Banca Mondiale: quando gli uomini migrano le donne stanno meglio

mknobil by Flickr
Nei paesi in via di sviluppo le migrazioni migliorano la condizione delle donne: è più facile l’accesso all’istruzione e alle cure sanitarie per le bambine che vivono in famiglie con almeno un membro occupato all’estero.

Lo rivela un rapporto della Banca mondiale (qui il .pdf) che evidenzia una diminuzione del 66% del lavoro minorile nelle famiglie di migranti. La spiegazione è da cercare nelle rimesse: milioni di dollari che ogni anno si riversano sui paesi d’origine con due funzioni principali, come spiega Laura Zanfrini, autrice del volume Sociologia delle migrazioni per Laterza: “La prima è anticongiunturale: quando una nazione è in crisi, arrivano più rimesse. La seconda finalità è di sostituzione dello stato sociale in quei paesi dove non c’è un welfare”. Dal 1990 a oggi l’8 % in più delle persone nei paesi poveri accede all’istruzione primaria e secondaria: in tutte le nazioni le donne hanno fatto passi in avanti tra i banchi di scuola. Perché è così importante migliorare l’educazione femminile nelle nazioni in via di sviluppo? Lo spiega la Banca Mondiale sul suo sito: “I tassi di mortalità in genere diminuiscono, quelli di natalità calano, e crescono le prospettive per le prossime generazioni nei settori della sanità e dell’istruzione”.

Sono fenomeni già avvenuti in Italia: “Per esempio” ricorda Paola Corti, docente di storia contemporanea a Torino e autrice di un libro sulla storia delle migrazioni “basti pensare al matriarcato della montagna nelle nazioni alpine: durante l’Ottocento le partenze alla ricerca di lavoro di uomini e ragazzi modificarono i ruoli all’interno della famiglia e consentirono alle donne di esercitare attivamente i loro diritti”.

Commenti

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Il 3 Luglio 2007 alle 17:14 laofa ha scritto:

Notizia che conferma ciò che si sapeva: organismi internazionali come ONU, OMS, anche CEE, sono a favore della denatalità e tendono ad esaltare fenomeni contrastanti le unioni stabili e tradizionali (la lontananza fra moglie e marito causa evidentemente denatalità).
Bella la conclusione dell’articolo: questa lontananza è addirittura auspicabile. Quindi uomini, toglietevi dai piedi, che le donne stanno meglio da sole! Però non dimenticate di continuare a spaccarvi la schiena per inviare loro ciò che serve a sostenerle. I tassi di mortalità “calano” ma naturalmente non tra gli uomini, per i quali la percentuale dei morti per infortuni sul lavoro continuerà a rimanere attorno al 90% (rispetto al 10% per le donne) le quali, guarda guarda, non dimostrano poi di essere così “intercambiabili” con gli uomini secondo i dettami della “gender theory”, quando sul lavoro il “gioco si fa duro”. E se poi le gentili compagne attuano una decennale campagna di demonizzazione del maschile per farvi apparire stupidi, stupratori e inutili, non abbiatevene a male: è il segno dei tempi, del “mondo nuovo” alle porte, tutto al femminile, fatto di solo shopping e mancanza di interesse all’evoluzione e al nuovo. Perchè un’autorità maschile tesa al rinnovamento e alla creazione(come da sempre Yang comanda) si opporrebbe alla creazione del passivo individuo ermafrodita senza più slanci nè obblighi verso i principi etici. Continuate quindi cari uomini a rimanere fuori dai piedi (se non lo fate ci pensano le unilaterali leggi occidentali in materia di divorzio a farvi diventare un bancomat per le care ex consorti); continuate a spaccarvi la schiena, possibilmente senza far mancare alle “matriarche” anche il superfluo. Rimanete lontani da casa che in tal modo esse “potranno modificare i ruoli all’interno della famiglia così da consentire DI ESERCITARE ATTIVAMENTE I LORO DIRITTI” e aspettate fiduciosi il mondo meraviglioso in cui tutti saranno ridotti a felici ed idioti polli d’allevamento dediti solo allo shopping per far prosperare lobbies di volponi dal potere ormai incontrollabile e interessante in pieno ONU,OMS e, ormai,pure CEE. Sarebbe ora che qualche politico, smettendo di aver paura di non essere “politicamente corretto” cominciasse a spiegarmi chi ha autorizzato (e su mandato di chi)a far propria, all’ONU e alla CEE,la cosiddetta “ideologia del genere” tesa a creare l’individuo androgino macchina da shopping del futuro imminente, per raggiungere il cui scopo occorre battere appunto sulla denatalità, cancellando di conseguenza l’identità dei popoli e delle loro culture oltrechè il loro “peso” politico ed economico; battere inoltre a contrastare il concetto di famiglia tradizionale abbattendo l’autorità maschile, in quanto portattrice di autorità naturale in seno alla famiglia in grado di opporsi alla creazione dell’ermafrodita progettato dalla ideologia del genere di matrice femminista radicale.

Il 20 Aprile 2008 alle 11:42 Napizaro « Le cittá sono la ricchezza delle nazioni ha scritto:

[...] Piu’ di tre quarti degli uomini del villaggio lavorano a North Hollywood. Nonostante le sue comodita’, Napizaro e’ un paese triste dove i mariti lasciano le mogli per lunghi anni a vivere vite sole e desolate. Dal momento che gli uomini di Napizaro non possono permettersi di lasciare il lavoro per lungo tempo e non possono permettersi i soldi per il viaggio, i lavoratori di Napizaro sono lontani dal loro villaggio per anni interi. I soldi che inviano a casa hanno un potere d’acquisto molto maggiore di quello che avrebbero a Los Angeles. Nel 1980 (*), una casa in mattoni costa circa $6,000 e comprende per lo piu’ i costi dei materiali importati perche’ gli abitanti si costruiscono da se’ le case e perche’ la manodopera costa poco. A Los Angeles, una casa del genere costerebbe dieci volte tanto, senza contare il costo del terreno su cui costruire la casa. L’illuminazione di Napizaro, l’infermeria e l’arena del villaggio venivano finanziate dagli uomini di North Hollywood, che si auto-tassavano i loro salari per costruire queste opere pubbliche. Quando la piccola arena fu terminata, gli uomini misero parte dei loro salari in un fondo per comprare tubature, pompe e altre attrezzature per fornire il villaggio di un sistema fognario. [...]

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