Sinistra e sindacati sfilano al Tesoro il supertesoretto


Il tesoretto fiscale vale 6,1 miliardi di euro. È questa la cifra esatta che il governo ha deciso di stanziare sul mercato politico-sociale per accontentare l’ala sinistra della sua maggioranza e i sindacati che chiedevano risorse per le pensioni (guarda il servizio video in fondo). Nel giro di una settimana, dunque, il gruzzolo è salito di oltre 3 miliardi di euro, come aveva anticipato Panorama.it e Tommaso Padoa-Schioppa ha perduto la sua battaglia “rigorista”.
Ma andiamo con ordine. Nel documento programmatico di metà marzo, il ministero del Tesoro aveva previsto – per fine anno – un gettito fiscale di 449 miliardi di euro. Ma in questi ultimi giorni, i dati sull’autotassazione hanno evidenziato una raccolta ancora migliore: 452,2 miliardi. In soli 3 mesi, insomma, Prodi si è trovato in tasca altri 3,2 miliardi imprevisti. Frutto esclusivo del buon andamento dell’economia. Che fare di questa manna piovuta dal cielo? Spenderli o utilizzarli per ridurre il deficit? Il ministro dell’economia Padoa-Schioppa – pressato da tutti gli organismi internazionali (Ue, Fmi, Ocse ) – spingeva per una linea prudente. E i suoi tecnici avevano anche fatto alcune valutazioni in questa direzione: se utilizziamo il nuovo tesoretto per tagliare ulteriormente il deficit – questo il ragionamento svolto – lo portiamo già quest’anno al 2,1 per cento. Per il 2008 ci resta così altro fieno in cascina e fra qualche mese facciamo una manovra finanziaria da quasi 11 miliardi di euro e il deficit si riduce ancora: 1,5 per cento.
Questa linea rigorista ha retto non più di 48 ore. Travolta dalle richieste politiche. Al ministero del Tesoro, il ministro e i suoi tecnici sono stati così costretti a cambiare il mix delle scelte. Servivano soldi per chiudere la partita delle pensioni minime, per mandare avanti alcuni cantieri dell’Anas, per coprire alcune poste andate a vuoto dell’ultima finanziaria, che – detto per inciso – è stata pesantissima.
Dunque l’intero nuovo extragettito è finito sul tesoretto. Nel Dpef, il governo scriverà che – per il 2007 – il deficit tendenziale è di 2,5 miliardi di euro (comunque meglio del 2,8 indicato a marzo ) e l’Italia farà orecchie da mercante di fronte ai moniti di Bruxelles che vorrebbe un rientro più rapido nei parametri europei. I problemi veri potrebbero arrivare l’anno prossimo: le poste finanziate con l’attuale tesoretto di 6,1 miliardi sono strutturali. Però non è affatto certo che la cuccagna continui. Ad oggi, il ministero dell’economia stima intorno all’1,5 le risorse disponibili per il 2008. Anche perché la crescita economica non sarà esaltante. Insomma, il rischio che manchi la copertura finanziaria nei mesi a venire c’è. Ed è molto alto.

Video servizio: il governo trova i soldi per le pensioni

Commenti

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Il 26 Giugno 2007 alle 17:12 voltaire ha scritto:

Non si è perduto niente, quando ci resta l’onore, ma non ci resta neanche quello

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richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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