. Le dimissioni di Soru sono l’atto finale (per ora) del difficile rapporto fra il governatore dal carattere “spigoloso” e decisionista e la sua maggioranza, costellato di scontri, rotture, forzature e diktat. Nella maggioranza e soprattutto in parte del Pd (diviso e in contuo scontro nell’isola, fra le sue “anime”: quella che pulsa intorno al neo editore de L’Unità e quella del segretario regionale del Pd, il senatore Antonello Cabras, che proprio dopo aver battuto Soru alle primarie è stato comunque messo in minoranza) spesso sono state contestate (e mal digerite) molte scelte del presidente sia sul fronte della legge “salvacoste” che della “famigerata” tassa sul lusso cassata dalla Corte costituzionale. Attacchi a cui Soru ha sempre replicato colpo su colpo. L’ultimo scontro sull’urbanistica e i piani paesistici ha fatto emergegere contraddizioni e “mal di pancia” politico-amministrativi che lo steso Soru ha ritenuto insanabili. Adesso ci sono 30 giorni di tempo per capire se le dimissioni verranno formalizzate o se si troveranno nuove basi d’intesa fra governatore e Pd. Altrimenti lo sbocco saranno le elezioni anticipate a meno di sei mesi dalla scadenza naturale (primavera 2009) della legislatura. Infatti in base alla legge statutaria le dimissioni avranno infatti efficiacia dopo trenta giorni. Se non saranno ritirate l’assemblea sarà sciolta e le elezioni si svolgeranno entro i successivi sessanta giorni. Formalmente l’iter per l’elezione del nuovo Governatore e del Consiglio regionale è già partito e i sardi potrebbero essere chiamati alle urne dopo il 20 febbraio. Ma questa data-ipotesi, ventilata dello stesso Soru, non è scontata. E i margini per un rientro della crisi e arrivare alla scadenza naturale, nella primavera 2009, della legislatura non sono pochissimi [...]

Il 26 Novembre 2008 alle 19:56 Pd e il pasticcio in salsa sarda: Soru lascia. Veltroni: “Resta al lavoro” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Lascia il suo incarico (ma non la politica) Renato Soru, presidente della Regione Sardegna: si è dimesso perché, come ha spiegato lui stesso, non si governa “se manca la fiducia della maggioranza”. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge urbanistica. “Per me era importante” ha detto il governatore “riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. È evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza”. Ha poi aggiunto il fondatore di Tiscali: “Ho riflettuto, so di essere stato eletto direttamente, con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale, ancora di più perché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi”. All’annuncio delle dimissioni, dai banchi del centrodestra si è levato un applauso. Attggiamento che a Soru non è andato giù: “Aspettate a gioire, non finisce qui. Questo non sarà l’ultimo giorno della mia esperienza politica. Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me. Pur nella consapevolezza del momento difficile nel mondo, in Italia e in Sardegna, credo che la cosa migliore per i sardi sia chiarire immediatamente lo stato della maggioranza alla quale hanno dato fiducia fino a oggi”. Le dimissioni di Soru sono l’atto finale (per ora) del difficile rapporto fra il governatore dal carattere “spigoloso” e decisionista e la sua maggioranza, costellato di scontri, rotture, forzature e diktat. Nella maggioranza e soprattutto in parte del Pd (diviso e in contuo scontro nell’isola, fra le sue “anime”: quella che pulsa intorno al neo editore de L’Unità e quella del segretario regionale del Pd, il senatore Antonello Cabras, che proprio dopo aver battuto Soru alle primarie è stato comunque messo in minoranza) spesso sono state contestate (e mal digerite) molte scelte del presidente sia sul fronte della legge “salvacoste” che della “famigerata” tassa sul lusso cassata dalla Corte costituzionale. Attacchi a cui Soru ha sempre replicato colpo su colpo. L’ultimo scontro sull’urbanistica e i piani paesistici ha fatto emergegere contraddizioni e “mal di pancia” politico-amministrativi che lo steso Soru ha ritenuto insanabili. Adesso ci sono 30 giorni di tempo per capire se le dimissioni verranno formalizzate o se si troveranno nuove basi d’intesa fra governatore e Pd. Altrimenti lo sbocco saranno le elezioni anticipate a meno di sei mesi dalla scadenza naturale (primavera 2009) della legislatura. Infatti in base alla legge statutaria le dimissioni avranno infatti efficiacia dopo trenta giorni. Se non saranno ritirate l’assemblea sarà sciolta e le elezioni si svolgeranno entro i successivi sessanta giorni. [...]

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