
Matteo Colaninno, 36 anni, sposato, è presidente nazionale dei giovani imprenditori e vicepresidente della Confindustria.
È vicepresidente del gruppo Piaggio, il più importante nel mercato delle due ruote a livello continentale, cui fanno capo alcuni tra i più prestigiosi marchi del settore, con 7 mila dipendenti, sette stabilimenti e attività commerciali in oltre 50 paesi. Nel 2001 è stato protagonista, insieme con altri investitori, del rilancio della Banca popolare di Mantova, diventandone vicepresidente. Ha ricoperto dal 2003 la carica di vicepresidente di Yes for Europe, la Confederazione europea dei giovani imprenditori.
È dura fare un convegno una settimana dopo l’intervento di Luca di Montezemolo. Direi che il presidente vi ha rubato la scena.
Io direi di no. Il tema delle riforme, che dà il titolo al convegno di Santa Margherita, è sempre stato al centro dei nostri discorsi. E poi sono iniziative che facciamo con e dentro la Confindustria.
Sarà, ma una volta i giovani erano l’ala movimentista della Confindustria. Un ruolo che, con Antonio D’Amato prima e con Montezemolo adesso, vi hanno rubato i grandi.
Come presidente mi sembra di aver movimentato parecchio. Nel 2005 abbiamo ribadito il valore dell’impresa familiare quando tutti la incolpavano di essere un fattore di crisi. Poi abbiamo rilanciato l’importanza della governance, e quindi della responsabilità dell’impresa, che vuol dire fare, oltre che chiedere.
I maligni dicono che si parla di voi due volte all’anno, in coincidenza con i vostri convegni di Capri e Santa Margherita. E pensare che lei voleva eliminarli…
Ma come, se siamo sempre in tv… Anzi, sono stato il loro più strenuo difensore, perché i due convegni sono un appuntamento fondamentale del nostro dibattito.
C’è chi ha accusato Montezemolo di avere omesso dalla sua relazione ogni accenno autocritico alla categoria. Provvederà lei nel suo discorso di Santa Margherita?
Abbiamo sempre fatto autocritica, se necessario ne faremo ancora. Ma non bisogna esagerare, se no diventa masochismo. Comunque cercherò di accontentarla.
Da industriale, qual è il peggior difetto degli industriali?
L’innamoramento totale verso l’impresa, che può condurre a qualche errore nella gestione. È un problema emerso con particolare evidenza negli ultimi cinque anni.
Due domande in una: tendenza Montezemolo (impresa che fa politica) o tendenza Sergio Marchionne (impresa lontana dalla politica); e che cosa pensa degli industriali che scendono in campo?
Da leader dei giovani non ho dubbi che fare impresa e sentirsi ceto dirigente non vuol dire confinarsi dentro i cancelli dell’azienda. L’industriale è un cittadino, e come tutti i cittadini ha diritto di impegnarsi per il bene della cosa pubblica.
Dia serenamente un voto al governo e uno all’opposizione.
Darei un 6 al governo, che è la media fra alcuni voti alti dei riformisti e voti molto bassi della sinistra antagonista. All’opposizione darei un 7 pieno. Mi sembra tonica pur nelle sue diverse articolazioni.
Chi salvate del governo oltre a Pierluigi Bersani, di cui siete da sempre degli estimatori?
Sicuramente Massimo D’Alema, che ha interpretato molto bene la politica estera del nostro Paese. Poi Linda Lanzillotta, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e Giovanna Melandri, che per i giovani non si è mai tirata indietro.
Famiglia o Dico?
Totalmente per la famiglia. Senza se e senza ma.
D’accordo con quello che ha detto Mario Monti sul fatto che le banche sono un potere occulto?
No, io la questione la vedo in positivo. Le imprese e l’economia del mondo hanno bisogno di forti aggregazioni bancarie, su questo non ci piove. Il resto è una derivata, secondaria e soprattutto temporanea.
- Venerdì 1 Giugno 2007
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Commenti
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Il 4 Giugno 2007 alle 11:55 sandra.masoncelli ha scritto:
‘orcamiseria, 36 anni e ha già fatto tutta questa carriera? Complimenti. Ma è mica parente di qualcuno? No, vero?
Il 4 Giugno 2007 alle 15:35 missvonclausewitz ha scritto:
No, il giovane Matteo Colaninno è uno che si è fatto da sè: è vicepresidente della Piaggio, il cui presidente è… vabbè, suo padre, ma questa deve essere una pura coincidenza.
E se così non fosse, Matteo è anche nel Consiglio d’Amministrazione di IMMSI Spa e della Rodriquez Cantieri Navali, che… maledizione, entrambe sono aziende del padre.
Vabbè almeno alla Popolare di Mantova ci sarà entrato da solo, no?? ;-)
Il 8 Settembre 2007 alle 10:50 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Pura coincideza ? Ma per favore non raccontiamoci filastrocche.
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