
Di origini valdostane, è nata e abita a Torino. Laureata in storia e demografia storica, ha pubblicato diversi libri e saggi. Dal 1978 al 1985 ha lavorato all’ufficio stampa Fiat occupandosi degli eventi sportivi (corse e rally) e della stampa estera. Nel 1998-99 è stata presidente esecutivo del Comitato promotore Torino 2006 e lo ha guidato al successo nell’ottenere i XX Giochi olimpici invernali del 2006. È stata vicepresidente vicario del Toroc. Attualmente è consigliere di amministrazione della multinazionale elettronica Saes Getters di Milano, presidente della Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, consigliere di amministrazione del Teatro Regio di Torino, presidente della Fondazione Teatro stabile. È inoltre docente di storia dello sport all’Università di Torino e lavora nel Gruppo cultura della Juventus.
Secondo molti lei è una famelica cacciatrice di poltrone. Non a caso ha un curriculum straboccante. Si dice che dopo la presidenza del Teatro stabile volesse quella della Juventus.
Al Teatro stabile mi ha voluto il sindaco Sergio Chiamparino. Invece quella della Juventus è una palla grossa come una casa.
Mi tolga una curiosità : per parlare con lei si chiama casa Agnelli. Fungono anche da suoi centralinisti?
Sì, è una buffa cosa. Ma siccome loro hanno i numeri di tutti, hanno anche il mio. Se no c’è il cellulare…
Non sapevo di questa “batteria” sabauda. Sull’eredità dell’Avvocato sta con la figlia Margherita o con il resto della famiglia?
I grandi dolori vanno rispettati. Voglio bene a Margherita, con cui sono cresciuta e ho fatto le scuole. Stesso discorso per Marella, che è stata per me come una seconda madre. Certo è che io non avrei reso pubblica la controversia attraverso i giornali.
Le Olimpiadi a Torino sono state un successo, anche suo personale. A proposito: qualche fornitore lamenta ancora di non essere stato pagato.
Abbiamo pagato tutti e chiuso i conti alla grande con solo 11 milioni di deficit su un bilancio di 5 miliardi.
Lo sa che a Torino mugugnano perché dicono che la banca di casa, il Sanpaolo, ci ha rimesso nella fusione con l’Intesa?
Lamentarsi è qualcosa di connaturato al dna dei torinesi, che sono sempre propensi a guardare indietro e poco avanti. Ma adesso va meglio e si piange un po’ meno.
Con il mondo Fiat in che rapporti è rimasta?
Buonissimi con i ragazzi Elkann, che ho visto crescere. Molto buoni con l’ad Sergio Marchionne, per quel poco che si riesce a vederlo, dato che se non è in giro per il mondo sta chiuso in ufficio. E per fortuna i risultati di tanto lavoro si vedono. Ottimi con Luca di Montezemolo, che è stato il mio primo capo insieme con Marco Benedetto.
A proposito di Benedetto: tra lei e L’Espresso sono volati gli stracci. L’ha fatta imbufalire che abbiano scritto della sua separazione?
Scrivono che io e Gabriele (Galateri di Genola, ndr) siamo separati perché uno vive a Milano e l’altro a Torino. Ma non c’è niente di vero.
Mondo ingrato, ha visto che in Mediobanca lo hanno scaricato come un pacco postale?
Devo dire che Gabriele a Mediobanca, per unanime riconoscimento, ha fatto un ottimo lavoro. Per questo la decisione di metterlo da parte è incomprensibile e, nei modi in cui è avvenuta, non di grandissimo buon gusto.
Non per trovare il pelo nell’uovo, ma lui però si è lasciato rosolare a fuoco lento. Pare tornerà a Torino, in Ifi, al posto di Gianluigi Gabetti.
Di guerriglieri in famiglia ce n’è già uno. Lui nella vicenda, a differenza di altri, ha dimostrato grande fair play. Sul suo ritorno, sa come diciamo noi piemontesi? “Ca fasa chiel, che faccia lui”.
Scusi se metto dito fra moglie e marito, ma alcune uscite mondane del suo coniuge hanno alimentato le voci di una vostra separazione.
Può darsi. Ma io ho fatto il giudice del pattinaggio per tanti anni. E ho imparato che talvolta, nella vita, è meglio glissare.
- Venerdì 6 Luglio 2007
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Commenti
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Il 2 Agosto 2007 alle 18:16 Andiamo Cesare, non stare sulle Generali » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il problema aleggia sinistro e la soluzione a molti fa storcere il naso solo a pensarla. Così, ancor prima che si realizzi, sono subito scattate le contromosse. Dallo scorso luglio Gabriele Galateri non è più presidente della Mediobanca. Gli hanno chiesto, un po’ per le spicce, di farsi da parte per lasciar posto a Cesare Geronzi. Come numero uno di piazzetta Cuccia, però, il manager torinese era anche presente nei consigli d’amministrazione delle due controllate più importanti: la Rcs Mediagroup e le Assicurazioni Generali, i gioielli della corona. Della prima nessuno si occupa, forse perché al momento gli equilibri del Corriere (se mai si può usare simil termine a proposito di una compagine azionaria che più cangiante e variegata non si può) non sono in discussione. Per le Generali, invece, apriti cielo: gli azionisti francesi della Mediobanca hanno infatti chiesto a gran voce che sia Geronzi a occupare il posto che Galateri si appresta a liberare. Il che fa nascere due problemi: uno di governance, l’altro più politico. Nell’unico sistema duale che sembra funzionare davvero, quello della Mediobanca, il banchiere capitolino presiede il consiglio di sorveglianza, che rappresenta gli azionisti. La gestione è affidata agli operativi Renato Pagliaro e Alberto Nagel. Domanda: può un presidente del consiglio di sorveglianza entrare nel board operativo di una sua partecipata? La Banca d’Italia, alla sola idea che Geronzi potesse partecipare alle riunioni del comitato di gestione del suo istituto, insomma che potesse mettere becco nell’attività quotidiana, aveva già alzato disco rosso. Qualcuno dunque spera che il governatore Mario Draghi, di fronte all’ipotesi Generali, faccia risentire la sua moral suasion. Ma sono anche alcuni azionisti del più importante gruppo finanziario del Paese che non sembrano gradire l’eventualità . La scorsa settimana, in ordine sparso, sono andati da Alessandro Profumo, l’indiscusso capo della nuova banca nata dalle nozze tra Unicredito e Capitalia, perché si adoperasse a scongiurarla. Il banchiere, ex McKinsey, non si è sbilanciato ma conoscendolo, e visti anche gli ottimi rapporti sin qui avuti con Geronzi, di sicuro non resterà alla finestra. Di buoni argomenti ne ha molti, a partire dalla necessità , a fusione appena consumata, di non titillare ancora la suscettibilità di quanti hanno visto come fumo negli occhi l’insediarsi di Cesare nella poltrona che fu di Enrico Cuccia. [...]
Il 9 Novembre 2007 alle 12:43 farsa Calciopoli? - Forum Meteo ha scritto:
[...] Allora… vediamo un po questi di RCS Romiti, Storico "Fiat" Galateri da Gerona… presidente ed AD di MedioBanca Ex amministratore delegato e direttore generale di IFI (ops…) ex amministratore delegato di FIAT la cui moglie (ora anzi ex) lavora alla Juventus e fu in odore di presidenza della stessa (se ne parlò, ho ritrovato anche un intervista, eccola Christillin: con Galateri si sono comportati male » Panorama.it - Economia ) guarda chi c’è, John Elkann!!! Diego della Valle… Ma anche l’ex presidente della Juve!!!! Franzo Grande Stevens!!!! presidente della Juve anche all’epoca di Moggi e Giraudo! Allora, mi chiedo, alcuni di questi sono entrati dopo gli avvenimenti di Calciopoli, ma possibile che non fossero in grado di "fermare" (in italia si "ferma" tutto…) la valanga che stava per scatenarsi sulla Juve dalle pagine della gazzetta? poi mi torna in mente l’altro Elkann, Lapo… [...]
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