Tfr con sorpresa: un lavoratore su tre ha scelto i fondi pensione

Modulo per la scelta del Tfr
Italiani, un popolo last minute. Non solo in tema di vacanze e di tasse, quando ci si riduce all’ultimo minuto a fare file chilometriche davanti allo sportello. Anche sul fronte Tfr, la vera sorpresa è arrivata in “zona Cesarini”.
I dati definitivi sulle scelte dei lavoratori in tema di previdenza complementare saranno divulgati il 12 luglio, ma da quello che trapela, nelle ultime 2 settimane di giugno si sarebbe registrato un vero boom di adesioni ai fondi pensione. Nel giro di pochi giorni, si sarebbero iscritti alla previdenza complementare un numero di lavoratori quasi doppio rispetto alle iscrizioni registrate nei primi cinque mesi dell’anno. Un dato che, se fosse confermato, sarebbe in grado di smentire le cassandre che hanno dato per sconfitto, in partenza, il sistema della previdenza complementare. Gli iscritti alla pensione integrativa dovrebbero essere in totale circa il 33% dei lavoratori, a fronte del 60% che ha deciso di lasciare il Tfr in azienda. Alla fine la possibilità di cavalcare i rialzi dei mercati, ha avuto la meglio sulla sicurezza di tenere la liquidazione in azienda.
Ma il sistema è ancora penalizzato rispetto alle vecchie regole. Un aspetto tutt’altro che secondario su cui anche il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ha cambiato idea e, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione tra le imprese assicuratrici, ha auspicato il cambio di rotta. “Se il lavoratore sceglie di devolvere il Tfr alla previdenza complementare - ha spiegato - non può tornare indietro e se sceglie una polizza previdenziale o un fondo aperto, si espone al rischio di perdere il contributo del datore di lavoro”. “Sono regole - ha continuato Cerchiai - che non vanno nella direzione della concorrenza e dell’interesse del lavoratore e che rischiano di pesare in misura determinante sulla decisione di non devolvere il Tfr alla previdenza complementare in futuro. È un rischio grave” ha concluso il presidente dell’Ania, “che dovrebbe indurci tutti a tornare a riflettere su alcune delle decisioni assunte”.
Dello stesso avviso, il presidente della Covip, Luigi Scimmia, secondo cui l’irreversibilità del conferimento del Tfr maturando alla previdenza complementare e la non portabilità del contributo del datore di lavoro in caso di adesione a fondi aperti e piani pensione pesano sulla decisione dei lavoratori. Se lo dicono loro, c’è la speranza che qualcosa possa cambiare.

SPECIALE TFR

Commenti

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Il 4 Luglio 2007 alle 9:23 Corrado Buccieri ha scritto:

Come sempre la pubblicità assillante
ottiene dei risultati.
Adesso si spera solo che la scelta sia
veramente quella giusta.

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richard-branson
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