
“Sono nato a Roma l’11 ottobre 1962. Diplomato odontotecnico al George Eastman di Roma, ho poi conseguito una laurea breve in economia presso la Clayton University di San Marino, insieme a Gioacchino Paolo Ligresti, mio compagno di corso. Ho cominciato a fare l’immobiliarista a 19 anni, e nel 1989 ho fondato la Magiste, holding che raggruppa le mie attività immobiliari. Opero da 25 anni nel settore immobiliare e finanziario. Sono stato azionista di Bnl, Alitalia, Capitalia, Hopa, Popolare di Lodi, Antonveneta e Rcs Mediagroup. Coniugato dal 9 luglio 2005 con l’attrice Anna Falchi, ho un figlio di 14 anni, Edoardo, che amo molto. Mi piace giocare a tennis, a golf, e sciare d’inverno. Attualmente abito a Roma ma ho casa anche a Milano nella centralissima via Borgonuovo”. (Stefano Ricucci su se stesso).
Che sta facendo dottor Ricucci? Lei che per un’estate ha fatto tremare tutti i salotti buoni di questo Paese ha voltato pagina?
Perché parla al passato? Ho 44 anni, non sono morto e continuo a fare quello che facevo prima, l’immobiliarista. Lei invece perché continua a parlare male di me?
L’ho fatto quando strombazzava in giro che stava per lanciare l’opa sulla Rcs. Le opa si fanno, non si dicono.
Ma di che opa parla? Non avevo i soldi per lanciare l’opa. Ho comprato titoli Rcs perché i suoi 15 soci sono il gotha del capitalismo. Volevo avere il 20 per cento per convocare un’assemblea ordinaria e illustrare il mio piano industriale.
Ma lei aveva un piano industriale, davvero voleva fare l’editore?
Perché, Benetton, Toti e Della Valle sono editori? Volevo essere il sedicesimo socio, rimanere con il 4-5 per cento e il resto ricollocarlo. Insomma, contribuire a tirar fuori il valore reale della casa editrice. Quel titolo era sottovalutato e lo è ancora. Non lo dico io, ma Mediobanca, Morgan Stanley e altre banche di rango.
Allora come spiega che il gotha al suo apparire se la sia fatta sotto?
Non so come mai mi abbiano temuto. Sono il massimo del capitalismo italiano, io ero entrato proprio perché attratto dalla loro presenza.
Cosa ha fatto allora che non rifarebbe adesso?
Non comprerei più una sola azione di banche o giornali. Ma continuerei a fare solo il mio mestiere, l’immobiliarista.
Si consoli, alla fine ne è venuto fuori senza perdere tutto. Di solito a chi sfida il gotha va molto peggio.
È vero. Peccato che nessuno lo scriva, ma lo scorso 24 maggio la Cassazione ha confermato il dissequestro dei mezzi propri, circa 100 milioni di euro, messi a garanzia del finanziamento per l’acquisto di titoli Antonveneta. Adesso aspetto la revoca del fallimento di Magiste International, che in 18 mesi ha restituito al sistema bancario nazionale e internazionale 1,6 miliardi di euro.
Posso ringraziarla a nome di tutti i giornalisti per averci regalato due impagabili metafore?
Se allude ai “furbetti del quartierino”, l’espressione mi scagiona. Si riferiva alla vicenda Antonveneta, dove sono parte lesa. La furbetta era la Popolare di Lodi che aveva lanciato un’opa con un prospetto informativo falso e finanziato gli amici a tassi agevolati. Se la Bpi non si fosse messa di mezzo, io avrei consegnato i miei titoli Antonveneta all’Abn Amro, come poi ho fatto. E l’altra espressione?
“Fare i froci col culo degli altri”. L’ha detto perché, scusi la volgarità, qualcuno ha cercato di farlo col suo?
Quell’espressione non è mia. Comunque non penso che qualcuno abbia approfittato di me. Certo, non sono stato trattato secondo il principio che la legge è uguale per tutti. Ho dovuto aspettare 18 mesi per avere un dissequestro che a tutti quanti, Popolare di Lodi compresa, è stato concesso subito.
Forse perché chi tocca il Corriere della sera muore?
Scusi, sta scritto nel Codice penale che chi tocca il Corriere muore? Se così fosse, mi sarei ben guardato dal comprarne le azioni. Ma fino a prova contraria la Rcs è un’azienda quotata sul mercato.
Il Corriere non lo ha comprato, ma almeno lo legge?
Certo che lo leggo, così come Il Sole e La Stampa. Ma la lettura della mazzetta la comincio sempre con La Repubblica.
- Giovedì 12 Luglio 2007
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G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
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Commenti
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Il 12 Luglio 2007 alle 10:14 economia » Blog Archive » Ricucci: La legge vieta forse di comprare il Corriere? ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Economia Articoli CollegatiRicucci e la scalata del Corriere della Sera: avevo parlato con tutti i politici. E tutti negano [...]
Il 12 Luglio 2007 alle 11:45 wilmawilma ha scritto:
L’ultima frase è l’ennesimo messaggio in codice: amisci de sinistra, aiutateme, che io nun ce vojo andà in galera!
Il 12 Luglio 2007 alle 14:35 Corrado Buccieri ha scritto:
Caro Ricucci,penso che nessuna legge
possa vietare di vendere o comprare il Corriere,però non capisco perchè rovinarsi la vita (si fa per dire),a
spendere soldi per un giornale,a caro
prezzo,se con i lauti contributi per la
carta stampata,se ne poteva creare uno
uguale o più grande?
Quali sono allora le manovre occulte?
Il 16 Luglio 2007 alle 9:42 Corrado Buccieri ha scritto:
Ma tutto quest’accanimento per il
Corriere,fate come me,non lo comprate.
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