
Dietro Carlo Toto c’è solo Carlo Toto. Se si rivolgesse oggi al patron di AirOne la domanda rivolta a Ricucci all’epoca dei furbetti del quartierino, la risposta ufficiale sarebbe che dietro l’imprenditore abruzzese nella corsa per Alitalia non c’è nessun altro, se non i finanziamenti delle banche. La stessa risposta data durante la gara indetta dal Tesoro, poi archiviata per mancanza di concorrenti.
Ma nel corso di un colloquio con il presidente della Camera Fausto Bertinotti, Toto è tornato a ribadire l’intenzione di volere presentare un’offerta vincolate per la maggioranza della compagnia di bandiera, ma ad alcune condizioni che chiariscono molte cose: che vengano eliminati alcuni vincoli contrattuali poste nel bando di gara. Essenzialmente l’obbligo di Opa sull’intero capitale sociale di Alitalia e il divieto di cedere il controllo della compagnia prima di tre anni.
Sarebbe proprio quest’ultima clausola la più difficile da digerire. Il motivo? L’impossibilità per Toto di realizzare il suo vero piano su Alitalia che porta dritto alla Germania. In realtà , secondo alcune indiscrezioni molto attendibili, dietro l’imprenditore abruzzese ci sarebbe il vettore tedesco, Lufthansa, già partner di AirOne che, dopo alcuni tentennamenti, avrebbe deciso di sondare più da vicino il terreno per rilevare Alitalia. I rumor sempre più frequenti relativi a contatti a livello diplomatico tra Roma e Parigi per favorire la discesa in campo di Air France, avrebbero messo in allarme il vettore tedesco che teme di essere schiacciato dalla compagnia rivale.
Insomma la vendita di Alitalia potrebbe assumere nelle prossime settimane i contorni di una sfida nei cieli europei. Lufthansa non ha comunque intenzione di scoprire da subito la carte per non avvantaggiare gli avversari e per questo motivo avrebbe scelto di mandare in avanscoperta Toto. L’imprenditore abruzzese conosce molto da vicino il dossier essendo arrivato a un passo dall’offerta vincolante per Alitalia. Il ritiro dell’ultima ora sarebbe dipeso, secondo le motivazioni ufficiali di Toto, dall’impossibilità di mettere in piedi un piano di rilancio per Alitalia a causa delle condizioni molto stringenti poste dal ministero dell’Economia. Molto più probabilmente il ritiro si è reso obbligatorio perché le banche non hanno aperto i rubinetti spaventate dal fatto che Toto volesse acquisire Alitalia interamente a debito.
Il fatto che il patron di AirOne sia tornato alla carica con più decisione non può che significare che finalmente ha trovato un partner forte su cui contare e a cui rivendere Alitalia. E la partnership con Lufthansa è già consolidata.
- Giovedì 26 Luglio 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 26 Luglio 2007 alle 19:39 voltaire ha scritto:
Se dietro TOTO’ ci fosse PEPPINO DE FILIPPO sarebbe un bene, Il problema è che c’è prodi
Il 27 Luglio 2007 alle 9:52 Corrado Buccieri ha scritto:
Forza Totò,altrimenti si va a piedi.
Il 28 Luglio 2007 alle 11:28 Corrado Buccieri ha scritto:
E dai Totò facciamo volare questa alitalia.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.