Sorpresa: è lievitato il tesoretto. Padoa-Schioppa ha in tasca 3 miliardi in più

Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia
Il Dpef sarà messo nero su bianco giovedì 26 giugno. Ma le cifre che costituiscono la base per la costruzione del documento stanno già cominciando ad arrivare sul tavolo del ministro dell’economia.
Tra queste, un numero in particolare ha suscitato l’attenzione di Padoa-Schioppa: quello sulle entrate fiscali. Che vanno a gonfie vele da almeno un anno ma che negli ultimi mesi hanno fatto registrare una nuova, robusta, accelerazione. Nel documento previsionale redatto a marzo, il governo aveva stimato - per la fine del 2007 - un gettito tributario di 449 miliardi di euro. Una cifra di 16 miliardi più consistente rispetto al consuntivo dell’anno prima: un bel gruzzolo presto ribattezzato extragettito (o più prosaicamente “tesoretto“) su cui sono stati spesi fiumi di parole e sul cui utilizzo i partiti dell’Unione hanno cominciato a ragionare in chiave redistributiva, giusto per riguadagnare il consenso popolare perso dopo le elezioni del 2006.
Bene, in queste ultime ore quel gruzzolo si è fatto ancora più consistente. In questi giorni, infatti, l’Agenzia delle entrate ha comunicato al Ministero dell’Economia i dati sull’autotassazione e - dopo aver fatto alcune elaborazioni - i tecnici del dicastero di Via XX settembre hanno scoperto che, per fine anno, le entrate fiscali arriveranno a quota 452 miliardi di euro. Vale a dire 3 miliardi in più di quanto si prevedeva 3 mesi fa.
Si tratta di una sorta di “nuovo tesoretto”, un inaspettato capitale piovuto dal cielo destinato a far nascere nuovi appetiti politici. Tanto che i collaboratori di Padoa-Schioppa ed il ministro stesso considerano, paradossalmente, quest’ulteriore somma come fonte di possibili nuovi scontri nella maggioranza. Convinti come sono che ogni euro trovato per strada debba essere impiegato per ridurre lo spaventoso debito italiano - come peraltro consigliato a suo tempo da Bankitalia e da tutti i grandi organismi internazionali dall’unione europea nonché dal fondo monetario internazionale - piuttosto che speso per far contenti i tanti partiti del centrosinistra, già alzano le barricate. Anche perché il quadro macro in mano al ministro dell’economia offre altri elementi di finanza pubblica. E non tutti esaltanti. La spesa pubblica corrente continua infatti a correre, come lo stesso Padoa-Schioppa ha dichiarato al tavolo sul welfare con le parti sociali (facendo infuriare i sindacati).
Rispetto alle previsioni formulate a marzo, la spesa è peggiorata di ben 6 miliardi di euro. È soprattutto la spesa sanitaria a galoppare. E senza freni.
Inoltre, i tecnici del ministero dell’Economia - che fissano intorno al 2 per cento la crescita del Pil per il 2007 - sono convinti, e lo scriveranno anche nel Dpef, che negli anni a venire l’economia italiana non avrà il turbo innestato. Anzi, rallenterà un po’. Un elemento in più per predicare prudenza.

Commenti

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Il 25 Giugno 2007 alle 10:54 mauro ha scritto:

Aspettate che tolgono lo scalone
Poi vedete dove va il tesoretto

mauro

Il 25 Giugno 2007 alle 11:22 mauro ha scritto:

Perché prendete sempre in giro gli italiani
Ora con il tesoretto vogliono aumentare le pensioni minime .
Bravi , bravi una mossa intelligente, oggi che ci sono le entrate in più e poi cosa gli diciamo a questa gente domani ??
Scusate abbiamo scherzo, ora torniamo alla pensione che avevate prima??
Oppure dove prendiamo i soldi poi , dall’ INPS, visto che naviga nell’ oro .
Così tra qualche anno non basta più lo scalone , ma serve la torre di
Babele. Mi sembra di vedere quel ragazzino che tappava la falla sulla diga con un dito e ogni volta che chiudeva un buco si apriva uno più grande .
Vogliamo fare i seri si o no ????

Mauro

Il 26 Giugno 2007 alle 17:13 Sinistra e sindacati sfilano al Tesoro il supertesoretto » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Il tesoretto fiscale vale 6,1 miliardi di euro. È questa la cifra esatta che il governo ha deciso di stanziare sul mercato politico-sociale per accontentare l’ala sinistra della sua maggioranza e i sindacati che chiedevano risorse per le pensioni. Nel giro di una settimana, dunque, il gruzzolo è salito di oltre 3 miliardi di euro, come aveva anticipato Panorama.it e Tommaso Padoa-Schioppa ha perduto la sua battaglia “rigorista”. Ma andiamo con ordine. Nel documento programmatico di metà marzo, il ministero del Tesoro aveva previsto – per fine anno – un gettito fiscale di 449 miliardi di euro. Ma in questi ultimi giorni, i dati sull’autotassazione hanno evidenziato una raccolta ancora migliore: 552,2 miliardi. In soli 3 mesi, insomma, Prodi si è trovato in tasca altri 3,2 miliardi imprevisti. Frutto esclusivo del buon andamento dell’economia. Che fare di questa manna piovuta dal cielo? Spenderli o utilizzarli per ridurre il deficit? Il ministro dell’economia Padoa-Schioppa – pressato da tutti gli organismi internazionali (Ue, Fmi, Ocse ) – spingeva per una linea prudente. E i suoi tecnici avevano anche fatto alcune valutazioni in questa direzione: se utilizziamo il nuovo tesoretto per tagliare ulteriormente il deficit – questo il ragionamento svolto – lo portiamo già quest’anno al 2,1 per cento. Per il 2008 ci resta così altro fieno in cascina e fra qualche mese facciamo una manovra finanziaria da quasi 11 miliardi di euro e il deficit si riduce ancora: 1,5 per cento. Questa linea rigorista ha retto non più di 48 ore. Travolta dalle richieste politiche. Al ministero del Tesoro, il ministro e i suoi tecnici sono stati così costretti a cambiare il mix delle scelte. Servivano soldi per chiudere la partita delle pensioni minime, per mandare avanti alcuni cantieri dell’Anas, per coprire alcune poste andate a vuoto dell’ultima finanziaria, che – detto per inciso – è stata pesantissima. Dunque l’intero nuovo extragettito è finito sul tesoretto. Nel Dpef, il governo scriverà che – per il 2007 – il deficit tendenziale è di 2,5 miliardi di euro (comunque meglio del 2,8 indicato a marzo ) e l’Italia farà orecchie da mercante di fronte ai moniti di Bruxelles che vorrebbe un rientro più rapido nei parametri europei. I problemi veri potrebbero arrivare l’anno prossimo: le poste finanziate con l’attuale tesoretto di 6,1 miliardi sono strutturali. Però non è affatto certo che la cuccagna continui. Ad oggi, il ministero dell’economia stima intorno all’1,5 le risorse disponibili per il 2008. Anche perché la crescita economica non sarà esaltante. Insomma, il rischio che manchi la copertura finanziaria nei mesi a venire c’è. Ed è molto alto. [...]

Il 5 Marzo 2011 alle 13:05 Il tesoretto ed il fantasma della crisi « demata ha scritto:

[...] parlavano tutti, tutti davano indicazioni, tutti avevano l’idea giusta, tutti avevano delle perplessità. A maggio scorso veniva annunciato [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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