- Tags: aumenti, carrello, clienti, consumatori, conti, Coop, diete, liberalizzazioni, medicine, pane, pasta, piatti, Pier-Luigi-Bersani, prodotti, risparmio, soldi, spesa, sporta, Vincenzo-Tassinari
- Un commento

Il rapporto della Coop 2007 (qui il. pdf) non lascia dubbi: con buona pace del ministro Pierluigi Bersani e delle sue liberalizzazioni sui farmaci, alla voce sanità, e in particolare per medicinali, articoli sanitari e materiale terapeutico, le spese degli italiani sono destinate ad aumentare nel prossimo biennio a una media del 3,8 per cento all’anno. Le vendite di computer e apparecchi tv, audio e foto segneranno un più 4 per cento, mentre per i generi alimentari da qui al 2009 si prevede un risicato più 1 per cento.
Mentre i consumatori fanno i conti con gli aumenti dei prezzi che hanno trovato al rientro, anche dall’altra parte della barricata, sul fronte della grande distribuzione, si studia. Per capire se, quando e cosa i clienti saranno disposti a mettere nel loro carrello nei prossimi mesi. Così alla Coop, che si è mossa in questi giorni decidendo il blocco dei prezzi per i prodotti a marchio, hanno messo al lavoro l’ufficio studi coordinato da Albino Russo e, con l’ausilio dell’istituto di ricerca economico Ref, hanno messo a punto un malloppo di 150 pagine. Tema: la spesa che verrà.
“La crescità complessiva dei consumi nel 2006 è stata dell’1,5 per cento e solo del- l’uno nell’alimentare, ed era prevista del 2 nel 2007, ma ora il quadro rischia di peggiorare” sostiene Vincenzo Tassinari, presidente della Coop Italia. Senza dimenticare che dietro questi numeri, come evidenzia il rapporto, ci sono importanti spostamenti di spesa, con tipologie di prodotti che diventano marginali e new entry impensabili. Chi avrebbe mai detto, per esempio, che gli sbiancanti per il bucato dal 2003 a oggi avrebbero registrato una crescita di vendita dell’85 per cento, e addirittura del 360 i coloranti per i tessuti?
“Al di là di quelle che possono sembrare curiosità, è importante leggere dietro le cifre i veri indicatori di tendenza che, se trascurati, possono incidere negativamente sui conti di fine anno” sostiene Tassinari.
Insomma, in una torta dalla lievitazione incerta è indispensabile sapere per esempio che nell’alimentare superstar (più 130 per cento di volumi di vendita) sono i piatti pronti freschi da cucinare. “Il consumatore è sempre più disposto a pagare il valore aggiunto del servizio fornito dall’industria in termini di risparmio di tempo per cibi che una volta si facevano in casa” dice Russo.

Per capire lo spostamento delle abitudini, e adeguare gli scaffali, alla Coop hanno studiato l’andamento di quattro carrelli virtuali che riassumono le tendenze forti emerse dallo studio. Ovvero: risparmiare tempo e fatica (carrello denominato pronto), aprirsi a nuovi mondi-abitudini (carrello etnico), avere cura di sé (carrello salute), coccolarsi (carrello lusso). Il risultato? Confrontando i volumi di vendita, il carrello etnico (dal cuscus al riso basmati) ha registrato la maggiore crescita percentuale (36 per cento) nell’ultimo triennio, seguito con breve distacco (30) da quello salute, pieno di prodotti dietetici, a base di soia, fibre, lieviti, integratori.
Tiene bene il lusso, che a colpi di leccornie e champagne registra un più 25 per cento, a riprova che nella difficoltà generale dei ceti medi si salvano i benestanti. Ma in assoluto il carrello vincente è quello pronto: cresce del 30 per cento ed è il più pesante in termini di articoli e fatturato.
La sorpresa? A rimanere fermo è il carrello base: pieno di pasta, pelati, tonno e verdure in scatola. Ma, visti gli aumenti previsti proprio per quei prodotti, è probabile che, più che star fermo, crolli.
- Lunedì 10 Settembre 2007
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Commenti
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Il 11 Settembre 2007 alle 16:00 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
All’aumentare dei rincari come delle tasse, corrisponde la diminuzione degli stipendi. E questo in una società moderna verrebbe definito incoerente e contraddittorio. Ma nel Paese dei taluni, il luogo nel quale si sostiene con forza, ed altrettanta esortazione, di credere alla Befana i cittadini non possono prestar fede alle abituali cantilene per poi cadere in inganno.
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