- Tags: asta, energia, gara, gas, Gazprom, Gazpromban, Kommersant, Mosca, palazzo, petrolio, prezzo, Russia
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Dove pensate si trovi il palazzo più caro del mondo? A New York, a Tokio, Dubaj o Londra?
Macché, sta a pochi Km dal centro di Mosca, neanche tanto vicino al Cremlino: in via Dubininskaja.
È un palazzo moderno di 22 piani, niente di particolare, ex sede della Yukos, venduto all’asta fallimentare (molto simile a quella in cui Eni ed Enel si sono impossessate dei giacimenti russi) all’incredibile prezzo di 100 miliardi di rubli (circa 4 miliardi di dollari).
Ad aggiudicarsi la gara una piccola e sconosciuta srl, la Prana, che l’ha spuntata niente meno che sul colosso pubblico del petrolio russo Rosneft.
Chi ha preso parte all’asta dice che sembrava di essere al tavolo da gioco di un Casinò: dopo una serie di rialzi, il prezzo è lievitato a 5 volte il valore iniziale (che era di 22 miliardi rubli). Essendo il palazzo di 28 600 metri quadri, facendo i calcoli si arriva a 140 mila dollari circa (o circa 100 mila euro) al metro quadro. Cifre che seppelliscono i record italiani di via Condotti a Roma (19 mila euro) o del quadrilatero della moda a Milano (con i suoi 16 mila euro).
L’asta è stata battuta l’11 maggio, ma solo pochi giorni fa la vincita è stata ufficializzata dall’Antitrust russa, incuriosita dal fatto che una società così piccola sia riuscita a battere un colosso statale.
Si dice comunque che i bagni del palazzo non siano ornati da rubinetti d’oro: certo, i 22 piani di via Dubininskaja sono ben attrezzati e completamente cablati con la fibra ottica. Ma ciò non basterebbe a giustificare il valore dell’edificio che “sarebbe di qualche centinaia di milioni di dollari”. Sui perché e su chi ci sia dietro l’acquisto, il quotidiano economico russo Kommersant scrive che gli acquirenti potrebbero essere legati a Gazprom, piu precisamente a Gazprombank.
Ma che cosa possa servire a Gazprom un edificio che non sta neanche nel centro di Mosca, (dove i padroni del gas russo dispongono tra l’altro di un enorme grattacielo - oltre a quello messo già in cantiere a San Pietroburgo), non si capisce se non - come sostiene appunto Kommersant - per dimostrare la sua potenza e la sua enorme disponibilità economica, nei confronti di Rosneft.
Insomma: quella andata in scena nell’asta del mese scorso è stata una gara fatta più per l’immagine che per strategie di mercato. Una partita che Gazprom ha voluto stravincere.
- Mercoledì 20 Giugno 2007
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