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Lo sbarco a Piazza Affari di nuove società di telefonia è fermo da tempo. L’ultima ad averci provato è stata 3 ma, come noto, il listino è rimasto un miraggio. La quotazione è stata annullata quando oramai era tutto pronto, si trattava solo di stabilire il prezzo. Ora ci riprova Wind.
La storia delle due società è simile, si spera non l’avventura borsistica. Così come 3, Wind è stata dapprima una società al 100% made in Italy e in aggiunta a controllo pubblico. Nell’ambito di quel processo di diversificazione attuato dall’ex amministratore delegato dell’Enel, Franco Tatò, la società controllata dal Tesoro decise di tuffarsi nella telefonia mobile, costituendo appunto Wind. Quest’ultima si è data anche allo shopping comprando Infostrada. A un certo punto il vento è cambiato.
A causa del forte investimento per la licenza Umts e di profitti inferiori alle attese, i manager non sono stati più in grado di fare fronte agli investimenti. Per Wind arriva il momento di cambiare proprietà. Enel nel 2005 decide di vendere la controllata Tlc al magnate egiziano Naguib Sawiris patron del colosso Orascon. Nel caso di 3, l’ingresso del socio forte estero (il cinese Li Ka Shing) è avvenuto molto prima, addirittura in sede di assegnazione delle licenze Umts nel 2000. Sawiris è tornato alla carica negli ultimi giorni sul progetto quotazione che riguarderà la controllante di Wind, Weather. La rottura consumatasi con Paolo Dal Pino, che dal primo luglio ha lasciato l’incarico di amministratore delegato di Wind, è il sintomo più evidente della volontà di svolta dell’azionista.
Il compito di traghettare Weather verso Piazza Affari spetta al nuovo amministratore delegato, Luigi Subitosi, in precedenza al fianco di Dal Pino nel ruolo di direttore finanziario. Le prime analisi parlano di un valore del gruppo con multipli pari a 8 volte il margine operativo che nel 2006 si è attestato a 580 milioni. Ma la società si presenta all’appuntamento con un debito in fase da ristrutturare di ben 1,8 miliardi e ricavi ridotti per oltre 300 milioni all’anno a seguito del taglio dei costi dei costi ricarica deciso dal governo.
Chissà se il mercato riuscirà a digerire anche l’operazione Wind in questo momento in cui in Borsa è tornata l’euforia della fine degli anni novanta e ogni matricola è un successo.
- Mercoledì 11 Luglio 2007
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Commenti
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Il 11 Luglio 2007 alle 19:31 economia » Blog Archive » Wind in Borsa: speranze e timori che ricominci da Tre ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Economia Articoli CollegatiWind/ L’a.d. Paolo Dal Pino lascia. Al suo posto il cfo Gubitosi [...]
Il 12 Luglio 2007 alle 18:37 Corrado Buccieri ha scritto:
Anche oggi mi ha distratto una telefonata-Wind,Vodafone-ho risposto
non ne posso più.
Il 12 Luglio 2007 alle 18:39 Corrado Buccieri ha scritto:
Volevo aggiungere con tutte le agevolagioni che promettono ai clienti
come fanno a quotarsi subito in borsa?
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