La politica basata, quasi esclusivamente, su utilizzo del petrolio e sul gas e un’elevata tassazione della bolletta energetica, costringe i consumatori italiani a pagare le tariffe più care d’Europa. Evidentemente quello fatto finora non basta. Occorre realizzare nuove centrali e rendere più efficienti quelle esistenti, utilizzando combustibili a basso costo, riducendo il gap tra il costo dell’energia prodotta in Italia e quella prodotta all’estero. Buoni propositi che rispuntato ogni qualvolta si parla di strategie per garantire continuità al servizio elettrico e un’adeguata riserva operativa di produzione nazionale per porre fine alla situazione di rischio blackout cui è sottoposto il sistema elettrico nazionale.
Purtroppo l’Italia deve fare i conti con una situazione di grave debolezza strutturale dell’intero sistema energetico, e con il paradosso che mentre, da una parte si è bloccata la produzione di energia nucleare in Italia, dall’altra si continua a importare, in modo crescente, energia di origine nucleare dai paesi confinanti (Francia, Svizzera, Slovenia). Di recente, peraltro, Enel è entrata direttamente nella produzione di energia atonica in Slovacchia e a breve anche in Spagna con l’acquisizione di Endesa.
Inoltre, per quanto riguarda gli impianti tradizionali, si è lasciata agli enti locali la possibilità di veto per la realizzazione di nuovi elettrodotti e rigassificatori.
- Mercoledì 23 Maggio 2007
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Commenti
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Il 23 Maggio 2007 alle 10:24 Da luglio energia libera per tutti. Ma sarà anche meno cara? » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] La non politica energetica italiana [...]
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