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Neanche le vacanze sono più quelle di una volta. Il grande esodo di agosto resta, ma si moltiplica in tutti i week end da luglio a settembre, con vacanze più brevi, mordi e fuggi. Per visitare più posti, in qualche caso, ma spesso per far quadrare i conti. Con una novità che chiama in causa anche le finanziarie.
Un italiano su venti ha preferito quest’anno rateizzare il soggiorno alle Maldive, o in Sardegna. Secondo quanto emerge da un’inchiesta dell’Agi, è questa la tendenza che registrano gestori alberghieri, agenzie viaggio, tour operator e associazioni consumatori. In generale, chi ha un budget molto limitato preferisce scovare una vacanza economica, magari su Internet o tramite passaparola, e pagarla tutta e subito. Ma c’è chi rileva che il pagamento a rate diluisce durante l’anno una spesa ingente e soddisfa la propria voglia di evasione.
Per il presidente di Assoviaggi (Associazione nazionale agenzie di viaggio) Amalio Guerra “il fenomeno è marginale ma in crescita, sono soprattutto le agenzie che hanno la bigliettazione elettronica per l’acquisto di biglietti aerei a farne ricorso”. Si ricorre alle rate soprattutto per viaggi “a più lunga durata, prenotati con largo anticipo”. L’uso del viaggio pagato a credito è comunque limitato: “Si riscontra soprattutto nelle grandi città”, ridimensiona il coordinatore di Assoviaggi, Mauro Maggi. “Il trend del credito a rate per le ferie, anche se è in aumento nel 2007 rispetto agli anni scorsi, conquista il 5% degli italiani che vanno in vacanza”, conferma Piero Orsoni, presidente di Telefono Blu, ricordando come gli italiani “preferiscano mettere soldi da parte per pagarsi la vacanza in anticipo che ricorrere a una finanziaria”.
Il fenomeno è più diffuso “nelle aree dove è più alto il numero di lavoratori statali o nel privato su contratti che permettono la cessione del quinto dello stipendio, garanzia più richiesta dalle finanziarie per concedere il prestito”. Il presidente Assoviaggi aggiunge poi che “la maggior parte delle agenzie aderiscono a Prestitempo, una divisione del gruppo Deutshe Bank, per la concessione di rate a tasso zero nel settore viaggi”.
E, interpellato, il direttore marketing Prestitempo - Deutsche Bank, Salvatore Fugazzotto, assicura che sono prestiti il cui ammontare, secondo stime, si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Ma come funziona?
Da Agos, a Findomestic, al prestito vacanze di Intesa San Paolo: si va dall’anticipo del 25 per cento del costo del viaggio, rimborsabile in 6-8-10 rate, senza un massimale ma con l’obbligo di fornire il cedolino dello stipendio o della pensione o copia della dichiarazione reddituale per chi svolge un lavoro autonomo, all’anticipo del 30per cento dei costi con il rimanente 70 per cento saldato in 6 o 12 rate. Ma si può arrivare anche a crediti fino a 30 rate per viaggi da 5000 a 10.000 euro.
Per Federalberghi “non è un fenomeno che per ora ha preso piede presso le famiglie, e più frequente che vi ricorra chi prenota pacchetti viaggi: i grandi tour operator hanno delle finanziarie a garanzia del credito rateale, ma i residence o gli alberghi a gestione familiare praticano tariffe così scontate che la richiesta di rateizzare il soggiorno è praticamente nulla”. D’altra parte, la permanenza e la durata del viaggio e del soggiorno più richiesto, un arco temporale solitamente di 7-10 giorni, “è troppo breve per un acquisto rateale”.
- Martedì 7 Agosto 2007
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Commenti
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Il 7 Agosto 2007 alle 12:06 Corrado Buccieri ha scritto:
Perciò su ogni auto parcheggiata si trova un volantino di offerta-prestito,
servono a qualcosa.
Qualche merlo ci capita sempre,ma poi
per riaddrizzarsi.
Il 10 Agosto 2007 alle 11:02 Bufera mutui: se i ninja aggrediscono i nostri fondi pensione » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] E l’Europa, e in particolare l’Italia? Le banche sono molto più rigorose nel concedere mutui – non esiste per esempio la “caccia al povero” – e normalmente si caricano in proprio il rischio di insolvenza. Ma un po’ di esposizione c’è, anche se marginale. Il pericolo è però indiretto. Che cioè i fondi ad alto rischio – hedge fund e simili – entrino in settori promettenti quali, per esempio, il recentissimo fronte della previdenza integrativa. Ma soprattutto nel credito al consumo: il moltiplicarsi di offerte speciali, mini-rate, finanziamenti posticipati e formalmente a tasso zero, è sotto gli occhi di tutti. Anche in questo caso il guadagno per le finanziarie comincia non tanto quando i clienti pagano, ma quando ritardano una rata o due, e allora scattano interessi a due cifre spesso legate a carte di credito di tipo “revolving”, cioè a pagamento rateale. Nulla ancora a che fare con i mutui americani, ma sarebbe il caso che le autorità di vigilanza e i consumatori prestassero attenzione. [...]
Il 17 Agosto 2007 alle 12:51 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Ora abbiamo le finanziarie, che provvedono alla vacanza in ragione di taluni Italiani che non si sentirebbero realizzati al contrario. Poi una volta rientrati saranno i primi a sbraitare affermando continuamente che non riesce ad arrivare alla fine del mese. Se questa non è incompetenza da valutazione allora cos’è.Per i nostri governanti l’avere la cognizione che l’Italiano di tipologia vacanziera, non volendo tagliare i ponti con la costosa villeggiatura ci si reca in ogni caso è provvidenza. Loro, gli aumenti in quanto correlati alla cronicità, li diffondono proprio in questi momenti.
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