
Fino a questo momento si è tenuta alla larga dalla vendita di Alitalia ma ora che il dossier, dopo la marcia indietro di Aeroflot, sta per traslocare a Palazzo Chigi, Air France avrebbe intenzione di tornare alla carica. I contatti sono ancora a livello politico. Ufficialmente fino a quando il Tesoro non si esprimerà diversamente la gara per il 49% del vettore di bandiera potrebbe benissimo andare avanti con l’unico concorrente superstite, la AirOne di Carlo Toto. Il meccanismo del prezzo minino consente, in via teorica, che la cordata in gara possa essere costretta a effettuare rilanci se richiesti dal Tesoro. Ma, con molta probabilità, una simile prospettiva non si verificherà mai.
A parte il fatto che è estremamente difficile che Toto e il suo il partner Intesa Sanpaolo possano sborsare anche un centesimo in più rispetto ai circa 0,20 euro messi in preventivo per ogni azione Alitalia in mano al Tesoro, ci sarebbe lo stesso presidente del Consiglio, Romano Prodi, a non volere cedere Alitalia a Toto. Questo nonostante il patron di AirOne sia in gara con Intesa Sanpaolo, l’ istituto di credito che più di ogni altro gode del sostegno di Palazzo Chigi, e che ad appoggiare Toto ci sia il vicepremier, Massimo D’Alema. Peraltro contro Toto sarebbe pronta a schierarsi anche la sinistra radicale per via degli oltre 2.300 esuberi già annunciati con la fusione AirOne-Alitalia.
Prodi avrebbe già dato incarico per riportare la vendita di Alitalia direttamente sotto Palazzo Chigi, con l’intenzione di far rientrare il dossier nell’ambito di quelle operazioni che saranno definite nelle prossime settimane tra Italia e Francia, a cominciare dall’ingresso di Enel nel nucleare francese. Air France non avrebbe storto naso come al solito. Se Alitalia passasse a Toto, c’è il rischio che ne possa beneficiare Lufhtansa, già partner di AirOne, mettendo a rischio la supremazia di Air France nei cieli d’Europa.
- Venerdì 29 Giugno 2007
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Commenti
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Il 29 Giugno 2007 alle 21:31 kkkk ha scritto:
Bello. Tutto questo (Air France, Lufthansa, Toto, Prodi, D’Alema, il San Paolo, …) c’entra con la concorrenza tanto quanto Don Rodrigo, Don Abbondio eccetera c’entrano con i buoni sentimenti, cioe’ nel nostro caso con le operazioni logiche e la concorrenza. Vero e’ che senza una pesante imburrata una bocconata di merda come l’Alitalia non se la becca nessuno. Ma penso men che meno i francesi, a meno di condizioni che nessuno avra’ il coraggio di confessare. Ma Prodi in queste cose e’ bravo: vedi IRI, Cirio eccetera. E’ un economista, mica balle. Comunque, se Prodi riuscisse a toglierci dalle balle l’Alitalia davvero e (soprattutto) per sempre, ne parlero’ sempre bene. Lo voterei anche.
Il 3 Luglio 2007 alle 8:49 Corrado Buccieri ha scritto:
La ritirata dei russi fa capire che nom
c’è l’affare.
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