
Alberto Bombassei è nato a Vicenza il 5 ottobre 1940. Imprenditore, è presidente e amministratore delegato della Brembo di Curno (BG), società da lui fondata nel 1961. L’azienda, che è leader mondiale nella produzione, progettazione e commercializzazione di sistemi frenanti, dal 1995 è quotata alla borsa di Milano. Il gruppo Brembo opera in 11 paesi. Nel 2003 a Bombassei è stata assegnata dall’Università di Bergamo la laurea honoris causa in ingegneria meccanica, l’anno successivo il premio Eurostar da parte della rivista Automotive News Europe. Dal maggio 2004 ricopre inoltre la carica di vicepresidente della Confindustria per le relazioni industriali e gli affari sociali. Bombassei è inoltre consigliere di amministrazione del “Sole 24 Ore”, del Credito bergamasco e della Italcementi.
Il Sole 24 Ore del 9 agosto: il 2006 ha segnato il tripudio della grande impresa. Ma voi industriali non parlavate di inarrestabile declino?
Luca di Montezemolo aveva debuttato alla guida della Confindustria dicendo di voler abolire la parola declino. Ma è pur vero che fino all’anno scorso in tutte le classifiche internazionali che misurano la salute dell’economia eravamo in caduta libera.
Siamo un popolo di “chiagne e fotte”, ci sarà pur qualche industriale che non si sottrae alla regola…
Di sicuro anche gli industriali sono italiani e ciascuna categoria ha un suo muro del pianto. Ma vorrei ricordare che questi vertici di Confindustria per la prima volta hanno criticato i propri iscritti dicendo che alcuni pensavano a tutto meno che a fare impresa.
Diranno che è piaggeria, ma mi tocca dar ragione a Silvio Berlusconi che vi bacchettò al convegno di Vicenza.
Criticammo il modo, non la sostanza. Quell’irrompere in casa d’altri con quella che poteva sembrare una finta sciatalgia va bene in una sceneggiata napoletana, ma in un paese serio sarebbero cose da evitare.
Fingiamo che lei debba votare alle primarie dell’Ulivo: Walter Veltroni o Enrico Letta?
Le mie simpatie sono sempre andate verso Letta, anche se non ho niente contro Veltroni e le cose che lui ha detto a Torino sono condivisibili. Letta sarebbe anche un salto generazionale, cosa che non guasta.
Il termine più gettonato dell’estate è casta. Ce ne sono anche tra voi industriali?
Penso che la casta degli imprenditori, nel senso di intoccabili, sia in via di estinzione. Ma il mercato farà giustizia di caste e poteri forti.
L’anno prossimo dovete eleggere il nuovo presidente della Confindustria. Il nome glielo dico io dopo, lei mi faccia l’identikit.
Intanto spero che i pretendenti abbiano il buon gusto di non entrare in campagna elettorale un anno prima. Poi non sarebbe una cattiva idea di fare le primarie anche noi. In Confindustria per statuto le fanno i saggi, anche se ammetto che è una procedura più confessionale.
Emma Marcegaglia e Alberto Bombassei. Scommettiamo una cena?
Troppo facile, questi sono i più gettonati da voi giornalisti. Ci sono anche altri vicepresidenti e imprenditori che avrebbero tutti i titoli per poterlo fare.
Va bene, niente scommessa. Contento come una Pasqua che Il Sole 24 Ore vada in borsa?
Assolutamente sì, lei poi sta parlando con il presidente di un’azienda quotata. Credo sia una garanzia maggiore per gli azionisti, ci obbliga a un maggior rigore nella gestione. E anche una migliore salvaguardia dell’autonomia professionale dei giornalisti.
Le parole d’ordine di Montezemolo sono state: made in Italy e fare squadra. E quelle del prossimo presidente?
Manifattura è bello. Torniamo a credere nell’Italia come paese a grande vocazione manifatturiera, che vale sempre il 20 per cento del pil.
Cosa è mancato in questi anni alla vostra Confindustria?
Volevo convincere il sindacato a cambiare il sistema delle relazioni industriali, che deve diventare più moderno. Se guardo i risultati, ammetto di esserci riuscito in parte, ma per portare a termine il lavoro ci vogliono più anni.
- Sabato 18 Agosto 2007
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Il 18 Agosto 2007 alle 13:04 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Rammentiamo tempestivamente l’ennesima laurea honoris causa in ingegneria meccanica. Poi alla domanda: il 2006 ha segnato il tripudio della grande impresa. Ma voi industriali non parlavate di inarrestabile declino?
R.Luca di Montezemolo aveva debuttato alla guida della Confindustria dicendo di voler abolire la parola declino. Ma è pur vero che fino all’anno scorso in tutte le classifiche internazionali che misurano la salute dell’economia eravamo in caduta libera. Ora da buon cittadino non mi riesce commentare quanto di parere sfavorevole.
Il 23 Agosto 2007 alle 15:33 Parla Calearo: Ok al Pdl, contro la casta di Forza Italia » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Calearo, con questo suo avallo allo sciopero fiscale i suoi colleghi della Confindustria dicono che stavolta l’ha fatta fuori dal vaso. Non ho avallato niente. La mia era una battuta, volevo dire che in tema di tasse la misura è colma. Poi c’è chi l’ha cavalcata per creare fratture all’interno di Confindustria o per altri fini. Alberto Bombassei l’ha bacchettata. Ma anche il suo presidente e amico Luca di Montezemolo non sembrava entusiasta. Può darsi che la cavalchi Bombassei, e la sua mi è sembrata un’uscita poco felice. A Montezemolo ho solo detto che mi interessava far capire al centro il malessere della periferia. Quando lei vede che una città cattolica e conservatrice come Verona fa sindaco l’ultraleghista Flavio Tosi col 60 per cento dei voti, possibile che nessuno rifletta? Però siccome non è la prima volta che lei provoca polemiche, qualcuno dice che lo fa perché si sta preparando a far politica. Io sono un uomo libero, ma non del quotidiano omonimo che non mi piace. Perciò dico quello che penso. Lo sciopero no, ma anche sul federalismo fiscale ci sarebbe da dire, con queste regioni tassaiole e spendaccione. Verissimo. Infatti le prime che dovrebbero cominciare a tagliare sono le regioni e le province. Non si tratta di trasferire la spesa dal centro alla periferia, ma di ridurla. Trova appealing il nascente Partito delle libertà? Silvio Berlusconi ha una marcia in più e fantasia da vendere. Avrà capito che Forza Italia non è più un partito della gente, ma un’azienda trasformata in partito. E non va bene. La diffidenza e il sarcasmo dei Cicchitto e degli altri dirigenti sull’iniziativa della “sciura Brambilla” dimostrano che anche in Forza Italia c’è la casta. E in “the other place”, il Partito democratico, qualcosa le piace? Premesso che non conosco Walter Veltroni, vedo una persona onesta e capace come Enrico Letta e una Rosy Bindi che speriamo non riproduca a livello nazionale i disastri che ha fatto in Veneto quando militava nei Popolari. Non si parla più della discesa in campo di Montezemolo. Come mai? Glielo chieda. Io penso che quando uno fa discorsi condivisibili e viene accusato di invasione di campo da parte di una classe politica gelosa delle proprie prerogative ci resta male. Succede anche a me con Giancarlo Galan. L’azzurro Galan, governatore del Veneto, le dà del tecnocrate “mafioso”. Il giornale Libero del dittatore perché ha prolungato il suo mandato alla guida degli industriali vicentini. Perché la attacca la destra e non la sinistra? Ce l’ho con gli appalti e le amicizie di cui si nutre la politica in regione. Con me quel sistema non funziona. Così Galan per difendersi mi attacca. Dicono che in Confindustria ce l’abbiano con lei perché assieme a Montezemolo sponsorizza all’inverosimile Emma Marcegaglia. Stupidaggini, il confronto è aperto. C’è pluralismo di idee, e spero che sul futuro presidente ci si confronterà lealmente, senza mettere in piazza le beghe interne. Però la provocazione di fare le primarie lanciata da Bombassei non era male. Ma si tratta del presidente degli industriali, di chi deve rappresentare la categoria, ovvero un leader con i fiocchi. Questa delle primarie mi sembra una boutade di finta democrazia. [...]
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