Enel-Acciona, via libera su Endesa. Ma con queste 12 condizioni

L'Italia fa i conti con la minaccia black out per la mancanza di nuovi investimenti nella rete elettrica
Mentre l’Italia fa i conti con la minaccia black out per la mancanza di nuovi investimenti nella rete elettrica, entra nel vivo l’Opa da oltre 40 miliardi di Enel in Spagna.
Nel mirino dell’amministratore delegato del colosso italiano, Fulvio Conti, e del suo partner spagnolo, Acciona, è finita Endesa, una delle maggiori società energetiche iberiche che ha in portafoglio, tra l’altro, importanti partecipazioni in tutte le centrali nucleari del paese. La Commissione nazionale per l’Energia spagnola ha dato il via libera all’offerta di Enel e di Acciona. E il sì è venuto anche dalla Ue: dopo aver esaminato l’operazione, la Commissione ha infatti concluso che la transazione proposta “non ostacolerà in maniera significativa l’effettiva concorrenza nello Spazio economico europeo”.

L’autorizzazione della Cne è però subordinata a 12 condizioni e, tra queste il fatto, che i due gruppi tengano costantemente informato il governo Zapatero su tutte le decisioni strategiche che saranno adottate nel tempo, che il marchio Endesa non venga soppresso e che nella scelta delle fonti di approvvigionamento si prediliga la Spagna. La decisione ha però spaccato in due i componenti dell’Authority energia. I cinque membri del board vicini al governo Zapatero, compreso il presidente Maria Teresa Costa, hanno approvato l’operazione. Altri quattro, collegati al partito popolare, hanno votato contro. L’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che lo sbarco dell’Enel in Spagna ha avuto fin dal primo momento l’appoggio del governo Zapatero mentre è stato ostacolato in ogni modo dall’opposizione.
Per il lancio dell’offerta manca ora l’ultimo passaggio. Il verdetto della Cnmw, la Consob spagnola. Per la fine di luglio l’autorizzazione dovrebbe essere sul tavolo di Conti che punta a chiudere l’offerta per il controllo di Endesa entro settembre. L’operazione coinvolge direttamente la tedesca E.On. Quest’ultima aveva lanciato a sua volta un’Opa su Endesa all’inizio dell’anno, per poi ritirarla quando si è affacciata all’orizzonte Enel.
In cambio avrà da Conti asset molto importanti in Spagna, in Francia e il controllo di Endesa Italia. Il nostro paese avrà un nuovo operatore elettrico mentre il sistema si trova a fare i conti con la possibilità che Terna e Enel Distribuzione possano interrompere da un momento all’altro l’erogazione di energia perché non riescono a fronteggiare l’aumento dei consumi per il grande caldo.

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