
Il New York Times un paio di anni fa lo ha definito il terzo festival Jazz più importante del mondo. Senza dubbio è la manifestazione più importante per Perugia visto che porta ogni anni 250mila visitatori pronti a spendere 18 milioni di euro nelle strutture ricettive cittadine. Si tratta di Umbria Jazz, un festival che quest’anno compie 34 anni e che a luglio porterà sui palcoscenici del capoluogo umbro mostri sacri del calibro di Keith Jarrett (10/07), Pat Metheny (13/07) e Sonny Rollins (14/07). I primi anni il festival assunse la veste di un evento simbolo della contestazione e il motto dei giovani visitatori che partecipavano a concerti (gratuiti) era “la musica è nostra e la vogliamo”.
Perugia, che ha un centro storico piuttosto minuto, si trasformò in un tappeto di sacchi a pelo e la situazione divenne talmente ingestibile da portare gli organizzatori a sospendere il festival per tre anni. A quel punto la Regione ha deciso di cedere la gestione dell’evento a un’associazione culturale, tra i finanziatori sono entrati gli sponsor privati, i concerti non sono stati più tutti gratuiti e i visitatori hanno cominciato a pagare il biglietto.
Siamo nel 1982. Nessuno avrebbe scommesso nella resurrezione di UJ, ma inaspettatamente gli italiani si sono scoperti amanti del jazz e senza batter ciglio hanno cominciato a pagare per entrare nei microteatri di pomeriggio e nei jazz club di notte.
Nel 2003 il secondo cambio di direzione: riportare i grandi concerti negli spazi aperti. Così arrivano nomi del calibro di Elton John, Carlos Santana e Eric Clapton con cachet che superano i 200 mila dollari, e le spese totali del festival raggiungono i 3,2 milioni di euro.
A questo punto è diventato necessario un ulteriore sforzo economico per raggiungere il pareggio: gli sponsor privati hanno contribuito con 1,2 milioni (quest’anno tra i maggiori: Birra Peroni, Nestlè, Unicredit e Fiat), ai quali si aggiungono gli 800 mila in arrivo dagli enti (Regione Umbria, Province di Perugia e Terni, Comune di Perugia,
Camera di commercio e Fondazione Cassa di risparmio di Perugia). Un altro milione e due arriva da incassi di biglietti e merchandising.
- Martedì 22 Maggio 2007
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