
Anche nel mestiere più antico del mondo c’è spazio per nuove idee. A dimostrarlo è l’austriaco Alexander Gerhardinger, 45 anni portati così così, un passato da agente immobiliare e una famiglia da nutrire.
Da un anno è proprietario della nota casa chiusa Goldentime, situata nell’undicesimo distretto di Vienna. Duemila metri quadrati di “perdizione” a livello medio-alto, 30 ragazze come inquiline, 120 clienti giornalieri e un fatturato di 3 milioni di euro l’anno.
Gerhardinger incassa dalle prostitute solo l’affitto per le camere (60 euro al giorno) e dai clienti il biglietto d’ingresso (80 euro). Un bordello come tanti altri in Austria, Paesi Bassi e Germania, dove il sesso a pagamento è un mestiere legale come tutti gli altri e solo il suo sfruttamento viene perseguito dalla legge.
Ma l’imprenditore viennese guarda oltre e ha fondato la società per azioni Rb Immo che debutterà in borsa nel 2008. A chi pensa che questo nuovo filone sia un buon investimento offre i titoli a un prezzo di lancio di 13 euro.
La sua visione? Dare vita a una catena europea di case chiuse con filiali in decine di città gestite col sistema del franchising e riconoscibili da una corporate identity omogenea: stesso nome (Goldentime, naturalmente), stesso arredamento, stessi prezzi, stessi servizi.
“Praticamente tutti i segmenti commerciali sono ormai strutturati in grandi catene” spiega Gerhardinger. “Dall’abbigliamento ai supermercati, dalle drogherie alle videoteche, dalle pizzerie ai sex shop, ovunque troviamo le filiali delle stesse, grandi catene commerciali”.
Solo nel settore dei bordelli mancano ancora le catene con decine, centinaia di filiali. L’unico tentativo l’ha fatto anni fa in Australia Andrew Harris. L’imprenditore viennese vuole occupare questo settore di mercato fondando la sua catena di case chiuse e quota la società in borsa per raccogliere i fondi necessari.
Le prime filiali di Goldentime sono già in costruzione a Innsbruck e Monaco di Baviera, altre seguiranno nei prossimi mesi in Austria e nel sud della Germania. “Le ragazze avranno così la possibilità di andare in tournée da una città all’altra” anticipa con sincero entusiasmo imprenditoriale Gerhardinger “e ai clienti verrà assicurata un’offerta sempre nuova”.
Della sua idea si può sorridere, ironizzare o anche scandalizzarsi, come ha fatto almeno un terzo dei suoi amici e conoscenti. Ma Alexander non è un “protettore”, è l’amministratore delegato e il fondatore di una vera spa.
Il prossimo sogno? Creare un bordello per clienti donne.
- Lunedì 14 Maggio 2007
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Commenti
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Il 15 Maggio 2007 alle 10:03 giancarlob ha scritto:
Post divertentissimo. Ai miei tempi questi qui li chiamavano “papponi”, o “magnaccia”. Ora li chiamano imprenditori, si quotano in borsa e le loro foto in posa finiscono sulle pagine di economia. Boh.
Però complimenti per il logo.
Il 17 Maggio 2007 alle 16:55 Corrado Buccieri ha scritto:
Sono contrario alla Borsa,ovviamente il
titolo dà risonanza,però dopo i fatti
di ieri a Padova,la dimostrazione delle
prostitute che vogliono lavorare,e se il
lavoro non si può negare a nessuno,
perchè non regolarizzarlo?
Il ministro del lavoro dice che bisogna
combattere il lavoro in nero,allora
anzichè fare la multa al cliente che
va dalla prostituta,perchè non si fa
a quest’ultima che non emette fattura.
Accertato che la prostituzione è il
lavoro più antico del mondo e nessuno
potrà mai abolirlo,si facciano pagare le tasse,caro ministro,avremmo un altro
tesoretto.
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