
Il 1° luglio partirà la completa liberalizzazione del mercato elettrico residenziale. In pratica anche le famiglie saranno libere di scegliere il fornitore di energia elettrica.
I big del settore, in particolare Eni e Edison, si stanno già dando battaglia per sottrarre il maggior numero di clienti all’Enel e alle municipalizzate elettriche che operano nelle principali città. Proprio come accade con i gestori telefonici. Ma per il consumatore finale i risparmi resteranno un miraggio o la liberalizzazione produrrà effetti anche sulla bolletta elettrica che, in media, è più alta del 30% rispetto al resto d’Europa?
L’Autorità dell’Energia ha chiesto alle aziende una maggiore chiarezza sulle offerte e sulle tariffe e una maggiore trasparenza sulle promozioni commerciali che verranno proposte ai clienti. Tra le diverse informazioni, infatti, i fornitori dovranno chiarire le offerte e gli sconti in bolletta (con il trasloco gratuito e trasparente, senza cambi di contatore verso il nuovo fornitore di energia). Le associazioni dei consumatori e le aziende possono accedere al secondo documento di consultazione pubblica per inviare suggerimenti e proposte in vista della scadenza di luglio.
I produttori promettono bollette meno salate ma per capire se la maggiore concorrenza avrà effetti bisogna aspettare qualche mese. Al momento non resta che mettere in evidenza il fatto che il processo di liberalizzazione del mercato elettrico italiano, iniziato nel 1996 con l’apertura delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, non ha avuto i risultati sperati. Almeno sul fronte degli utenti finali, visto che i colossi energetici hanno continuato a macinare utili a tutto vantaggio per l’azionista Tesoro (il ministero dell’Economia possiede ancora le quote di controllo di Eni e Enel) e dei fondi di investimento.
A oggi non sono stati raggiunti gli obiettivi che il governo si era posto, e cioè diminuzione del costo dell’energia, miglioramento della qualità generale del servizio e diversificare delle fonti energetiche. In Italia manca ancora un Piano nazionale dell’energia. Senza un’inversione di rotta a più ampio respiro è difficile ipotizzare che i consumatori pagheranno di meno semplicemente cambiando fornitore di elettricità.

- Mercoledì 23 Maggio 2007
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Commenti
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Il 23 Maggio 2007 alle 15:42 Corrado Buccieri ha scritto:
Meno cara? è un’illusione che forse
apparirà,nel solo periodo di assestamento.
Il 28 Maggio 2007 alle 18:01 L’immagine dell’Eni fa corto circuito: indagato Scaroni » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Era stato lo stesso amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni a lanciare la nuova grande campagna pubblicitaria dell’azienda energetica. Obiettivo: dare 24 consigli ai consumatori per risparmiare fino al 30 per cento di energia. Ma soprattutto, rilanciare l’immagine della società in vista della liberalizzazione del mercato che partirà il primo luglio. Insomma, da quella data, marchi come Enel, Aem, Eni, Snam si potranno fare concorrenza e lotteranno, come fanno ad esempio le compagnie telefoniche per accaparrarsi ogni singolo utente. Peccato che oggi sul marchio Eni, e non solo, sia arrivata una pubblicità tutt’altro che desiderata: l’ad Scaroni è finito sotto inchiesta a Milano con l’accusa di truffa, per aver utilizzato misuratori venturimetrici non regolari, che avrebbero conteggiato consumi maggiori rispetto alla realtà. [...]
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