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A leggere i dati dell’evoluzione storica dell’energia eolica prodotta in Italia, c’è da ben sperare per il futuro. Nel 1998, infatti, quando nel nostro Paese la tecnologia per la trasformazione del vento in elettricità era ancora agli albori, vennero generati 231,7 Gwh. Ma nel giro di otto anni, alla fine del 2006, la produzione di energia sviluppata dalle fattorie eoliche in Italia era più che decuplicata, arrivando a toccare quota 2.971 Gwh. Un risultato ancora insufficiente rispetto agli altri Paesi europei ma che migliora la posizione dell’Italia nella classifica mondiale dei produttori di energia elettrica generata dal vento. Per i prossimi anni, assicurano comunque da Terna, il settore non rallenterà la sua crescita, anzi. A gennaio di quest’anno, le richieste arrivate al gestore della rete elettrica nazionale per connessioni con i parchi eolici, sono state infatti 458. Quasi cinquecento nuovi impianti, dislocati sull’intero territorio nazionale, che permetteranno di far fare un enorme balzo in avanti al settore eolico in Italia. La potenza complessiva che le turbine di prossima installazione saranno in grado di generare sarà infatti pari a 23.124 GW, molto più dell’attuale potenza di tutte le fattorie del vento tedesche messe insieme, che arrivano a 20.622 GW.
Sfogliando l’elenco delle società che hanno richiesto l’autorizzazione per la connessione con la rete di distribuzione nazionale, si scopre così che di questi 458 nuovi impianti (che andranno nei prossimi anni ad aggiungersi ai 168 già esistenti e funzionanti) solamente dodici saranno installati nel Nord Italia e 59 nel Centro, tra Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna: la potenza complessiva generata da queste fattorie sarà di 2.519 MegaWatt, quanto l’attuale potenza dell’intero sistema nazionale. La gran parte delle turbine, invece, finirà al Sud e sulle Isole, dove la qualità del vento raggiunge standard più elevati: affinché queste macchine funzionino in modo ottimale, i flussi d’aria diretti verso le pale dovrebbero soffiare costantemente a 15 metri al secondo. Ma solo nelle regioni meridionali del nostro Paese il vento si avvicina a questi standard: la media italiana dell’intensità dei flussi nell’arco dell’anno, infatti, si ferma a sei metri al secondo. Ecco perché delle 458 nuove installazioni, 225 saranno dislocate tra Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre le restanti 162 saranno divise tra la Sicilia e la Sardegna. Ma in queste regioni il malcontento popolare e una legislazione ostile all’energia eolica rischiano di far saltare la maggior parte dei progetti già approvati. Che, con la loro potenza complessiva di 21.605 MW, sarebbero un buon paracadute contro la crisi petrolifera e l’inquinamento ambientale.
- Venerdì 21 Settembre 2007

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Il 24 Settembre 2007 alle 10:10 Italia senza pale: per l’energia eolica avrebbe il vento in poppa, ma… » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Il boom dell’energia eolica, ma siamo tra gli ultimi in Europa - Il caso Sicilia e Sardegna - L’intervista al sindaco di Ragusa [...]
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