- Tags: Adr, aeroporti, AirOne, Alitalia, compagnie-aeree, Eni, Eurofly, giustizia, Laura-Pierallini, Livingston, Meridiana, Neos, royalty-sul-carburante, Save, Sea
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È un classico scarica barile (di carburante, è proprio il caso di dirlo) che ha portato a un’agguerrita battaglia giudiziaria. Al centro della querelle le royalty dei carburanti degli aerei: una sorta di tassa pretesa dalle società che gestiscono i maggiori scali italiani per coprire alcune spese di gestione delle piste. Il punto è: chi la deve pagare? Nel dubbio le società aeroportuali le addossano alle compagnie petrolifere che a loro volta le rigirano alle compagnie aeree.
Ma la faccenda è finita davanti al magistrato.
Si è tenuta il 10 maggio la prima udienza alla nona sezione del Tribunale civile di Roma del procedimento che vede schierati Eni contro sei compagnie aeree (Alitalia con Airone, Eurofly, Meridiana, Neos e Livingston) e sette gestori dei maggiori aeroporti italiani (Sea per Milano, Adr, per Roma, Save per Venezia e le società degli scali di Verona, Genova, Bari e Brescia). Eni chiede alle compagnie aeree di pagare le royalty sul carburante, fintanto che questi “diritti” le saranno addebitati dalle società aeroportuali. Le compagnie in tutta risposta chiedono all’Eni il rimborso di un decennio di royalty pagate e non dovute. Un pregresso che ammonta a circa 200 milioni di euro.
Di fatto oggi quasi nessuna compagnia paga più le royalty sui carburanti, grazie a una legge del 2005 che riferendosi a una direttiva Ue del 1997 vieta alle società aeroportuali di chiedere il pagamento di costi non effettivamente connessi al servizio di gestione. I gestori degli aeroporti però non hanno smesso di addebitarle ai distributori di carburanti, i quali a loro volta non intendono pagarle se non possono “scaricarle” sui vettori.
Ma come rileva Laura Pierallini, avvocato di Eurofly, “i distributori dei carburanti sanno che se vogliono vendere benzina in autostrada, devono pagare un canone alla società autostradale, mostrando ai consumatori un unico prezzo finale: non si capisce quindi perché negli aeroporti aggiungono un’ulteriore voce al prezzo”.
- Venerdì 11 Maggio 2007
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Commenti
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Il 8 Giugno 2007 alle 16:13 Gli aeroporti perdono i ricorsi, incasseranno meno balzelli dalle compagnie » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Le compagnie aeree vedranno diminuire del 10 per cento i diritti che fino a ieri dovevano pagare alle società aeroportuali per avere il via a decolli e atterraggi. In particolare sarà ridotto il canone di concessione demaniale e il surplus per i voli notturni. Ancora incerto invece il destino delle royalties sui carburanti per le quali ci sono altri procedimenti in corso. Una doccia neanche tanto fredda per gli aeroporti italiani visto che la legge che ha decurtato le loro entrate risale al 2005, ed è stata pensata per rendere il mercato dell’aviazione più competitivo permettendo alle compagnie di alleggerire i costi e abbassare i prezzi dei biglietti. I gestori speravano di poter annullare le decurtazioni ricorrendo ai tribunali amministrativi. Ma i giudici sembrano propendere a favore delle compagnie. Il 4 giugno scorso il Tar del Lazio ha respinto con sentenza il ricorso presentato da Adr (Aeroporti di Roma) contro Alitalia ed Eurofly. Tre giorni dopo, lo stesso tribunale, questa volta con un’ordinanza, ha rispedito al mittente anche i ricorsi degli aeroporti di Perugia e del Friuli Venezia Giulia. Con la gioia non solo dei vettori ma anche dei cittadini che potrebbero vedere entro qualche anno, realizzati sconti sostanziali sui voli. [...]
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