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- Un commento

Si tratta solo di mettersi d’accordo sulle date.
“Abbiamo fatto ripartire l’Italia”, dice trionfalmente il presidente del Consiglio Romano Prodi, celebrando il primo compleanno del suo governo. “Ci eravamo promessi di far ripartire l’Italia. Ci siamo riusciti” scrive il premier nell’opuscolo Un anno di governo, distribuito al termine del consiglio dei ministri in occasione dell’anniversario dell’esecutivo.
“I sostegni alle famiglie e alle condizioni di particolare bisogno andranno rafforzati ed estesi sia sul piano delle agevolazioni fiscali e dei trasferimenti monetari, sia ponendo al centro dell’azione del governo le politiche troppo spesso dimenticate della casa”, scrive Prodi nel documento.
Sarà una questione di date, appunto. Perché leggendo le statistiche fiscali delle dichiarazioni redditi del 2004, l’entusiasmo del Prof. sarebbe fuori luogo (e tempo). Già, perché il reddito complessivo medio dichiarato dai contribuenti italiani è di 16.784 euro: il 95% dei contribuenti, sempre secondo le statistiche Irpef, ha infatti dichiarato meno di 40.000 euro nel 2004. Solo 300.000 (lo 0,7%, una manciata), i contribuenti con redditi superiori ai 100.000 euro. Su oltre 40 milioni di dichiarazioni Irpef ce ne sono 15 milioni in cui i contribuenti dichiarano un reddito complessivo minore di 10.000 euro l’anno.
Se si passa dall’Irpef all’Ires (Imposta sul Reddito delle Società) invece risulta che una società di capitali su due ha un reddito “zero” o è addirittura in perdita.
Sono alcuni dei dati sulle dichiarazioni dei redditi 2004 diffuse dal ministero dell’Economia e delle Finanze che immettendo una serie notevole di dati sul web ha dato il via a quella che lo stesso vice ministro Vincenzo Visco ha definito “operazione trasparenza”. Che è finalmente partita nei confronti delle società dove, pur considerando tutti i fattori che entrano nelle medie statistiche, dice Vusco senza mezzi termini: “C’è un sacco di evasione”. Un sacco gonfio, in realtà, dalle “dimensioni imbarazzanti”, molto più alta del 16-17% delle stime ufficiali: secondo il dipartimento delle politiche fiscali sarebbe addirittura al 27% (localizzata più a sud che a nord, “anche se qui ha dimensioni maggiori”).
Tornando invece alle statistiche fiscali, il reddito delle persone, il vice ministro parla di “disagio rilevante”. Il 37% dei contribuenti italiani, 15 milioni su 40,5 dichiara un reddito inferiore ai 10.000 euro l’anno. Per semplificare, più di un italiano su tre vive con un po’ più di 800 euro al mese. “Ci sono fasce di disagio rilevanti”, ha commentato il vice ministro Vincenzo Visco, spiegando che in quelle classi di reddito ci sono “più tipi di percettori di reddito, dai lavoratori dipendenti discontinui ai pensionati. Dobbiamo poi tenere conto che nel nostro paese il livello di reddito è più basso che nella media europea. L’unica soluzione è una crescita stabile dell’economia”.
Che Prodi assicura è iniziata almeno da un anno…
- Giovedì 17 Maggio 2007
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Commenti
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Il 19 Maggio 2007 alle 8:05 Corrado Buccieri ha scritto:
Prodi ci deve dire se è ripartita
a diesel a benzina,o gpl.
Ieri sera ho sentito che le spese del
Quirinale,a cominciare da lì,sono le più alte,di fronte al Regno Unito,alla
Germania,all’Eliseo, ecc.
L’Italia ripartirà solo da una vera
riorganizzazione della classe politica.
Tutti ne parlano,ma nessuno comincia
a darci un segnale.
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