I taxi? Dopo il decreto Bersani, sempre pochi e più cari

Manifestazioni dei tassisti a Roma contro le liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani
Alla fine sono scesi in sciopero (il video Ansa) come minacciavano.
L’8 maggio 25 mila tassisti (su 40 mila) hanno bloccato di nuovo le auto bianche in dieci città italiane per protestare contro l’articolo 7 del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, che sarà fra poco discusso alla Camera e, a detta di alcuni responsabili sindacali, rischierebbe di “affossare l’intera categoria”.
Eppure, dall’entrata in vigore (4 agosto 2006) il decreto Bersani ha prodotto soltanto 150 nuove licenze e tutte a Roma; oltre alle 300 di un vecchio bando che è stato sbloccato e a 1.000 da assegnare entro dicembre 2007. Un primo risultato, visto che non se ne rilasciavano da dieci anni. Nessuna nuova licenza è stata ancora rilasciata nelle altre città, mentre a Milano, dopo l’accordo del Comune con i tassisti, sono state recuperate 250 auto in più grazie al secondo autista e alla liberalizzazione dei turni.
Nei momenti critici il servizio continua a essere inadeguato (ui un’indagine di Altroconsumo): parcheggi deserti e radiotaxi irraggiungibili anche per 40 minuti. I numeri parlano: a Milano il rapporto è di 1,6 vetture ogni 1.000 abitanti, e di 2,1 a Roma (potrebbe salire a 2,9 con le licenze aggiuntive), contro 9,9 a Barcellona, 8,3 a Londra, 7,5 ad Amsterdam.
Perfino l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici, costola del Comune di Roma, nutre dubbi sull’efficienza e sui numeri delle auto pubbliche capitoline: “Un calcolo corretto dovrebbe comprendere, accanto ai residenti, anche i lavoratori non residenti e i turisti” osserva un rapporto. Almeno sarebbe soddisfatto quel 20 per cento quotidiano di richieste che, nella capitale, non trova risposta, e che arriva al 40 nelle ore di punta.
A Milano l’assessore alla Mobilità Edoardo Croci, pur difendendo la bontà dell’accordo (”il miglioramento del servizio è indiscutibile”), ammette di essere pronto a rivederne i termini, “se il monitoraggio trimestrale sul servizio, avviato da Comune e tassisti fino a marzo 2008, dovesse mettere in evidenza carenze”.
L’argomento più spinoso resta quello delle tariffe. Che sono tra le più elevate al mondo: per 5 chilometri a Milano, in un giorno feriale, si spendono 8,75 euro, 7,36 a Roma, a fronte dei 6,24 di New York e dei 7,30 di Parigi. Però in alcune città, sono ferme dal 2001, tanto che i tassisti chiedono a gran voce di rivederle annunciando nuove mobilitazioni.
A Roma il sindacato vorrebbe un meccanismo di aumenti ogni due anni, l’assessore alla Mobilità Mauro Calamante, prima di passare a qualsiasi trattativa, è irremovibile sulla trasparenza delle tariffe: “Bisogna ragionare sia sulla quota fissa di partenza, sia sulla distinzione urbana-extraurbana, sia sui supplementi, con l’obiettivo finale di pagare l’importo segnato dal tassametro. Senza aggiunte, secondo il principio della certezza del costo”.
E a Milano? “Vogliamo il 20 per cento in più” annuncia sbrigativo Salvatore Falco dell’Associazione tassisti milanesi, citando l’aumento di benzina, vetture e riparazioni. Tutto il contrario dell’obiettivo di partenza che puntava a ridurre i prezzi.

Commenti

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Il 14 Maggio 2007 alle 13:38 gustaveflaubert ha scritto:

Aggiungo una cosa sui tassisti di Milano: ma vi rendete conto che a Milano la metropolitana raggiunge i più sperduti paeselli della Brianza e NON l’aeroporto di Linate, che si trova a poche centinaia di metri dal centro?
E che questo serve solo per tenere buona la lobby dei tassinari meneghini, che così hanno il monopolio di quel brevissimo percorso.
E il bello che nessuno se ne lamenta, a tutti sembra normale.
In quale altro capoluogo europeo accadrebbe?

Il 14 Maggio 2007 alle 13:43 mario_portanova ha scritto:

Immagino che l’assessore di milano Edoardo Croci non viva a milano, o che non abbia mai chiamato un tassì in vita sua (ah già, lui avrà l’auto blu gratis 24 ore al giorno, che se ne fa dei taxi?). Per “mettere in evidenza le carenze” gli basterebbe provare il servizio radiotaxi, una quasivoglia sera feriale, così, tanto per fare un test.

Il 15 Maggio 2007 alle 15:29 Tre ha scritto:

TAXI: I GIOCHINI DI BANKITALIA, DELL’ANSA E RUTELLI PER CREARE UN MONOPOLIO

Nell’Occasional Paper n. 5 di febbraio [1] BankItalia ha ancora una volta dato prova della sua strumentalità ai poteri forti, piuttosto che al Bene Comune. Il documento, infatti, è tornato utile ai mass media per denunciare la timidezza della riforma Bersani nel settore dei taxi e del noleggio con conducente (n.c.c.). Com’è tipico della maggior parte dei rapporti utilizzati dalle lobbies che controllano i mass media, lo studio gioca sull’effetto emozionale del lettore, denunciando (apparenti) maggiori costi ed (apparenti) inefficienze di servizio, procedendo con i soliti sintetici paragoni con il resto d’Europa e del mondo, ma senza andare ad analizzare in modo puntuale il perché di queste differenze…

Il 31 Maggio 2007 alle 9:51 Sciopero dei taxi, paralisi a Roma. E a giugno tocca ai benzinai » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Tornano a fermarsi le auto pubbliche. Le organizzazioni dei tassisti hanno infatti indetto una manifestazione per oggi a Roma. Proclamato una decina di giorni fa, lo stop è il secondo nel giro di poche settimane, dopo quello dell’8 maggio. Al centro delle proteste, che renderanno ancor più caotico il traffico in città, ci sono le norme sul cosiddetto “trasporto innovativo” contenute nel disegno di legge sulle liberalizzazioni, attualmente al voto della Camera. [...]

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