
Sarà che la fotografia è realistica e che bisognava avere il coraggio di prendere finalmente delle decisioni. Sarà che Maurizio Prato ha avuto solo un mese per elaborare il suo piano industriale per Alitalia che perde ormai da un decennio e che ha visto fallire pure la gara per la privatizzazione voluta dal Governo. Ma fa effetto notare come le linee guida per la sopravvivenza rese note nel consiglio di amministrazione di ieri e che di fatto sganciano drasticamente i destini di Alitalia e Malpensa, ricalchino con impressionante fedeltà i piani di un altro manager ben addentro al settore del trasporto aereo, con un passato di direttore pianificazione e controllo strategico della compagnia e qualche ambizione di scalata in via della Magliana. Di chi si tratta? Maurizio Basile, 58 anni, attualmente amministratore delegato di Adr, la società di gestione insomma dello scalo di Fiumicino (oltre che Ciampino) in evidente concorrenza con la milanese Sea.
Panorama lo aveva rivelato in un articolo dell’ottobre 2006: Proprio Basile era l’ispiratore di un piano riservato per il rilancio di Alitalia che era finito sulla scrivania di Romano Prodi. Si intitolava L’industria del trasporto aereo in Italia: criticità (ormai strutturali) e possibili evoluzioni ed era articolato in più paragrafi, a partire dall’analisi del contesto che aveva portato il nostro paese a perdere punti nel settore rispetto al resto d’Europa. Anche la sintesi ufficiale del piano proposto da Prato e disponibile sul sito Alitalia (qui in .pdf) parte da un paragrafo dedicato al Contesto esterno. Non è l’unica coincidenza: si prosegue in entrambi i documenti parlando nell’ordine di scenari industriali possibili e posizionamento della compagnia. Si usa più volte il termine inglese gap, per segnalare il grave ritardo accumulato e ormai incolmabile rispetto ai competitor stranieri. Ci si lamenta (nel documento Alitalia) della frammentazione del sistema aeroportuale nazionale, così come nel documento Basile si ricordava che in Italia si incontra mediamente un aeroporto ogni 58 chilometri, per poi segnalare l’ulteriore anomalia milanese: “la co-presenza di Linate e Malpensa sullo stesso bacino di traffico” nella versione comunicato ufficiale di ieri, il “cannibalismo tra Linate e Malpensa” nel documento del 2006. Alitalia sottolinea “l’impossibilità di alimentare in modo efficiente e produttivo due hub”, Basile ha sempre sostenuto che “Alitalia non sia in grado strutturalmente di operare di operare su due scali intercontinentali”.
Dopo due analisi tanto simili, le tesi conclusive non possono che coincidere. Nel piano riservato recapitato al Governo da Basile il capitale chiave si intitolava “Salviamo il salvabile”. Prato definisce il suo un “piano di sopravvivenza”.
La ricetta di Basile (che, non va dimenticato, è al vertice di Adr),: rifocalizzare Alitalia su Fiumicino, concnetrando sullo scalo romano tutti i voli itnercontinentali che la compagnia è in grado di operare. Individuare un altro operatore per Malpensa, che in partnership con Alitalia favorisca lo sviluppo dell’aeroporto del Nord in una logica point to point.
Detto con le parole di Maurizio Prato: “Principali azioni di piano: 1-Riposizionamento delle attività sull’aeroporto di Milano Malpensa con focalizzazione su specifici segmenti di business, con lancio di attività punto-punto, sviluppo di attività low cost tramite Volare Web, sviluppo dell’attività charter tramite Air Europe”. Per arrivare a: “2- Incremento delle attività sull’aeroporto di Roma Fiumicino”.
Con la benedizione dell’Adr guidata da Basile, naturalmente.
IL DOSSIER ALITALIA
Il VIDEO servizio sul piano approvato dal cda:
- Venerdì 31 Agosto 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
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LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
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Commenti
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Il 31 Agosto 2007 alle 14:39 clator ha scritto:
Non capisco perchè i lombardi se la prendono tanto : Alitalia è una compagnia statale , meridionale , lasciamola a loro . Piuttosto permettiamo alle compagnie straniere di occupare gli spazi Alitalia e andrà meglio per noi settentrionali.
Il 31 Agosto 2007 alle 17:11 Pelush ha scritto:
A me in qualità di Milanese non dispiace affatto che Alitalia se ne vada, l’ho utilizzata finora perchè, comunque, una compagnia con la bandiera tricolore faceva paicere e perchè il programma frequent flyer era il più conveniente. (a giugno avevo già fatto tante miglia per avere l’accesso al club freccia alata per l’anno prossimo).
Ora Alitalia ha deciso di suicidarsi enl modo peggiore: Basile, da bravi romano spera di portare più aerei nel suo tugurio sgangherato e spera anche nella rivincita nei confronti dei milanesi che, costruendo l’aeroporto che si doveva fare, gli hanno rovinato.
I sindacati sperano di potere fare tornare a casa i loro dipendenti.
La dipartita dei voli di lungo raggio, in realtà, non è che un operazione di facciata a causa del fatto che Alitalia non può più permettersi il leasing dei costosissimi boeing 767 che tutti gli operatori charter del mondo vogliono e che sono disposti a pagare bene, quindi Alitalia o paga anche lei o chiude i voli.
Il problema è che, così facendo, romperebbe il contratto capestro che la lega a SEA con conseguenze non immaginabili ed aprirebeb la porta alla concorrenza straniera, c’è già chi, come Ethiad, Virgin Atlantic ed American Airlines che hanno annunciato l’apertura di voli a liungo raggio da Malpensa, mentre, le major europee rinforzeranno la propria presenza a Malpensa.
Se Alitalia pensa che i Milnesi passino da Roma per i propri voli in interconnessione hanno proprio sbagliato bersaglio, da Milano mai nessuno accetterà più di passare da Roma piuttosto andremo all’estero.
Altra cosa, qualcuno mi deve spiegare come Alitalia potrà mettere in atto il piano che ha in fase finale di redazione quando fallirà prima di arrivarci perchè mai nessuno la ricapitalizzerà.
Il 31 Agosto 2007 alle 17:35 byebyemxp ha scritto:
E’ ormai un fatto concreto che ci troviamo davanti ad un colossale provincialismo e a un’ipocrisia di facciata,.
Per chi ha scarsa memoria, sarà il caso di ricordare che l’aeroporto di Malpensa è l’opera pubblica più costosa pagata da tutti i contribuenti italiani, con risultati catastrofici.
I politici locali non hanno fatto nulla per farlo decollare, continuando a giocare su più tavoli, come su Linate, la vera gallina d’oro per le compagnie straniere, che sfruttando le ridicole guerre di campanile urlate dai soliti noti, sottrae a Malpensa il vero traffico.
A LI T A L I A è vittima del sistema politico italiano che l’ha costretta a sprofondare per soddisfare la sete di potere, come ad esempio, ricorda quest’oggi Alberto Statera su Repubblica.
La miopia di chi vuole vedere ALITALIA presente ovunque, senza poi sostenerla, rappresenta il provincialismo tipico di un paese stolto, arretrato, che si fa sottomettere da aziende straniere.
S VE G L I A T E VI Alitalia, con la sciagurata apertura di Malpensa, è stata condannata la suicidio.
UN HUB che non ha un albergo in aeroporto, mal collegato, con aeroprti “venduti” alle low cost con soldi pubblici dei contribuenti, non ha futuro.
A L I T A L I A è una risorsa per il paese, e visto che presto sarà privata, smetterà di servire a fondo perduto i politici locali.
F O R Z A Alitalia, vola alto, va dove ti porta il cuore.
Lascia stare le ridicole polemiche di chi ti ha umiliato, torna adare lustro a un paese che merita, una vera compagnia nazionale, orgoglio di un Paese straordinario, troppo spesso, legato a patetici campanilismi, frutto di secoli di arrettratezza.
Il 31 Agosto 2007 alle 19:04 cecco65 ha scritto:
Mio padre diceva sempre: chi si somiglia, si piglia…
Da una parte sbarre dei parcheggi che non si alzano, vetri laidi, monitor che ballano, segnaletica che conduce al nulla, sportelli informazioni guasti, aerei persi in pista (giuro: dopo una ora che era atterrato l’aereo con la mia famiglia, nessuno sapeva a quale gate era), cicche attaccate per terra, personale cafone ed arrogante.
Dall’altra personale arrogante e cafone, sedie sfondate, tariffe esose, scioperi selvaggi.
Come pensare che l’incontro tra due simili modelli di teutonica efficienza possa fallire? Come pensare che tanto brillante management non possa creare una perfetta simbiosi?
Roma avrà una porta d’ingresso degna, degna della città e della classe politica che ospita.
L’unica nota stonata, anzi drammatica, è il pensiero che il tutto non è localizzato in qualche stato sub-sahtiano, ma nel nostro paese.
Il 1 Settembre 2007 alle 18:16 Pelush ha scritto:
Vorei fare notare che l’aeroporto di Malpensa esiste ai primordi del’aviazione ed è tuttora uno degli aeroporti più antichi in funzione.
Non solo, i sldi dei conribuenti per realizzare il rogeto di Malpensa 2000 sono stati pochissimi, il progetto è stato finanziato dall’UE con soldi che SEA ha reso fino all’ultimo centesimo, si tratta, a differenza di Fiumicino, di un aeroporto privato e non un aeroporto pubblico in regime di concessione ad un privato come quello della palude romana.
Malpensa dovva essere la soluzione al grande errore, ovvero quello compiuto negli anno ‘50 di piazzare la sede e l’operatività della compagnia di bandiera presso la capitale politica e non presso la Capitale economica in nome dell’occupazione, caso unico al mondo, perchè tutti gli altri stati ove esiste questo dualismo di capitali hanno deciso diversamente.
Se tutti hanno deciso diversamente e le loro compagnie aeree fanno miliardi di utili allora chi ha sbagliato è stata l’Italia e non ci sono scuse.
Purtroppo quando, finalmente Malpensa è sata aperta si sono commessi altri due errori, il primo di tipo politico: dato che il ministro Burlando di centrodestra aveva trovato un buon dereto per limitare Linate il successivo governo (ricordate il ribaltone) decise tramite Bersani di fare il pasticcio ed aprre Linate un po a tutti, anche alle Low Cost.
Il secondo errore lo fece Alitalia, ovevro i suoi dipendenti e sindacati che, anzichè andare incontro al destino già scritto della compagnia e d emigrare nella brughiera hanno scelto di condizionare le scelte del proprio datore di lavoro rimanendo a Roma, fatto sta che da quel momento Alitalia ha dovuto gestire lo scalo più importante attraverso personale in outsourcing, sobarcandosi, quindi, un duplice costo. Qui sta il nodo della situazione e la ragione per cui Alitalia a Malpensa ha perso.
A questo aggiungiamo che da quel momemento il mercato del trasporto aereo è cambiò (trattato di shenghen, ricordate?) e che, se Alitalia non avesse presidiato il nord del Paese, avrebbe perso tutto il suo mercato migliore a favore di Lufthansa e Swiss.
Tale fu l’importanza di Malpensa che l’apertura dello scalo in grande stile fu proprio la causa principale del fallimento della compagnia svizzera, si perchè da quel momento, swiss perse sia i clienti milanesi, ma anche metà della svizzera che preferiva Malpensa a Zurigo.
Ora, lo ripeto, Alitalia non speri di fare passare i Milanesi a Fiumicino, nessuno mai andrebbe a farsi del male in quella bolgia di aeroporto, meglio Monaco, Zurigo, Vienna e perfino Londra.
Il 2 Settembre 2007 alle 18:33 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
L’addio a Malpensa sarà la fine dell’Alitalia. Ma dove si recano per trovare soggetti così creativi ?
Il 3 Settembre 2007 alle 9:47 Corrado Buccieri ha scritto:
Da qualche parte bisogna pure cominciare,ci sono 1000 o 1500 stipendi
al mese che volano senza pagare il biglietto ed altre magagne che vanno
riviste bene per far riprendere il volo
alitalia.
Il 3 Settembre 2007 alle 10:35 robin ha scritto:
Mi ripeto, il problema dell’Alitalia è lo Stato, fonte della inefficienza più spinta, raccomandazioni a gogo, sprechi a più non posso, ecc.ecc. Prima viene privatizzata e prima finiranno i problemi dell’Alitalia a patto che non si dia voce ai sindacati che non mi sembra ultimamente facciano gli interessi dei lavoratori bensì i propri interessi!!!
Il 4 Settembre 2007 alle 10:44 byebyemxp ha scritto:
RASSEGNATEVI; ora che ALITALIA verrà privatizzata, con un vero HUB, quello di Fiumicino, l’ipocrisia e il provincialismo dui chi si ostina a manadare aventi quel baraccone chiamato MAL…PENSA dovrà trovare altre valvole di sfogo, per le frustrazioni.
GRAZIE Alitalia, per aver capito che LINATE e Malpensa sono il frutto di un provincialismo e di un complesso di inferiorità, che in questo sito si evidenzia benissimo.
Chi ragiona con il fiele, inventandosi stravaganti ragionamenti uterini, manifesta solo ipocrisia di provincia.
Meditate se ne siete capaci. Addio Malpensa
Il 4 Settembre 2007 alle 11:02 giuliano ha scritto:
Ho letto tutti i commenti: la conoscenza del trasporto aereo di molte persone che scrivono e’ uguale alla mia conoscenza della fisica nucleare: pari allo ZERO assoluto.Alitalia fa benissimo a scappare da Malpensa uno scalo da Terzo Mondo. Altro che Settentrionali!! Clator usa poco l’aereo: e si VEDE!!! Si dimentica che a Natale di 3 anni fa l’EFFICENTISSIMO scalo Settentrionale di Malpensa, che dovrebbe servire il NORD, la parte SANA e PRODUTTIVA del Paese e’ stato chiuso per 3 giorni a causa di 2 (dico DUE!!!!) cm di neve!!! BUFFONI!!! Li’ Formigoni e la Moratti dimenticavano di avere autorita’ sull’aeroporto. Se lo ricordano ora. Il terzo satellite (che vedra’ la luce forse tra un anno) doveva essere pronto 5 (cinque!!!) anni fa!! Bell’esempio di efficienza! Tutti gli hub del mondo hanno minimo 2 alberghi nello scalo: dov’e’ quello di Malpensa?? Sulla carta ecco dov’e'!! Le grandi Compagnie straniere NON verranno mai a Malpensa. MAI!! Lo scalo e’ mal collegato, privo di infrastrutture, la sua nomea e’ pessima (ricordate i furti nei bagagli, efficentissimi amici del NORD???) I grandi vettori europei scelgono Linate che e’ il vero PROBLEMA di Malpensa. Dove’erano Formigoni e la Moratti quando nel 1998 l’apertura di Malpensa fu boicottata da tutta Europa?? Ricordate il Commissario ai trasporti delle UE, l’ inglese ‘O Neill, a busta paga di British Airways, che impose condizioni vergognose per l’apertura dello scalo varesino?? Chi difese lo scalo?? NESSUNO!! E poi cari amici del Nord, non siete contenti ora che il vs. Parco del Ticino e’ salvo!! Abitanti che la sera salivano sui tetti dicendo che gli aerei causavano la caduta di tegole!!! COSE DA PAZZI!! E la Regione che li HA RIMBORSATI!!! A Hong Kong il vecchio aeroporto era paticamente in citta’! Il traffico aereo li era 100 volte superiore a Malpensa: ma le tegole delle case non cadevano!! Vi siete mai chiesti perche’?? Avete boicottato Alitalia da sempre, nonostante sia stata l’unica Compagnia a spostare i suoi aerei a Malpensa (British, Air France, Lufthansa SONO RIMASTE A LINATE!!). Che pretendete ora?? Formigoni ha tenuto in piedi Linate, ha sviluppato , per prendere voti, lo scalo di Bergamo: vuole la botte piena e la moglie ubriaca!! Ora dice che Alitalia fallira’. L’ultimo bilancio in attivo di Alitalia fu nel 1997: 460 mld di lire di allora E DIVIDENDO PER GLI AZIONISTI!! Nel 1997 Malpensa NON C’ERA!!Alitalia NON punta a far passare i milanesi a Roma. NON sono scemi!! I milanesi hanno scelto da sempre di volare attraverso gli hub del Nord Europa e continueranno a farlo. Ma dire che cio’ dipende da Alitalia e’ una bestemmia!! Come i Milanesi sono liberi di scegliere i prorpi itinerari e i propri vettori, anche i VETTORI sono liberi di scegliere. Alitalia l’ha fatto!! Problemi suoi. Ma l’ha fatto dopo che la Regione, il Comune e la SEA NON gli hanno dato cio’ che ad una Compagnia aerea si dovrebbe dare: l’ASSISTENZA. Dov’e’ il terminal dedicato ai voli Alitalia a Malpensa?? Il tempo dira’ chi ha avuto ragione. Ma per favore NON ci fate la morale amici Settentrionali: una Regione che spende 125.000 EURO per allestire uno stand nel meeting di CL a Rimini per la sua pulizia e per gli addobbi floreali NON HA DA INSEGNARE NIENTE A NESSUNO!!!!VERGOGNATEVI!!!!!!
Il 4 Settembre 2007 alle 15:41 Corrado Buccieri ha scritto:
Se il male dell’Alitalia,almeno uno
come dice Giuliano,è Malpensa,bene lo
si chiuda subito,una volta che lo si è
individuato.
Formigoni e compagni si inventino
qualche altra cosa.
Il 4 Settembre 2007 alle 15:55 cristinaricci ha scritto:
Ideuzza a proposito di cannibalismi tra Linate e Malpensa, una domandina: come mai la gloriosa metropolitana milanese non arriva a Linate, che si trova a 1 km dal centro? Io lo so…
Il 4 Settembre 2007 alle 17:03 francesca.folda ha scritto:
a cristinaricci:
se lo sai, spiegalo anche a noi!
Il 4 Settembre 2007 alle 17:52 giancarlob ha scritto:
Sto constatando che negli uffici Alitalia il sito Panorama è molto seguito!
Cristinaricci: nessun giornale lo dice ma intuisco che la cosa abbia a che fare coi redditi dei molti tassinari meneghini, in combutta con il gestore del metrò, che preferisce favorire i tassisti anzichè i milanesi… E intanto l’Atm costruisce stazioni persino a Cascina Burrona. Mah.
Il 5 Settembre 2007 alle 15:08 cristinaricci ha scritto:
“a cristinaricci: se lo sai, spiegalo anche a noi!”
Ha già dato la risposta il commentatore qui sopra, sig. giancarlo.
Però sarebbe bello chiederlo direttamente alla Moratti o a Formigoni: “Perchè la gloriosa metropolitana milanese arriva ovunque ma non all’aeroporto di Linate, che dista un paio di km dal pieno centro storico? E’ per via delle montagne?”
Il 7 Settembre 2007 alle 10:17 Pelush ha scritto:
Vi chiedo solo di evitare di continuare a dere del leghista a chi leghista proprio non è, ma difende solo linee di principio basate solo sul buon senso e su una certa professionalità nel campo dei trasporti.
Qualcuno che parla tanto di HUB esteri e di Fiumicino non sa che le fughe dal nord Italia riguardano circa 1500 persone al giorno (400 carte d’imbarco doppie al giorno tra LIN e MXP) di cui solo il 20% è diretto verso aeroporti serviti da voli diretti da Malpensa, queste persone, infatti o sono dirette verso dove Alitalia non le porta o sono persone alla ricerca di tariffe scontatissime e disposti ai transiti pur di risparmiare.
Si tratta, in ogni caso, di clienti che non interessano ad Alitalia ne per il numero ne per i pochi introiti.
A proposito di introiti, l’abbandono di Malpensa, e quindi l’abbandono della clientela che paga di più, porterà alla perdita di ricavi per quasi 900 milioni di Euro/anno per Alitalia, a tanto ammonta la differenza tra 150 voli venduti a Milano e 150 voli venduti nel resto d’Italia, chiaramente non vi sono risparmi che possano coprire una tale riduzione di ricavi, se poi si pensa pure di rendere i velivoli in leasing e cancellare totalmente detti voli ne viene che il disavanzo sarà ben peggiore.
Chi parla di Malpensa come di aeroporto mel pensato, forse non ha mai avuto a che fare con altri aeroporti della stessa dimensione, o forse è una di quelle persone piene di fiele che per qualche ragione ha da dire in merito a Milano.
Prima di dare dati campati per aria e riempire i post di luoghi comuni, quasi sempre non veritieri, bastrebbe informarsi un attimo, ad esempio Malpensa è l’aereoporto che si è piazzato primo nella classifica della puntualità, è un aeroporto che, quando Fiumicino andava in crisi con 150mila passaggi, faceva transitare 175mila persone senza disguidi, tanto che le valigie che ADR perse a Roma sono state trovate dalla task force della SEA.
Gli alberghi intorno a Malpensa (raggiungibili in memno di 15 minuti di taxi o navetta) sono ben otto, ed altri sei sono di prossima apertura e due in costruzione, Malpensa è collocato al centro di una delle zone più popolate d’europa intorno alla quale vivono più abitanti che nella città di Milano.
Parliamo ora di Fiumicino:
ADR è la società che ha rileavto la sola gestione dell’aeroporto (non la proprietà) attraverso un takeover finanziario che l’ha indebitata tanto da non lasciarle ossigeno per lavorare, non solo, ha ereditato uno scalo anacronistico, inefficiente sotto quasi tutti i punti di vista, vecchio, decrepito e non in grado di gestire il traffico attuale, figuriamoci un trasferimento di voli da Milano.
Mancano piazzole, mancano piste (tre di cui una nun utilizzabile), manca un sistema di smistamento bagagli decente, mancano soprattutto persone che pagano, ovvero quelle che ti permettono di fare fruttare i voli e ricavare i soldi per offrire un servizio decente.
Ora come ora si vede chiaramente lo squilibrio tra Milano e Roma dove al nord il 77% dei passeggeri prende voli internazionali (il resto va quasi solo a Roma) mentre a Roma l’83% dei passeggeri è nazionale, il che vuole dire che a Roma ci si reca per affari politici ed a Milano per affari, solo che con gli afafri politici e con il turismo le compagnie aeree non campano perchè entrambe le categorie sono caratterizzate ba bassi ricavi.
In pratica, a Roma, non ci sono i numeri per fare l’HUB ma solo per terminare qualche volo che, però, vendono gli altri.
Se Alitalia fosse una società completamente privata potrei dire che avrebbe diritto di suicidarsi come vuole, ma dato che l’ho pagata con le mie tasse e che la cassa integrazione dei dipendendi al dovrò pagare io coi miei contributi, non posso essere contento di questa mossa suicida, anche se, sono convinto, che Alitalia a Milano sarà sostituita a breve da qualcun altro che godrà della rimozione di questo concorrente scomodo che non sviluppa niente e nessuno, mentre a Roma rimarranno quattro voli in croce dedicati ai turisti ed ai politici.
Il 7 Settembre 2007 alle 10:18 Pelush ha scritto:
Cristina, sai perchè la Metropolitana di Milano non arriva a Linate?
Perchè in aeroporto, l’80% dei passeggeri ci va in auto, la metropolitana si farà, ma solo per intercettare il flussi di pendolari che arriveranno dalla brebemi
Il 7 Settembre 2007 alle 10:53 Malpensa: tutti la vogliono, nessuno se la piglia davvero » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non ha fatto in tempo ad annunciare che il nuovo piano industriale della compagnia di bandiera (che sarà discusso stasera in Cda) prevede la cancellazione di 150 voli da e per Malpensa, che i vettori concorrenti si sono messi in fila per accaparrarsi gli slot. A pensare di essere in grado di fare meglio di Alitalia sono in tanti, ma tra i vettori che stanno corteggiando il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, c’è qualcuno che ha realmente le carte in regola? Da Dublino si è fatto vivo addirittura il patron di Ryanair, Michael O’Laery. Il vettore irlandese è il più forte in Europa nel comparto low cost e il mercato italiano, con una quota del 17%, è secondo solo a quello britannico. Purtroppo c’è un ma. Ryanair guadagna tanto negli scali a forte vocazione turistica. È il caso, ad esempio, di Ciampino. La clientela di Malpensa è soprattutto business e difficilmente si adatterebbe alle regole spicciole di una compagnia a basso costo. Senza contare che Ryanair, al momento, non ha una flotta per effettuare collegamenti intercontinentali e quindi i passeggeri che devono andare fuori dall’Europa resterebbero comunque a terra. Il segretario regionale della Fit-Cisl, Dario Ballotta, ha parlato senza mezzi termini di ‘’uno spot pubblicitario che sottende un declassamento di Malpensa ad aeroporto minore, su cui storicamente operano i vettori low cost’’. Il discorso sarebbe diverso, osserva Ballotta, “se Ryanair volesse utilizzare Malpensa come proprio hub intercontinentale europeo avendo annunciato l’attivazione di rotte intercontinentali. Questo dimostrerebbe che il ricco mercato del Nord Italia è al centro degli appetiti dei vettori stranieri”. E comunque Ryanair si troverebbe a fare i conti con la concorrente Easyjet che a Malpensa ha già la prima base italiana e, con un giro di clientela che supera gli 1,2 milioni, è la seconda compagnia presente nella scalo milanese dopo la stessa Alitalia. Easyjet punta sicuramente a crescere (tanto che il Terminal 2 che oggi condivide con i charter, potrebbe diventare l’Easy Terminal, alla faccia di Alitalia che finora ha inutilmente chiesto un terminal dedicato sia a Malpensa sia a Fiumicino), ma anche in questo caso si tratterebbe di un’ulteriore virata di Malpensa verso il low cost. Se si pensa che a rilanciare Malpensa possa invece essere Eurofly, così come ipotizzato da indiscrezioni di stampa, allora si è ben lontani dalla soluzione. La compagnia specializzata nei voli charter, nonostante sia stata acquistata da Meridiana, si trova ancora a fare i conti con perdite in crescita (il 2006 si è chiuso con un rosso di 29 milioni a fronte dei 2 milioni del 2005) e un indebitamento alle stelle. Con il revisore Deloitte che non ha certificato il bilancio 2006, avanzando dubbi sulla continuità aziendale, la compagnia non si trova di certo nella condizione di mettere mano al portafoglio per acquistare nuovi aerei in aggiunta ai 13 Airbus che già oggi a malapena riescono a garantire l’operatività nei momenti di punta. Non sta meglio la controllante Meridiana che ha una flotta composta quasi interamente di tutti vecchi Md 80 (sono esattamente 13) e sopravvive solo perchè la fa da padrona nei collegamenti su Olbia. Le cose non vanno meglio in casa Blu Panorama. La compagnia di Franco Pecci ha un coefficiente di riempimento degli aerei molto basso e ora deve trovare i soldi per i 4 Boeing 787 che ha già prenotato. Nonostante questo, Pecci ha lanciato un appello a Formigoni dicendo che “e’ nostra intenzione dialogare con le istituzioni lombarde per portare avanti un progetto di crescita su Malpensa. Blue Panorama Airlines ha posizionato il 70 per cento della propria flotta sull’aeroporto milanese e ha trasportato nell’ultimo anno un milione e mezzo di passeggeri sul proprio network”. Dal canto suo il governatore della Lombardia ha preso a corteggiare Carlo Toto di AirOne ma più che a Malpensa, l’imprenditore abruzzese punta a crescere su Linate da cui già ricava gran parte del fatturato. L’unica a guadagnare con il piano Prato è Air France. Il ridimensionamento di Malpensa va a tutto vantaggio di Parigi e, ottenuto questo, Jean Cyril Spinetta, potrebbe finalmente uscire allo scoperto sull’intenzione di acquisire Alitalia. [...]
Il 7 Settembre 2007 alle 13:03 cristinaricci ha scritto:
Pelush, certo che ci vanno in auto: non c’è altro modo di andarci. :)
Negli aeroporti cittadini di Londra e Parigi il metrò c’è. Qui no. Come mai?
Qui si farà? Quando?
Il 7 Settembre 2007 alle 16:27 byebyemxp ha scritto:
A L I T A L I A per tornare a dare lustro,ad un paese dilaniato da patetiche guerre di campanile e di provincia, lascia subito MAL…PENSA per il bene di tutti.
Tanto anche i commenda lo sanno , si tratta di un catastrofico aeroporto….MAL…PENSATO da sempre.
Il 9 Settembre 2007 alle 17:22 giuliano ha scritto:
A Pelush vorreri ricordare che probabilmente gli Italiani sono venuti in suo soccorso tante volte, solo che lui non ce lo ricorda…Anche io sono un lavoratore dipendente, ma non vado a dire che Alitalia l’ho pagata io forse perche’ i miei soldi sono finiti nell’azienda di Pelush o , se lui e’ un lavoratore autonomo, magari per pagare le tasse che lui non ha pagato…Senza offesa e senza allusioni.. Solo in questo Paese di buffoni si vuole che una Societa’ sia “privata” per fare utili, ma la si vuole pubblica per decidere delle sue sorti e per nominare questo o quello!!! Pelush dimentica, o non lo dimentica affatto, NON lo dice solo perche’ NOn gli conviene, che lo START UP di Malpensa e’ gravato SOLO su Alitalia!! Gli enormi disservizi che hanno sancito la nascita dello scalo sono stati buttati sulle spalle (e sul bilancio) solo di Alitalia (KLM, con la quale Alitalia aveva sancito un accordo per far crescere Malpensa, E’ SCAPPATA da quello scalo: HA PREFERITO PAGARE una penale di 500 miliardi di lire!!!!). E ha avuto ragione!!! Le motivazioni della fuga da Malpensa sono NOTE A TUTTI: i voli a cui fa riferimento Pelush NON sono riempiti da passeggeri di Milano!!!! Sono riempiti da passeggeri che TRANSITANO a Milano da tutti gli scali Italiani. C’E’ UNA DIFFERENZA ENORME!!! Questi passeggeri in transito vanno portati su Malpensa e Alitalia perde aerei, risorse, equipaggi, ore di volo per fare queste navette che i clienti in prosecuzione da Malpensa NON PAGANO!! Alitalia deve fare 4 voli al giorno da Genova ad es, perche’ il GRANDE NORD, quello industrializzato, quello del business, quello all’avanguardia, NON ha realizzato un collegamento ferroviario tra la citta’ ligure e lo scalo varesino!!! E di questi esempi se ne possono fare a centinaia!!! I voli che la mattina portano passeggeri per le coincidenze internazionali e intercontinentali da Malpensa arrivano con passeggeri che NON pagano (pagano solo la tratta in prosecuzione) e consentono agli aerei di ripartire solo dopo le 11 di mattina (ad es il volo Catania Malpensa arriva alle 9, 30 di mattina e puo’ ripartire per un altro volo dopo un ‘ora) quando cioe’ la fascia piu’ desiderata dai businessmen e gia’ superata!! Se Malpensa fosse uno scalo di origine ( e non di transito) io credo che Alitalia non scapperebbe, anzi gli aerei che risparmierebbe li utilizzerebbe ancora meglio. Ma NON PUO’ FARLO, perche’ i passeggeri per i suoi voli intercontinentali Alitalia ce li deve portare lei stessa da tutta Italia!!! Quanto ai bagagli NON tocchiamo questo tasto!!! Per favore!!! A Malpensa c’era un’organizzazione, non u gruppo di dipendenti, ma un’organizzazione che “sbirciava dentro” i bagagli dei passeggeri, prelevando cio’ che piu’ occorreva… Quanto alle e alle piste, caro Pelush Roma ne conta 3, Malpensa 2… E le piazzole di Malpensa per lo sghiacciamento, ad es, sono da Scherzi A Parte!!!!! Cmq staremo a vedere quante Compagnie verranno a malpensa.. Quante sposteranno la propria base nello scale varesino (HO DETTO LA BASE, NON QUALCHE VOLO!!!!). E’ proprio perche’ sono stufo di pagare ricapitalizzazioni di Alitalia che approvo la sua FUGA da Malpensa: come ripeto, ma nessuno risponde vedo, cari amici del Nord, nel 1997 Alitalia chiudeva bilanci con 500 miliardi di attivo!!!! Quando e’ nata Malpensa?????????????????
Il 10 Settembre 2007 alle 23:28 Pelush ha scritto:
Giuliano, sembri Bersani, solo che tu sei poco informato e lui mente sapendo di mentire (o non sa pare i conti)
Allora vediamo un attimo come è distribuito la clientela che passa per Malpensa ad oggi:
I passeggeri dell’anno scorso sono stati quasi 22 milioni, di cui 4 milioni di passeggeri nazionali e 18 internazionali.
Di questi 18 inetrnazionali ne abbiamo circa 5 di charter, poi abbiamo una quota di transiti pari al 34% (un terzo) dei voli di linea (Dati SEA, Assoaeroporti) per cui ne viene:
Voli charter (origine Milano) 5 milioni
Voli Nazionali originati Milano 2 milioni
Voli Nazionali destinazione Milano .8 milioni
Voli Nazionali con transito a Milano 1.2 Milioni (non il 90% dei pax di Malpensa)
Voli Internazionali di linea con transito a Milano 4 Milioni
Voli Internazionali di linea con origine Milano 9 Milioni.
Questa è la distribuzione dei passeggeri di Malpensa.
I voli in partenza la mattina presto, e rientro la sera tardi, invece, sono stati messi a Linate per occupare gli slot che altri avrebbero occupato, am ciononostante, meno del 4% dei voli con origine Linate riguarda passeggeri con doppia carta d’imbarco, ovvero le fughe tramite la sesta libertà (ovvero i transiti negli HUB europei con origine Linate) sono meno di 400Mila.
Semmai Alitalia perde passeggeri dove non ha posizionato voli diretti, ovvero dove, la mediocrità del suo servizio si scontra con l’eccellenza delle major europee che fanno manbassa nella provincia Italiana.
A proposito, dimentichiamo, che chi volle Malpensa fu proprio Alitalia, quella compagnia aerea che si rese conto di non potere più costringere i propri passeggeri a passare per Roma come faceva fino al ‘97, dato che nel ‘97 il mercato europeo si è aperto alla concorrenza.
Malpensa è stata fonte di perdite, non perchè esiste, ma perchè Alitalia non l’ha saputa sfruttare, ovvero Alitalia non ha sbaraccato da Roma.
I signori di KLM sono scappati da Alitalia a causa del fatto che la compagnia era in preda ai sindacati che osteggiavano qualsiasi manovra di ristrutturazione seria a danno di Fiumicino e della santa occupazione nel Lazio.
Dimenticavo: la mia azienda non ha MAI avuto aiuti di stato, io che sono un libero professionista o competo sul mercato o non mangio, forse anche tu dovresti fare lo stesso ti servirebbe.
Dimenticavo anche di dire che semmai si possono definire leghisti coloro che scrivono e dicono cose senza fare i conti con l’economia e con il mercato.
Il 16 Settembre 2007 alle 17:55 byebyemxp ha scritto:
MAL….PENSA un aeroporto catastrofico gestito in monopolio da SEA per conto di quel tale….Formicoglioni…..basta è ora che vi rassegnate, ipocriti.
Tanto da Malpensa mai nessun milanese ci parte mai…. e allora…bene Alitalia che li lascia al loro squallido destino
Il 20 Settembre 2007 alle 7:11 Alitalia va ad Air France. Bisogna solo dirlo a Rutelli e Formigoni » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, prenderà ancora qualche altra settimana prima di chiudere la vendita della compagnia di bandiera, ma i giochi sarebbero fatti. Il controllo dovrebbe passare ad Air France mentre AirOne si accontenterebbe di rotte particolarmente redditizie su Malpensa. L’accordo di massima tra la compagnia di bandiera e quella francese sarebbe stato già raggiunto e negli ultimi giorni, secondo quanto trapela da fonti diplomatiche, anche il premier, Romano Prodi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrebbero avallato l’operazione nell’ambito di un pacchetto di nuove intese tra i due Paesi (uno dei punti fondamentali riguarda l’ingresso di Enel nel programma che la Francia sta realizzando per il nuovo reattore nucleare Epr). Prima dell’annuncio, tuttavia, i vertici delle due compagnie si prenderanno tutto il tempo a disposizione per sciogliere i nodi più controversi dell’acquisizione. Il numero uno di Air France, Jean Ciryl Spinetta, è stato fin troppo chiaro: “Alitalia entrerà nel perimetro del vettore francese a patto che Parigi non sborsi nell’immediato soldi in contanti”. In altre parole la quota del 49,9% che il Tesoro detiene in Alitalia dovrebbe valere esattamente zero. Senza questa condizione non se fa nulla anche perché Parigi si dovrebbe farsi subito carico della nuova ricapitalizzazione di Alitalia. Al di là degli aspetti finanziari, per l’annuncio ufficiale si è deciso di aspettare ancora per esaminare tutti i risvolti che l’operazione avrà su Malpensa. Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha visto Prato e al termine dell’incontro ha riferito di avere “avuto assicurazione che entro il 30 settembre sarà definito il quadro dei rapporti con i possibili compratori”. Nei piani di Prato, a questa prima fase, dovrebbe seguire una successiva scrematura delle candidature, entro ottobre, per arrivare alla parola fine entro Natale. Le candidature, avrebbe sottolineato il numero uno di Alitalia a Formigoni, saranno vagliate in base a due criteri, in ordine di importanza: il piano industriale e l’offerta economica. In questo modo Prato si prenderebbe tutto il tempo per sistemare il contratto con Air France mentre la politica risolverebbe il dossier Malpensa. Il patron di AirOne, Carlo Toto, che a sua volta ha avuto un incontro con Formigoni, continua a godere di forti appoggi. Il vicepremier, Francesco Rutelli, ha detto apertamente di preferire la fusione Alitalia-AirOne. Ma una simile possibilità sembra ormai tramontata per tanti motivi. Non ultimo la mancanza di risorse economiche. Ma Toto punta a portare a casa comunque qualche risultato. Le rotte di Alitalia su Malpensa gli farebbero particolarmente comodo insieme alla fornitura di servizi da parte della Sea a prezzi convenienti rispetto a quelli praticati oggi ad Alitalia. [...]
Il 21 Settembre 2007 alle 13:03 fb ha scritto:
Il piano romanocentrico di Alitalia a
spese di Malpensa è l’ulteriore dimostra
zione dell’inettitudine imprenditoriale
dello stato,che fa sopravvivere tale so
cietà sperperando denaro dei contribuen
ti,in primis di quelli del nord.Una tale
società non merita di sopravvivere es
sendo un peso eccessivo per la colletti
vità.Alitalia deve essere boicottata da
gli utenti settetrionali danneggiati,sce
gliendo altre compagnie e scali diversi
da Fiumicino,anche se oltre frontiera.
Il 21 Settembre 2007 alle 13:29 Penati: Anch’io in provincia adotterei il metodo Sarkozy » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, è nato a Monza nel 1952. Sposato, due figli, insegnante, è stato assessore al Comune di Sesto San Giovanni dal 1985 al 1993 e poi sindaco, eletto nel 1994 e riconfermato nel 1998. Iscritto ai Democratici di sinistra, è stato candidato alle elezioni europee del 1999 per la circoscrizione nord-ovest ottenendo circa 15 mila preferenze. È stato segretario della federazione metropolitana dei Ds dal 1999 al 2004. Fa parte della direzione nazionale ds e del consiglio federale della Fed. È stato eletto presidente della Provincia nel turno elettorale del 2004 (ballottaggio del 26 e 27 giugno), raccogliendo il 54 per cento dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra. Ha battuto la candidata del centrodestra, Ombretta Colli, presidente uscente. Il suo mandato scade nel 2009. Presidente Penati, non ha capito che a sinistra il tema della legalità non fa proseliti. Poi si lamenta se la definiscono leghista di sinistra o centrista occulto. Certa sinistra ha la cattiva abitudine di affibbiare etichette invece che confrontarsi sul merito. Il tema della sicurezza è prioritario nell’area metropolitana milanese, bisogna dare risposte a una comunità che si sente minacciata. Mi sa che la polemica è figlia anche dei movimenti in vista delle primarie del Partito democratico. Magari, se fosse così sarebbe una polemica passeggera. Purtroppo invece perdura da tempo all’interno della sinistra, e riemerge ogni volta che si affronta il tema della sicurezza. Nella sua maggioranza la sinistra radicale conta 11 consiglieri su 25. Se fossi in lei non mi sentirei tranquillissimo… Sarebbe presuntuoso se non mi preoccupassi. Ma sono tranquillo perché in questi due anni e mezzo la mia maggioranza mi ha sempre sostenuto. Sul tema sicurezza c’è stata sì divergenza, il che non ha impedito che passasse la delibera che stanzia 1 milione di euro per il fondo metropolitano sulla sicurezza. Quando poi passa anche con i voti dell’opposizione si dorme tra due guanciali. Era un ordine del giorno che approvava la mia relazione in Consiglio. Ma per amor di verità occorre dire che la delibera era già passata con il voto unanime di tutti gli assessori. Ma lei se la sentirebbe di fare come Sarkozy e prendersi in giunta politici della Casa delle libertà? Certo che lo farei, perché va premiata la competenza non l’appartenenza. Poi non so se questo Paese lo tollererebbe: il bipolarismo è giovane e si griderebbe all’inciucio. Come successo sul voto bipartisan in Regione su Malpensa. A proposito, invece di restare impiccati al destino di Alitalia, prendiamo al volo l’offerta di Ryanair. Io sono per andarla a vedere fino in fondo. Se Alitalia conferma che dismette gran parte dei voli, Malpensa deve pensare al suo destino. Anche se non possiamo pensare che le 180 rotte di Alitali possano essere coperte da una compagnia low cost, se pure di successo. Sul ticket a Milano sempre strenuamente contrario? La Moratti ha ragione quando sostiene che bisogna intervenire sulla congestione del traffico. Ma allora io dico: meglio chiudere il centro storico alle auto che mettere un ticket. Oltretutto è un provvedimento che copre il 4 per cento dell’area metropolitana, poca cosa. Sta passando il ferale sospetto che sull’Expo 2015 Milano si farà fregare da Smirne. Sul tema al Festival dell’Unità ho detto: siamo qui per sparare sul gufo. Guardi, confrontando i due progetti Milano vince alla grande. Se poi sulla scelta influiscono ragionamenti di altro tipo, chessò, geopolitico… Un giudizio in tre righe sulla Moratti sindaco. Lo daranno gli elettori, non mi metto certo io a dare voti. Dal punto di vista istituzionale mi trovo bene. E c’è cordialità nei rapporti personali. Mi tolga una curiosità: perché mai il nordico Penati sostiene il romano Veltroni? Mi ha convinto molto il discorso di Veltroni al Lingotto. Poi gli riconosco capacità politica e di innovazione. Abbastanza per capire che il Nord è una piazza imprescindibile per le sorti del futuro Partito democratico. [...]
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