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Sulle strade italiane ci sono meno incidenti ma indennizzarli costa sempre di più.
La frequenza dei sinistri registrata in Italia lo scorso anno è diminuita dell’1,48% rispetto al 2005. Tuttavia il costo medio dei risarcimenti pagato dalle assicurazioni è aumentato, soprattutto a causa dei danni alle persone che si sono fatti più frequenti e quindi anche più costosi, passando da 13.106 euro a 13.490 euro, “annullando i benefici derivati dalla riduzione della frequenza sinistri”.
A fare i conti è stata l’Ania, l’associazione delle compagnie assicuratrici, che sottolinea come la frequenza dei sinistri sia andata diminuendo all’8,39% dall’8,51%, il che significa comunque che ogni 100 auto ce ne sono più di 8 che commettono incidenti. Una riduzione in parte dovuta, afferma l’Ania, al “forte aumento del prezzo dei carburanti, che ha ridotto l’utilizzo dei veicoli”.
Le notizie sono dunque positive, almeno apparentemente. Perché in realtà, continua l’associazione delle compagnie, il costo medio dei sinistri, ottenuto dal rapporto tra il costo totale degli incidenti (pagati e messi a riserva) e il loro numero è aumentato del 2,2%, “anche se la dinamica di crescita si è ridotta negli ultimi anni” (nel ‘99 e nel 2000 l’incremento arrivava ad oltre il 10%). Il costo medio è infatti salito a 4.136 euro contro i 4.047 del 2005 e i 3.982 del 2004.
In Italia, il costo medio dei sinistri resta così tra i più elevati in Europa, in parte proprio per l’alta incidenza dei sinistri con danni alle persone che nel 2006 è stata pari al 21% del totale. Praticamente in un incidente su cinque, l’anno scorso qualcuno si è fatto male. Il differenziale con l’Europa è in gran parte dovuto alla diffusione delle microlesioni, a partire dal famoso colpo di frusta, “del tutto fuori linea”, spiegano all’Ania, rispetto agli altri paesi del vecchio continente.
Per Adusbef e Federconsumatori vi è una “leggera sfrontatezza” da parte dell’Ania nel perseguire una linea contraria agli interessi dei propri clienti: “Siamo di fronte a due fenomeni molto positivi quali la diminuita incidentalità nel nostro Paese, anche per l’introduzione della patente a punti e dell’indennizzo diretto, che sta comportando importanti tagli alle voci di spesa per i più diversi servizi di perizia. Due questioni che dovrebbero determinare una caduta della polizza assicurativa dal 15 al 20%, con un risparmio da 120 a 160 euro all’anno per assicurato”.
Qui il VIDEO servizio.
- Lunedì 11 Giugno 2007
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Commenti
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Il 11 Giugno 2007 alle 18:14 Corrado Buccieri ha scritto:
E’ la solita nota annuale dell’ANIA.
Se qualcuno si prende la briga di
riscontrare gli articoli apparsi sulla
stampa dello scorso anno e quello precedente,sia dell’Ania sia delle
associazioni dei consumatori,non troverà nulla di nuovo.
Il 12 Giugno 2007 alle 11:24 sandra.masoncelli ha scritto:
Una leggera sfrontatezza??? In 13 anni fa nel settore assicurazioni auto le tariffe sono più che triplicate!
Quello delle assicurazioni auto è un settore in cui la concorrenza non esiste: i consumatori trovano ovunque gli stessi prezzi, le stesse clausole vessatorie. E questi dell’anie dicono che se ci sono meno incidenti è merito del prezzo della benzina… che bello, come siam o contenti, aumenta il prezzo della benzina, evviva!
Il 15 Giugno 2007 alle 18:23 Corrado Buccieri ha scritto:
La concorrenza c’è, ma è quella dei vari
supermercati.Da una parte costa meno la
coca.cola, da un’altra l’aranciata.
Così nelle assicurazioni,una fa pagare
meno il motorino, un’altra una casalinga
con una fiat 500.
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