Telefonia, la concorrenza finisce nella rete

Un telefono pubblico del gruppo Telecom Italia
Torna d’attualità lo scorporo della rete Telecom e il dibattito sul rilancio della competitività nei servizi di telecomunicazioni si infiamma.
Le compagnie telefoniche che operano in Italia lamentano uno scenario competitivo sbilanciato a favore di Telecom che, a loro dire, si troverebbe in una posizione di vantaggio per il fatto di possedere la rete mentre i consumatori tornano alla carica per chiedere l’abbattimento del canone. Una posizione nota quella dei concorrenti di Telecom che però hanno rimarcato nella lettera inviata nei giorni scorsi al presidente dell’Authority tlc, Corrado Calabrò.
Pietro Guindani (Vodafone), Stefano Parisi (Fastweb), Luigi Gubitosi (Wind), Mario Mariani (Tiscali), Andrea Filippetti (Tele2), Samuele Landi (Etutelia) e Stefano Luisotti (Welcome Italia) hanno messo l’accento sulla necessità di procedere immediatamente con la separazione della rete, che deve riguardare sia l’attuale dorsale in rame sia la new generation network.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni punta a sciogliere il nodo sullo scorporo Telecom entro l’anno e allo studio ci sarebbe la costituzione di una divisione che detenga i cespiti relativi alla rete d’accesso, con un board di controllo a maggioranza di membri indipendenti che segnali eventuali irregolarità al garante.
Telecom, ovviamente, preferirebbe una soluzione più soft, cioè il semplice rafforzamento della regolamentazione già in vigore sulla parità di trattamento con i concorrenti. Dubbi sulla separazione netta, all’inglese, anche tra gli operatori concorrenti, specialmente se associata alla deregulation dei prezzi al dettaglio nella telefonia. Premesse che non lasciano ben sperare sul fatto che si possa arrivare alla soluzione in tempi brevi.
Un primo accenno sull’orientamento di Corrado Calabrò si avrà il 24 luglio, giorno della relazione al Parlamento sull’attività dell’Authority mentre c’è da scommettere che il governo continuerà a tenersi alla larga dal dossier.
Il terremoto che ha riguardato dell’ex consigliere di Palazzo Chigi, Angelo Rovati, può bastare.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 10 Luglio 2007 alle 17:25 economia » Blog Archive » Telefonia, la concorrenza finisce nella rete ha scritto:

[...] leggi su Panorama.it - Economia Articoli CollegatiTelecom, Agcom: “Separazione rete fissa” [...]

Il 11 Luglio 2007 alle 10:02 ermete_di_fraia ha scritto:

Soluzione soft? Mi pare di capito (anche se nessuno lo dice) che la Telecom, a partire dal 12 Luglio (domani) applicherà ad ogni altro provider (fastweb, tiscali, ecc.) di fonia/internet una maggiorazione sul canone da 12 euro al mese, e ovviamente il provider dovrà chiedere questi 12 euro agli abbonati. Perciò, i non abbonati telecom che hanno sottoscritto l’abbonamento con un altro provider per non pagare il canone stanno per prendersi una bella fregatura. Avvisati.

Il 11 Luglio 2007 alle 10:13 quidproquod ha scritto:

se quello che dice il tipo qui sopra è vero (e mi sembra che lo sia, anche se il silenzio sulla vicenda sui media risulta pressochè totale) prepariamoci a un bel trasloco della quasi totalità degli abbonati non-telecom verso telecom (l’unico motivo per non usare telecom è il prezzo) cioè verso il ritorno del monopolio causa cessazione della concorrenza.

Il 11 Luglio 2007 alle 10:20 zelda__ ha scritto:

Sempre su questo tema, sarebbe interessante capire meglio la storia di Elitel, il provider che sta chiudendo baracca e burattini per via dell’indebitamento di centodieci milioni di euro (!) nei confronti di Telecom Italia, proprietario della rete su cui appunto passa il traffico Elitel. Così Elitel nel giro di pochi giorni ha dovuto chiudere le le linee lasciando a piedi migliaia di abbonati (aziende e privati) e di lavoratori, molti dei quali già in cassa integrazione.

Il 11 Luglio 2007 alle 10:22 zelda__ ha scritto:

Vedi anche:
http://www.liberoweb.net/2007/.....om-italia/

Il 11 Luglio 2007 alle 10:33 beretta ha scritto:

Vorrei spiegare meglio quanto accennato dal commentatore Ermete D. Ringraziate le deliranti normative italiane sulla concorrenza e sulla tutela di noi consumatori: chi ha sottoscritto un abbonamento adsl a un provider diverso da Telecom lo ha fatto per non pagare il canone. Da domani, però, è molto probabile che dovrà pagare 12 euro mensili in più al proprio provider, il quali li girerà a Telecom. Le prime richieste di provider diversi da Telecom ai propri clienti stanno già arrivando.

Il 11 Luglio 2007 alle 11:40 sandra.masoncelli ha scritto:

Aiuto, chiamate un interprete. Cosa diavolo sono “i cespiti relativi alla rete d’accesso con un board di controllo a maggioranza di membri indipendenti che segnali eventuali irregolarità al garante”???

Il 11 Luglio 2007 alle 11:58 Corrado Buccieri ha scritto:

Infatti non sono mai stato contento di
Telecom, e malgrado le tante offerte di
altri operatorri,non ho voluto mai cambiare,ero sicuro che alla fine era
tutta una messa in scena,per ammorbidire
l’arroganza Telecom.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101