
La versione ufficiale di Banca Intesa-San Paolo a proposito della notizia di Panorama.it dal titolo Toto gioca a nascondino e precipita l’intesa per Alitalia è di non aver concesso alcun mandato ad alcuna società perché effettuasse verifiche sui conti della Ap Holding o su perizie attestanti il valore della stessa società creata qualche mese fa dall’imprenditore abruzzese Carlo Toto in cui sono state inserite le attività aeronautiche del gruppo, a cominciare da Air One.
In realtà la verifica sulla perizia che attribuisce ad Ap Holding un valore tra 860 milioni di euro e 1 miliardo e 70 milioni prima o poi quasi inevitabilmente dovrà essere effettuata da Banca Intesa che fin qui ha deciso di sostenere finanziariamente Toto nel suo sogno di acquistare Alitalia. In base a quella perizia le attività aeronautiche di Toto sono state conferite ad Ap Holding ad un valore di 870 milioni di euro, una cifra che lascia perplessi molti esperti del settore trasporti ed analisti di bilancio. La valutazione è opera di un perito nominato dal tribunale di Chieti, la città di origine di Toto dove hanno sede le attività del gruppo nato intorno ad un’impresa di costruzioni. L’attendibilità economica di quella perizia giurata è stata messa in discussione in questi giorni da diversi osservatori ed un giornale è arrivato addirittura a scrivere che Toto «ha fatto supervalutare la sua Air One dal tribunale di Chieti».
- Venerdì 25 Maggio 2007
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Commenti
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Il 27 Maggio 2007 alle 9:57 Fustigatore ha scritto:
Te pareva….
Ristrutturare e rilanciare seriamente affidando Alitalia ad un Fondo con grande esperienza nel settore o consegnarla ad 1 imprenditore indebitato,senza risorse, con bilanci di poco positivi grazie ad artifici contabili poco chiari ( non è 1 caso che si tenga ben lontana dalla quotazione in Borsa), allo scopo di continuare a “controllarla” indirettamente tramite i rapporti “politici” a doppio filo con l’imprenditore abbruzzese….
Insomma anche stavolta l’establishment politico dimostrerà la propria pochezza!
Un’altra occasione persa!
Speriamo bene!
Il 29 Maggio 2007 alle 11:53 Irrequieto ha scritto:
Air One almeno non si trova a dover svalutare la flotta, visto che la maggior parte degli aerei sono in leasing. Alitalia invece è sempre stata furba, quasi tutti gli aerei sono stati comprati, in più qualche optional se lo faceva montare con gli aerei pronti e i costi si aumentavano. Poi quando si è ritrovata con le pezze al sedere li ha ipotecati quasi tutti e con banche diverse, bisogna far lavorate tutti, no? Ma l’Air One non è la soluzione peggiore, semmai paragonata alle altre due, la meno influente. Ma ve l’immaginate che succede se, una volta precipitate le azioni per la gioia dei candidati, il Tesoro o i Trasporti rilevano la quota? Na moria di speculatori!!! Poi magari, è lo Stato a prendersi i “gadget” che in genere si regalano a chi compra 70-80 aerei da trasporto ed Alitalia, deve rinnovare la flotta, no? Per 75 Airbus A 320 la spesa, centesimo più, centesimo meno non dovrebbe essere inferiore a 4,5 miliardi di euro. Ma non è che riescono a vendere Alitalia ai privati facendo pagare agli italiani gli aerei scelti dai privati? E i gadeget chi se li magna?
Il 17 Luglio 2007 alle 22:25 Alitalia, la gara fallisce. E la compagnia aerea? » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Molti analisti del settore pensavano che Toto e la sua Airone non fossero il miglior partner possibile di Alitalia. Ma dopo il ritiro del fondo statunitense Tpg e dell’Aeroflot, la compagnia dell’Ap Holding sembrava l’ultima scialuppa di salvataggio per la disastrata compagnia di bandiera che pure aveva avuto un glorioso passato, se non altro per l’appoggio del gruppo Intesa San Paolo. [...]
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