
Il nome è ancora rigorosamente top secret, ma una società che opera nel settore ittico (costituita da un sardo, uno spagnolo e un maltese) potrebbe salvare gli oltre duecento dipendenti della Palmera, il noto marchio del tonno basato a Olbia, a un passo dal fallimento. Una quadratura del cerchio che potrebbe mettere fine alla guerra del tonno in cui marchio, dipendenti e proprietà immobiliari facevano entrare in gioco interessi diversi.
“La notizia – rivela il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli – risale a venerdì scorso quando un’azienda mi ha contattato per manifestare la propria disponibilità a rilevare l’attività e tutti i suoi dipendenti anche senza marchio”
La soluzione che si profila all’orizzonte permetterebbe alla famiglia Palau, proprietaria della Palmera, di vendere il brand alla multinazionale olandese Bolton (che produce il tonno Rio Mare) a circa 30 milioni di euro e di trovare una collocazione ai 213 dipendenti senza però perdere i terreni su cui finora ha operato l’industria. Perché, le proprietà immobiliari sono il vero tesoro al di là dello storico marchio delle scatolette di tonno: oltre dieci ettari a un passo dal mare del valore di circa venti milioni di euro. L’azienda con sede a Malta disposta a rilevare l’attività della Palmera potrebbe infatti utilizzare gli impianti della famiglia Palau a Olbia per circa tre anni e poi trasferire il lavoro in un altro sito industriale. Così che i proprietari della Palmera avrebbero mano libera sui terreni che, con il consenso dell’amministrazione, potrebbero anche essere riconvertiti per altre attività. Turismo incluso. Il patto in questo caso, spiega Giovannelli, è che via sia un chiaro vantaggio per la collettività tanto da giustificare una deroga alla legge regionale salva-coste voluta dal presidente Renato Soru.
In realtà la questione terreni, sebbene molto calda, verrà affrontata solo in un secondo momento. Il sito su cui sorgono gli impianti della Palmera sono sì affacciati sulle meravigliose coste galluresi ma circondate da decine di altre industrie che rendono difficile immaginare nel breve periodo il ricollocamento per fini turistici dell’area. La priorità resta colmare un buco di oltre 18 milioni di euro e salvare il posto ai dipendenti da due anni in cassa integrazione. Ieri, nell’incontro al ministero delle Attività Produttive, il presidente Soru è stato molto chiaro: la Regione è disposta a trattare soltanto se la famiglia Palau non dimentica i lavoratori.

- Martedì 18 Settembre 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.