Cara benzina, ma Bersani fa il pieno solo ad agosto?


Al primo weekend di agosto il ministro Pier Luigi Bersani ha scoperto che la benzina in Italia è troppo cara. Stessa cosa era accaduta a Natale: anche allora allarme ministeriale, decisione di agire, convocazione delle compagnie petrolifere. C’era stata anche l’ipotesi di un decreto, che però si era scontrata con un’iniziativa analoga dell’Antitrust. E prima ancora la liberalizzazione della distribuzione del carburante aveva trovato posto nella lenzuolata bersaniana di luglio 2006.

A distanza di un anno non pare che il fermento del ministro abbia prodotto benefici concreti per i consumatori, a meno che non si voglia considerare uno straordinario risultato il ribasso di ben due centesimi annunciato dall’Eni, compagnia controllata dallo Stato.
Sarà un caso che proprio nei periodi di punta, quando gli italiani partono per il mare o per i monti, il governo si accorga che la benzina è troppo cara? Che questo accada mentre si formano decine di chilometri di code per le infrastrutture che non ci sono o che tardano o che vengono cancellate dai progetti governativi? Perché in fondo sarà pur vero che i prezzi del carburante sono alti in tutta Europa, ma qualcuno ha mai calcolato quanto costa giungere a destinazione con un ritardo doppio rispetto ai francesi, inglesi e spagnoli, per non parlare degli scandinavi?
Insomma, quelle di Bersani assomigliano troppo alle grida manzoniane o, ad essere malevoli, a iniziative dettate dalla ricerca di popolarità.

Eppure il ministro ha inanellato qualche successo, per esempio con le penali dei mutui. E nella sua precedente esperienza di governo ha fatto effettivamente risparmiare dei soldi ai cittadini liberalizzando il settore del commercio. Dunque non si può dire che non sappia dove mettere le mani. In questo caso, per esempio, potrebbe concentrarsi sul fatto che l’Italia ha il gasolio più alto d’Europa, il che incide sui portafogli degli automobilisti ma anche sul trasporto delle merci, provocando altri rialzi a catena. Ma, soprattutto, il governo dovrebbe considerare che il fisco incide sul carburante in una misura che varia dal 65 al 70%, e che da noi si continuano a pagare addizionali sui terremoti, sulle missioni militari all’estero, su altre “emergenze” dimenticate. Un po’ di chiarezza e pulizia in questo campo non sarebbe doverosa? Magari attraverso una telefonata al collega di governo e di partito Vincenzo Visco? Forse, chissà, si riuscirebbe a spuntare qualcosa di più dei due centesimi “strappati” all’Eni.

LEGGI ANCHE: Petrolio verde, il grande flop- La benzina in Italia costa 7,4 centesimi in più

Approfondimenti: il prezzo dei carburanti dal 1996 ad oggi (in. pdf) - Il sito della Faib (federazione autonoma benzinai di Confesercenti) - Il sito dell’unione petrolifera - Il ministero dello Sviluppo economico - La guida Eni per risparmiare carburante

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 7 Agosto 2007 alle 1:13 dolphin ha scritto:

In Italia c’è il cartello un pò per tutto io scherzosamente l’ho soprannominato “IL CARTELLO DI MEDELLIN”.
In Europa ci distinguiamo sempre,anche per la benzina: meglio scherzarci un pò sù no?

Il 7 Agosto 2007 alle 8:38 DestraLab » Convocazioni ha scritto:

[...] Mentre il Ministro Bersani convoca a Roma i petrolieri il 10 Agosto, un altro ministro, quello dei trasporti, Alessandro Bianchi, si propone di aumentare l’accisa sul gasolio per finanziare la riforma del trasporto pubblico locale. [...]

Il 7 Agosto 2007 alle 8:40 robin ha scritto:

Quando leggo che il Governo si “accorge” che il prezzo della benzina in Italia è troppo caro, oltre la media europea, ho la conferma che i nostri governanti vivono sulla luna, ovvero in una realtà diversa da quella che vivono milioni di italiani ogni giorno. Lo sanno anche i sassi che il prezzo della benzina è altissimo e che esiste un cartello tra le compagnie petrolifere, per cui quando dal Governo vengono convocate le compagnie petrolifere “per capire”, delle due l’una: o è l’ennesima presa in giro per far vedere che qualcosa si muove oppure è l’ennesima riprova dell’incapacità politica di fare le liberalizzazioni SERIE che portano giovamento e risparmi concreti ai cittadini.
(io non estinguo il mutuo tutte le settimane ma tutte le settimane metto la benzina, caro Rosati e caro Bersani!)

Il 7 Agosto 2007 alle 9:12 Corrado Buccieri ha scritto:

Attenzione,ho letto or ora un post,pare
che anche i Vigili del Fuoco,siano
rimasti senza benzina…… mentre
l’Italia brucia e il governo si gode
le ferie.

Il 7 Agosto 2007 alle 10:44 robin ha scritto:

l’Italia brucia, il governo è latitante coma al solito, Fiumicino è nel caos, la situazione italiana peggiora di giorno in giorno e sul Corriere della Sera mettono in prima pagina la querelle tra il sindaco Faenzi di Castiglion della Pescaia e Romano Prodi su chi deve salutare per primo!
Ma fatemi il piacere, siate più seri!!!!

Il 8 Agosto 2007 alle 11:46 Le dritte di Altroconsumo: il pieno di benzina più conveniente » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Risparmiare oltre il 5% sul pieno di benzina in autostrada è possibile, basta scegliere il distributore più conveniente. Come? Su Altroconsumo è consultabile un viaggio virtuale tra le pompe di benzina lungo le autostrade A1 (Milano-Napoli) e A14 (Bologna-Taranto), alla caccia del pieno più vantaggioso. Qualche esempio: la verde sulla A1 costa in media 1,332 euro al litro contro l’1,342 della A14. Nei pressi delle grandi città, come Milano e Roma, si spende leggermente meno che nei dintorni di Napoli, Bologna o Foggia. Qualunque sia la vostra destinazione c’è comunque l’occasione di risparmiare. Sul sito di Altroconsumo ogni giorno potrete scegliere di boicottare i distributori più cari: non solo potrete alleggerire la vostra spesa, ma sarete anche parte attiva nello stimolare la concorrenza e la trasparenza di un mercato, quello del carburante, in preda a oscillazioni spaventose. Ancora una volta, in pieno periodo di esodo vacanziero, la stangata benzina ha colpito i consumatori. Il Governo deve intervenire. Altroconsumo ha scritto una lettera al ministro delle Attività produttive, Pierluigi Bersani, chiedendo che il disegno di legge che prevede che le tasse diminuiscano quando aumenta il prezzo della benzina sia anticipato per decreto. Una decisione che avrà effetti concreti sul costo della benzina. Infatti imposte e accise, le entrate dello Stato, sono la voce più corposa sul costo del carburante. Ma ai cittadini va offerta anche più informazione. I primi cartelloni luminosi che comparano i prezzi della benzina in autostrada sono stati installati, ma sono ancora insufficienti: un reale impatto si avrà solo se ne sarà istallato almeno uno ogni quattro stazioni di servizio e se le informazioni saranno diffuse anche via radio, per esempio con le notizie sul traffico. LEGGI ANCHE: Le altre dritte di Altroconsumo [...]

Il 9 Agosto 2007 alle 10:11 Il blog di Maurizio Silvestri » Il prezzo della benzina di agosto ha scritto:

[...] autostrade, ospedali? Va bene, le pago allora. Ma voglio sapere come vengono utilizzate. • Permalink •Trackback [...]

Il 10 Agosto 2007 alle 7:23 Corrado Buccieri ha scritto:

Ho sentito che vogliono ridurre la benzina di 3 centesimi,io non riesco a
capire bene quanto costa veramente la
benzina.
Però mi accorgo che mettendo sempre la
stessa cifra,la lancetta si alza
sempre di meno.

Il 10 Agosto 2007 alle 8:06 Santilli: Benzina, non è vero che è la più cara d’Europa » Panorama.it - Opinioni ha scritto:

[...] Perentoria, petulante, periodica come le partenze di massa viene annunciata agli italiani questa vergogna nazionale: da noi la benzina è la più cara d’Europa. Comincia la solita organizzazione pro consumatori che cerca visibilità; seguono grandi quotidiani che vivono di titoli da shock; poi s’accende la polemica politica, il ministro minaccia severità e controlli, l’opposizione strilla che l’è tutto da rifare, governo compreso… Un teatrino basato su una falsità. La benzina è cara, molto cara, ma non è la più cara in Europa. Chiedete a un amico, a un parente che vive negli altri grandi paesi europei. Chiedete a chi viaggia in questi giorni: partito convinto di varcare il confine della libertà a Ventimiglia, si ritrova a pagare lo stesso. Un qualunque distributore in Baviera come a Berlino, a Londra come nel Kent, ad Amsterdam come a Bruxelles, chiede lo stesso o di più per un litro di verde a 95 ottani. C’è un’eccezione fra i maggiori paesi Ue, la Spagna (1,10 euro al litro). Bisogna però ricordare che là l’iva pesa al 16 per cento, anziché al 20. E allora le tabelle e i grafici che vengono sciorinati a riprova del doloroso record italiano? Hanno quasi sempre origini fumose. Ce ne sono di più affidabili e confermano la prova distributore. Quelle dell’Automobile association britannica, per esempio, danno questi prezzi ultimi medi rilevati sulla rete europea: Paesi Bassi 1,50, Regno Unito 1,45, Belgio 1,42, Germania 1,40, Portogallo 1,38, Finlandia 1,36, Italia 1,35, Francia 1,33. A giugno i prezzi erano per tutti più bassi di 1-3 centesimi, ma nello stesso ordine in classifica. Ora, perché mai il più antico e glorioso club di automobilisti in Europa dovrebbe indorare la pillola agli italiani? Si preferisce l’ufficialità? Ecco i numeri della Commissione europea: Paesi Bassi 1,50, Regno Unito 1,43, Belgio 1,37, Portogallo 1,37, Germania 1,35, Italia 1,35, Finlandia 1,34, Francia 1,31, Svezia 1,28… La media dei 25 paesi Ue è 1,31, ma attenzione: pagano più della media 297 milioni di europei (italiani inclusi) su 453. Riassumendo: i prezzi in Italia sono di qualche centesimo superiori alla media Ue, ricordando che questa tiene conto di parecchi paesi con un costo della vita significativamente inferiore (tipo Polonia, Repubblica Ceca, Grecia…). Resta ampia materia di indagine per l’Antitrust: quella insopportabile e losca rigidità dei prezzi, sempre all’insù, mai in discesa, anche quando il petrolio scende o quando il dollaro cala, mentre noi paghiamo in euro. La quotazione all’ingrosso della verde in Italia da luglio 2006 è diminuita secondo stime del 13,38 per cento, anche per l’effetto euro forte; il prezzo di un pieno è sceso, secondo il qualificato centro studi artigiani di Mestre (Cgia), da 2 a 3 euro appena. Per evitare illusioni e luoghi comuni, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, alfiere delle liberalizzazioni, dovrà inoltre meditare su un significativo esempio estero. In pochi anni la Francia, terra di colossi della grande distribuzione (come l’Italia è terra di colossi delle coop), ha falcidiato le pompe di benzina lungo le strade, a favore dei distributori negli ipermercati. Oggi fare benzina in ampie regioni della Francia mentre si viaggia è disagevole; però i prezzi medi sono paragonabili all’Italia, sebbene le auto pro capite siano meno; e lungo le autostrade i prezzi sono uguali a qui. Resta dunque indimostrata un’equivalenza sempre molto sbandierata nelle polemiche in Italia: meno distributori = prezzi più bassi. Non c’è dunque nessuno con cui prendersela? Pur sempre con i petrolieri, che hanno margini sontuosi, rispecchiati dai loro bilanci. Perché, se no, credete che le azioni Eni (Agip) in quattro anni siano passate da 13 a 25 euro? Tuttavia i petrolieri, bontà loro, non ci trattano peggio di tedeschi, inglesi, olandesi, belgi, francesi. Questo per amor di verità. [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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