
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Il vecchio adagio non sembra fare breccia nei dipendenti privati alle prese con la destinazione del Tfr. Siamo a giugno ed entro il 30 del mese bisogna scegliere la destinazione del trattamento di fine rapporto (qui l’abc di Panorama), ma secondo i dati a disposizione del governo sarebbero ancora pochi i lavoratori con le carte in regola.
La task force istituita presso il ministero del Lavoro sarebbe in allarme tanto che, secondo alcune indiscrezioni attendibili, i tecnici del ministro Cesare Damiano aspetterebbe i dati di fine di maggio per decidere il da farsi. L’esecutivo vorrebbe evitare di dilatare ancora i tempi, ma se i numeri dovessero confermare che gli italiani stanno ritardando la scelta, non è escluso che il ministero possa concedere una finestra. Si ipotizza, comunque, un lasso di tempo non superiore ai tre mesi.
La decisione, eventualmente, verrebbe comunicata solo a ridosso della scadenza del 30 giugno per costringere comunque i dipendenti ad accelerare la scelta. La riforma del governo riguarda ciascun lavoratore dipendente, a eccezione dei lavoratori domestici e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che devono scegliere di destinare il proprio Tfr maturando, cioè futuro, alle forme pensionistiche complementari oppure di mantenerlo presso il datore di lavoro.
- Venerdì 1 Giugno 2007
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Commenti
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Il 1 Giugno 2007 alle 16:08 Corrado Buccieri ha scritto:
Il boccone è grosso,la decisione ardua
e quindi una proroga è senz’atro obbligata.
Il 4 Giugno 2007 alle 22:08 cobo ha scritto:
È vergognoso, non c’è stata nessuna vera informazione neanche da parte dell’INPS, nessuno che spiega cosa significa e a chi spetta avere una prestazione pensionistica con il calcolo retributivo-contributivo o misto (fondamentale per la scelta).
Tutti danno per assodato che bisogna aderire a una forma pensionistica aggiuntiva a quella dell’INPS come se l’ente previdenziale fosse in passivo ma se si guardano i bilanci ci si accorgerebbe che è stato in attivo sino al 2006 e le previsione lo sono anche per il 2007.
Bisogna ricordare che l’ INPS paga l’assistenza ai cittadini con i soldi risparmiati dai lavoratori (previdenza) invece di farli ricadere sulla fiscalità che così graverebbero su tutti.
Separando l’assistenza dalla previdenza si potrebbe scoprire che potremmo permetterci di garantire a tutti una prestazione pensionistica con il calcolo del sistema retributivo (più favorevole) e che il calo demografico (lavoratori attivi) e supportato dai lavoratori stranieri.
Alla luce di questi dati oggettivi diventerebbe inutile decurtare i lavoratori delle somme accantonate per fine rapporto (TFR) che anche se poco rivalutate(circa 2,25 ) rappresentano una certezza soprattutto quando si ha la sfortuna di essere occupati in una azienda con prospettive incerte.
Il 6 Giugno 2007 alle 12:46 Tfr senza via di fuga. Tutte le incognite sulla liquidazione » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] A meno di un rinvio dell’ultima ora, si stringono i tempi per quella che si annuncia una scelta senza via di fuga. Il 30 giugno è infatti il temine ultimo per decidere la destinazione del trattamento di fine rapporto (qui l’abc di Panorama) maturato dopo il primo gennaio 2007. Nonostante il decreto legislativo 252 del 2005 stabilisca che l’adesione ai fondi è volontaria e libera, se il dipendente non effettua la scelta, il Tfr verrà convogliato automaticamente a un fondo di previdenza di categoria. La decisione è irreversibile. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha auspicato che questo meccanismo possa essere rivisto, ma al momento non esiste la possibilità di tornare indietro. È l’effetto perverso del silenzio-assenso. Chi non fa sentire la propria voce, si vedrà affidati i soldi a un fondo di cui conosce ben poco e di cui ignora la maggior parte delle condizioni. E anche in caso di brutte sorprese, nessuna marcia indietro. Le incognite sono tante. A cominciare dalla tassazione, che attualmente è pari all’11% per le rendite finanziarie e al 15% circa per le erogazioni pensionistiche. Ma, è risaputo, che la materia è nel mirino del governo e c’è il rischio che possano intervenire pericolosi adeguamenti delle aliquote una volta archiviata la riforma del Tfr. Riuscirà la gestione del fondo a mettere il capitale del lavoratore al riparo delle fluttuazioni di Borsa? [...]
Il 5 Febbraio 2010 alle 3:13 My Domain ha scritto:
Joe…
Check out my domain sometime….
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