
Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non ha fatto in tempo ad annunciare che il nuovo piano industriale della compagnia di bandiera (che sarà discusso stasera in Cda) prevede la cancellazione di 150 voli da e per Malpensa, che i vettori concorrenti si sono messi in fila per accaparrarsi gli slot. A pensare di essere in grado di fare meglio di Alitalia sono in tanti, ma tra i vettori che stanno corteggiando il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, c’è qualcuno che ha realmente le carte in regola? Da Dublino si è fatto vivo addirittura il patron di Ryanair, Michael O’Laery. Il vettore irlandese è il più forte in Europa nel comparto low cost e il mercato italiano, con una quota del 17%, è secondo solo a quello britannico. Purtroppo c’è un ma. Ryanair guadagna tanto negli scali a forte vocazione turistica. È il caso, ad esempio, di Ciampino. La clientela di Malpensa è soprattutto business e difficilmente si adatterebbe alle regole spicciole di una compagnia a basso costo. Senza contare che Ryanair, al momento, non ha una flotta per effettuare collegamenti intercontinentali e quindi i passeggeri che devono andare fuori dall’Europa resterebbero comunque a terra.
Il segretario regionale della Fit-Cisl, Dario Ballotta, ha parlato senza mezzi termini di ”uno spot pubblicitario che sottende un declassamento di Malpensa ad aeroporto minore, su cui storicamente operano i vettori low cost”. Il discorso sarebbe diverso, osserva Ballotta, “se Ryanair volesse utilizzare Malpensa come proprio hub intercontinentale europeo avendo annunciato l’attivazione di rotte intercontinentali. Questo dimostrerebbe che il ricco mercato del Nord Italia è al centro degli appetiti dei vettori stranieri”. E comunque Ryanair si troverebbe a fare i conti con la concorrente Easyjet che a Malpensa ha già la prima base italiana e, con un giro di clientela che supera gli 1,2 milioni, è la seconda compagnia presente nella scalo milanese dopo la stessa Alitalia. Easyjet punta sicuramente a crescere (tanto che il Terminal 2 che oggi condivide con i charter, potrebbe diventare l’Easy Terminal, alla faccia di Alitalia che finora ha inutilmente chiesto un terminal dedicato sia a Malpensa sia a Fiumicino), ma anche in questo caso si tratterebbe di un’ulteriore virata di Malpensa verso il low cost.
Se si pensa che a rilanciare Malpensa possa invece essere Eurofly, così come ipotizzato da indiscrezioni di stampa, allora si è ben lontani dalla soluzione. La compagnia specializzata nei voli charter, nonostante sia stata acquistata da Meridiana, si trova ancora a fare i conti con perdite in crescita (il 2006 si è chiuso con un rosso di 29 milioni a fronte dei 2 milioni del 2005) e un indebitamento alle stelle. Con il revisore Deloitte che non ha certificato il bilancio 2006, avanzando dubbi sulla continuità aziendale, la compagnia non si trova di certo nella condizione di mettere mano al portafoglio per acquistare nuovi aerei in aggiunta ai 13 Airbus che già oggi a malapena riescono a garantire l’operatività nei momenti di punta. Non sta meglio la controllante Meridiana che ha una flotta composta quasi interamente di tutti vecchi Md 80 (sono esattamente 13) e sopravvive solo perchè la fa da padrona nei collegamenti su Olbia. Le cose non vanno meglio in casa Blu Panorama. La compagnia di Franco Pecci ha un coefficiente di riempimento degli aerei molto basso e ora deve trovare i soldi per i 4 Boeing 787 che ha già prenotato. Nonostante questo, Pecci ha lanciato un appello a Formigoni dicendo che “e’ nostra intenzione dialogare con le istituzioni lombarde per portare avanti un progetto di crescita su Malpensa. Blue Panorama Airlines ha posizionato il 70 per cento della propria flotta sull’aeroporto milanese e ha trasportato nell’ultimo anno un milione e mezzo di passeggeri sul proprio network”. Dal canto suo il governatore della Lombardia ha preso a corteggiare Carlo Toto di AirOne ma più che a Malpensa, l’imprenditore abruzzese punta a crescere su Linate da cui già ricava gran parte del fatturato.
L’unica a guadagnare con il piano Prato è Air France. Il ridimensionamento di Malpensa va a tutto vantaggio di Parigi e, ottenuto questo, Jean Cyril Spinetta, potrebbe finalmente uscire allo scoperto sull’intenzione di acquisire Alitalia.
- Venerdì 7 Settembre 2007
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Commenti
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Il 8 Settembre 2007 alle 9:19 Corrado Buccieri ha scritto:
Bisogna svenderla,vuol dire che è stata
amministrata male.
Il 9 Settembre 2007 alle 17:29 giuliano ha scritto:
Chiudete Linate, limitate Bergamo (copiate la Francia!!!!!) e Malpensa decollera’!!!!!!!!
Il 10 Settembre 2007 alle 23:33 Pelush ha scritto:
NEssuno la piglia?
Diciamo che chi se la piglierà non lo viene a raccontare adesso perchè la partita è grossa e chi giocherà bene le sue carte al momento giusto se la mangia tutta.
Vi anticipo solo che gli altri soci Skyteam (esclusi AZ ed AF) non sono contenti di perdere i passeggeri di Milano, mentre quelli di Oneworld e Star Alliance si stanno fregando le mani
Il 11 Ottobre 2007 alle 15:50 Malpensa: Alitalia prende tempo ma lo scalo perde rotte e investitori » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il fenomeno nebbia è sempre più raro intorno a Milano. Eccezion fatta per Malpensa. A quanto pare l’atteggiamento fumoso del numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, sul depotenziamento dello scalo lombardo rischia di mettere in fuga quei concorrenti che avrebbero dovuto garantire il rilancio. Ieri è stato il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, a lanciare l’ultimatum. Ma l’incertezza intorno alle rotte che Alitalia intende realmente tagliare starebbero scoraggiando un po’ tutte le compagnie che già gravitano su Malpensa. E cioè Easyjet, Austrian Airlines, Blu Panorama e molte altre. “Se Alitalia non se ne va il programma su Malpensa non procederà”, ha affermato O’Leary che nelle scorse settimane ha cercato di instaurare un filo diretto con i vertici della Sea ma le trattative viaggiano su un binario morto. Dal canto suo, Alitalia ha tutto l’interesse a ritardare qualsiasi decisione. Il piano prevede che le cancellazioni di alcune rotte su Malpensa saranno effettive solo da marzo, ma quali siano i collegamenti da tagliare nessuno lo sa. Prato non vuole esporsi prima di avere trovato un compratore per Alitalia. L’unica cosa certa, peraltro ribadita con molta convinzione ad alcuni parlamentari nel corso di un’audizione alla Camera, è che operare sullo scalo milanese comporta un buco di oltre 150 milioni all’anno per i conti Alitalia. [...]
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