- Tags: Arredamento, Ikea, low-cost, occupazione
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Nel 2008 il colosso dell’arredamento low cost Ikea aprirà in Italia altri cinque nuovi megastore a Parma, Rimini, Salerno Baronissi, Trieste Villesse e Torino Collegno: sono previsti duemila nuovi posti di lavoro, e altre cinquecento persone lavoreranno dall’indotto. Una scommessa che costerà agli svedesi 300 milioni di euro.
Cifre da capogiro, ma non devono stupire. Il fatturato di fine anno di Ikea Italia è cresciuto del 14,7% e ha raggiunto quota 1,2 miliardi per un giro d’affari che nel mondo vale 19,8 miliardi. Attualmente i centri commerciali operativi in Italia sono tredici, a cui si aggiungono tre centri di deposito merce che occupano 6.140 addetti. Le organizzazioni sindacali, comunque, manifestano dubbi per la scelta da parte della società svedese di assumere personale con contratti a tempo determinato.
“Il rilevante piano di investimenti e assunzioni”, ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Roberto Monti, in una conferenza stampa tenutasi stamani a Milano, “è la conferma del favore con cui gli italiani hanno accolto la nostra formula e della nostra fiducia in un sistema economico sano, nonostante le difficoltà di una legislazione del commercio che si traduce spesso in applicazioni regionali contrastanti e poco chiare”.
Tra gli elementi d’arredo preferiti dagli italiani ci sono le cucine: Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia le regioni dove si vende di più. Ma l’Italia non è solo un mercato di sbocco: è il terzo fornitore di mobili e complementi d’arredo per Ikea, dopo Cina e Polonia. Di fatto il marchio svedese in Italia compra più di quanto vende: acquista l’8% dei mobili e dei complementi d’arredo da aziende italiane e rivende per una quota di mercato mondiale pari al 6,5%.
- Giovedì 13 Settembre 2007
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Commenti
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Il 14 Settembre 2007 alle 16:53 sara77 ha scritto:
E per quale ragione i sindacati dovrebbero lamentarsi? Per i poveri diplomati/laureandi/laureati un contratto a tempo determinato e’ sempre meglio di uno stage (non pagato)!
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