
La guerra per la Finanziaria 2008 è iniziata con qualche settimana di anticipo.
Complice la crisi delle borse di metà agosto, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha annunciato che ogni risorsa futura dovrà essere destinata al ripianamento del debito e agli investimenti. Insomma, soldi da risparmiare e da distribuire alle aziende. Messa così, resta da capire che fine farà la lunga lista già presentata a Romano Prodi sia dall’estrema sinistra sia dai moderati, ma anche dai sindacati.
Lista che comprende la sostanziale abolizione della legge Biagi, con cospicui sussidi a disoccupati e meno abbienti, il taglio dell’Ici, il finanziamento dei contratti pubblici, il salvataggio dell’occupazione in aziende decotte che si spera ancora di vendere, come l’Alitalia. Ora TPS rivendica rigore e tagli alla spesa. Era del resto la sua linea, mai attuata per le pressioni di Rifondazione e dei sindacati.
Ma la prossima Finanziaria doveva servire, nelle intenzioni, a dare un segnale di non belligeranza fiscale al Nord e ai ceti medi, con l’ammorbidimento di alcune misure sul lavoro autonomo e con la manovra sull’Ici. E questo anche perché molti, nella maggioranza, considerano la prossima Finanziaria come l’ultima prima delle elezioni. Finora a Padoa-Schioppa ha risposto solo Rifondazione, con il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero: “Ancora rigore? Non se ne parla. Il Paese ha bisogno di un piano di ridistribuzione”. E si è mosso il sindacato: “Non riconosciamo più il governo con il quale abbiamo firmato il protocollo sulle pensioni e sul lavoro”.
Ora si attendono le reazioni della destra dell’Unione. Non mancheranno.
- Martedì 21 Agosto 2007
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Commenti
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Il 21 Agosto 2007 alle 15:12 Corrado Buccieri ha scritto:
Quì si vedrà se c’è un cambiamento di rotta o il dirottamento totale.
Il 21 Agosto 2007 alle 16:05 liber1 ha scritto:
Intanto pare che pure Fidel Castro è passato a miglior vita. Quindi quello di Prodi, insieme a duello Nord Coreano, è forse l’unico vero governo comunista rimasto sulla faccia della terra. Una sciagura peggiore non poteva capitare in Italia. Da Padoa Schioppa ora possiamo solo aspettarci una finanziaria copiata dai pinai quinquennali di Stalin…
Il 21 Agosto 2007 alle 19:26 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Ho letto con attenzione e non poco stupore, mescolato allo sgomento, quanto il Ministro dell’Economia Padoa-Schioppa in una lettera concedeva alla propria maniera, una risposta a Eugenio Scalfari, riguardo le risorse economiche di questo Paese ed onestamente il comprenderlo è stato assai faticoso a fronte e dell’illustrazione come della necessaria cognizione.Tuttavia il concetto da me ben assimilato è stato quello del rendere più snelli distinti complessi di elementi e nemmeno a dirlo, il ridurre le retribuzioni mensili. L’affermare che la strada da percorrere sarà quella della rigidezza come l’impiego di denaro pubblico, che dovrà essere disposto soltanto se privi di debiti è da Nobel per l’Economia
Il 23 Agosto 2007 alle 7:46 Corrado Buccieri ha scritto:
Hanno già sparato sulle rendite,hanno
aperto il discorso per far intervenire
poi Prodi che per fare bella figura
dirà, la tassazione delle rendite non
si tocca.Vedrete che andrà così.
Il 30 Agosto 2007 alle 16:35 Ici-Chiesa: Palazzo Chigi vuol tenersi fuori » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È evidente che Romano Prodi, superato (e archiviato) a suo tempo l’affare dei Dico, non ha alcuna intenzione di riaprire la questione cattolica. Vorrebbe chiudere al più presto questo capitolo, che considera una coda delle tradizionali polemiche d’agosto, e concentrarsi sulla Finanziaria. Più che dalle richieste di Bruxelles (”Ha solo chiesto un’informativa, è un loro diritto”) a Palazzo Chigi sono infastiditi dal fatto che l’iniziativa sia nata in Italia, nel campo laico-radicale, tra gli alleati di governo. Un’altra rogna di cui il Professore non sentiva il bisogno. [...]
Il 3 Settembre 2007 alle 12:16 Walter e TPS in guerra sulle tasse: ora Prodi rischia davvero. » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La guerra delle tasse tra Tommaso Padoa-Schioppa e Walter Veltroni rischia davvero di mettere in crisi il governo Prodi. Dice il ministro: “Prima risaniamo la spesa pubblica, dopo, e solo dopo tagliamo le tasse”, accompagnando questa promessa (o minaccia) con l’annuncio di un ponderoso Libro verde su come si spendono male i soldi nello Stato italiano. Prodi gli dà ragione. [...]
Il 4 Settembre 2007 alle 11:52 Stpendi giù, record di tasse e rincari. Il conto salato dell’autunno » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Gli stipendi segnano a luglio un aumento dell’1,8 per cento: il più basso da quattro anni. Non solo: 8,9 milioni dipendenti sono in attesa di rinnovo di contratto. Contemporaneamente la pressione fiscale si avvia a superare il 44 per cento : un record nell’Europa continentale. Se il governo non inserirà nella Finanziaria le misure promesse, in particolare sull’Ici, sulle società e per i meno abbienti, avremo un 43,7-43,8 che a fine anno, grazie (o per colpa) delle mille misure introdotte da Vincenzo Visco doppierà appunto il 44. Su questo dato influisce certamente la guerra all’evasione, ma qui bisogna intendersi: un conto è far pagare di più o con più severità ai contribuenti già noti al fisco, un conto è scovare sul serio chi le tasse non le paga. Terzo dato: l’economia rallenta in parte per la crisi mondiale dei mercati, in parte per i tradizionali ritardi dell’Italia. La commissione europea stima che la crescita Ue sarà nel 2007 del 2,8 per cento, ma quella dell’Italia si attesterà intorno all’1,7-1,8. [...]
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