
Il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, prenderà ancora qualche altra settimana prima di chiudere la vendita della compagnia di bandiera, ma i giochi sarebbero fatti.
Il controllo dovrebbe passare ad Air France mentre AirOne si accontenterebbe di rotte particolarmente redditizie su Malpensa. L’accordo di massima tra la compagnia di bandiera e quella francese sarebbe stato già raggiunto e negli ultimi giorni, secondo quanto trapela da fonti diplomatiche, anche il premier, Romano Prodi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrebbero avallato l’operazione nell’ambito di un pacchetto di nuove intese tra i due Paesi (uno dei punti fondamentali riguarda l’ingresso di Enel nel programma che la Francia sta realizzando per il nuovo reattore nucleare Epr).
Prima dell’annuncio, tuttavia, i vertici delle due compagnie si prenderanno tutto il tempo a disposizione per sciogliere i nodi più controversi dell’acquisizione. Il numero uno di Air France, Jean Ciryl Spinetta, è stato fin troppo chiaro: “Alitalia entrerà nel perimetro del vettore francese a patto che Parigi non sborsi nell’immediato soldi in contanti”. In altre parole la quota del 49,9% che il Tesoro detiene in Alitalia dovrebbe valere esattamente zero. Senza questa condizione non se fa nulla anche perché Parigi si dovrebbe farsi subito carico della nuova ricapitalizzazione di Alitalia.
Al di là degli aspetti finanziari, per l’annuncio ufficiale si è deciso di aspettare ancora per esaminare tutti i risvolti che l’operazione avrà su Malpensa. Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha visto Prato e al termine dell’incontro ha riferito di avere “avuto assicurazione che entro il 30 settembre sarà definito il quadro dei rapporti con i possibili compratori”. Nei piani di Prato, a questa prima fase, dovrebbe seguire una successiva scrematura delle candidature, entro ottobre, per arrivare alla parola fine entro Natale. Le candidature, avrebbe sottolineato il numero uno di Alitalia a Formigoni, saranno vagliate in base a due criteri, in ordine di importanza: il piano industriale e l’offerta economica. In questo modo Prato si prenderebbe tutto il tempo per sistemare il contratto con Air France mentre la politica risolverebbe il dossier Malpensa.
Il patron di AirOne, Carlo Toto, che a sua volta ha avuto un incontro con Formigoni, continua a godere di forti appoggi. Il vicepremier, Francesco Rutelli, ha detto apertamente di preferire la fusione Alitalia-AirOne. Ma una simile possibilità sembra ormai tramontata per tanti motivi. Non ultimo la mancanza di risorse economiche. Ma Toto punta a portare a casa comunque qualche risultato. Le rotte di Alitalia su Malpensa gli farebbero particolarmente comodo insieme alla fornitura di servizi da parte della Sea a prezzi convenienti rispetto a quelli praticati oggi ad Alitalia.
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- Giovedì 20 Settembre 2007
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Commenti
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Il 20 Settembre 2007 alle 15:05 Corrado Buccieri ha scritto:
Basta che finisce questa storia che ha
rotto l’anima agl’italiani.
E poi meglio ai nostri cugini,una eredità ben ceduta,viva Air France.
Il 4 Ottobre 2007 alle 15:08 Alitalia verso il giorno della verità con l’ombra del commissariamento » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Fino ad oggi, Prato sembra aver mantenuto una certa calma per un fatto molto semplice e cioè che l’acquirente naturale di Alitalia resta comunque Air France. Il vettore francese avrebbe già un piano di integrazione con la compagnia di bandiera che sarebbe al vaglio dei due governi. Ma negli ultimi giorni la situazione appare mutata. L’ostilità di alcuni componenti del governo italiano a chiudere l’accordo (il vicepremier Francesco Rutelli ha detto apertamente di preferire una soluzione tutta italiana) e le resistenze ai tagli su Malpensa, avrebbero raffreddato Parigi. [...]
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